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Gio. Lug 16th, 2026

Caldo e piogge accendono la stagione dei porcini: il vademecum per una raccolta sicura

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Con il meteo che ha finalmente creato le condizioni ideali, scatta la corsa alla raccolta dei porcini nelle montagne italiane, in particolare al Nord.

L’annuncio arriva da Coldiretti che, insieme a Federforeste, ha realizzato un vademecum per andare a caccia delle specialità del bosco in sicurezza. Dopo un avvio primaverile privo di funghi, il mix tra caldo intenso di fine giugno e piogge frequenti portate dai cicloni nord-atlantici ha favorito una nascita eccezionale di porcini e altre specie, soprattutto nel Triveneto, secondo l’ultimo monitoraggio di Funghimagazine, come riportato anche da Food Affairs.

Un’annata ricca di specie “insolite”

Accanto ai Boletus edulis sono comparsi finferli, steccherini dorati e persino specie tipiche di stagioni fresche, come il porcino rosso. In pianura si registrano ovoli e amanite tropicali, mentre le montagne di Liguria, Appennino e Centro-Sud hanno visto buttate brevi ma intense di Boletus reticulatus, in alcuni casi sovrapposte. Questa coesistenza di varietà insolite conferma come i funghi seguano sempre più i microclimi e non gli schemi stagionali tradizionali, in un contesto climatico variabile che rende la stagione anomala ma generosa.

Le regole per una raccolta sicura

Nonostante le ottime prospettive, Coldiretti ricorda l’importanza di seguire alcune regole di sicurezza per prevenire incidenti e rispettare l’ambiente. È fondamentale scegliere percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche, informare qualcuno sulla meta prescelta e, se possibile, farsi accompagnare. Controllare sempre le previsioni meteo è essenziale, poiché i temporali estivi possono risultare pericolosi nei boschi.

L’equipaggiamento deve prevedere scarponi comodi con suola scolpita, abbigliamento a strati e uno zaino con il necessario. Durante la raccolta si devono prelevare solo i funghi di cui si conosce con certezza la commestibilità, rivolgendosi al servizio micologico dell’Asl in caso di dubbi. È vietato distruggere esemplari sconosciuti o usare rastrelli e uncini, che danneggiano il micelio. In molte aree è richiesto un permesso o tesserino, ed è necessario informarsi sulle normative locali.

I funghi raccolti devono essere puliti sul posto, eliminando terra e detriti, e riposti in cestini rigidi e areati, mai in sacchetti di plastica, per mantenerli integri e favorire la diffusione delle spore. Il mancato rispetto delle regole può comportare multe e il sequestro del raccolto.

Il patrimonio boschivo italiano

I funghi sono una risorsa importante per l’Italia, che conta quasi 120mila chilometri quadrati di superficie boschiva, pari a circa il 40% del territorio nazionale. Le regioni con la più alta percentuale di foreste sono Liguria (81%), Trentino-Alto Adige (62%) e Sardegna (56%), quest’ultima con il patrimonio boschivo più esteso in termini assoluti, pari a 1,3 milioni di ettari, seguita da Toscana (1,2 milioni) e Piemonte (1 milione).

L’attività di ricerca, oltre ad avere una valenza hobbistica, rappresenta per migliaia di professionisti una fonte di reddito, rifornendo negozi e ristoranti con prodotti tipici locali e alimentando il calendario di numerose sagre dedicate.

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