Le politiche commerciali introdotte dall’ex presidente Donald Trump, e in particolare l’imposizione di nuovi dazi, stanno trasformando le abitudini di consumo negli Stati Uniti. Le famiglie americane, alle prese con l’aumento dei prezzi, iniziano a rinunciare a birre, bibite, prodotti per l’igiene personale e frequenti uscite al fast food.
Cambiano le abitudini delle famiglie americane con i dazi
A certificarlo – riporta LaStampa – sono le ultime trimestrali presentate dai principali gruppi del settore alimentare e dei beni di largo consumo, tra cui Coca-Cola, Procter & Gamble e McDonald’s. Le aziende, nel delineare le prospettive del secondo semestre 2025, hanno espresso forte preoccupazione per il calo delle vendite, attribuito in gran parte all’effetto delle tariffe doganali introdotte negli anni scorsi.
Sconti e promozioni per trattenere i clienti
I grandi gruppi americani stanno provando a reagire con campagne di prezzo aggressive. Coca-Cola, ad esempio, ha avviato la distribuzione negli Usa di bibite a prezzi più contenuti, come confermato dall’amministratore delegato James Quincey. L’obiettivo è intercettare quella fascia di consumatori con capacità di spesa ridotta, sempre più attenti al risparmio.
Una strategia simile è stata adottata anche da Molson Coors, colosso della birra, che ha dichiarato di voler puntare su confezioni più piccole e convenienti, in linea con le richieste dei nuovi acquirenti.
Secondo gli analisti, le vendite sono già in calo in diversi segmenti e ci si attende una riduzione dei margini di profitto nei prossimi trimestri. Le famiglie americane con redditi più bassi sono oggi costrette a tagliare molte voci di spesa, cercando offerte vantaggiose in ogni comparto, dall’alimentare alla cura della persona.
Fast food in difficoltà nonostante i menù ribassati
Il cambiamento colpisce duramente anche il settore del fast food. Pranzi e cene fuori casa da parte dei consumatori con budget più ridotti sono calati a doppia cifra rispetto all’anno scorso, una dinamica aggravata dal rallentamento della crescita dell’occupazione a luglio, che alimenta un clima generale di incertezza.
Per rispondere, catene come McDonald’s, Taco Bell, Pizza Hut e KFC stanno riformulando le loro offerte. McDonald’s ha riportato risultati “incoraggianti” con il suo snack wrap da 2,99 dollari. Taco Bell ha introdotto prodotti tra 1 e 3 dollari, come burritos e bibite, per attrarre una clientela sensibile al prezzo.
Tuttavia, le vendite di pizze premium e dei classici secchielli di pollo fritto, rispettivamente di Pizza Hut e KFC, sono risultate più deboli, segno che la pressione inflattiva sta incidendo anche sulle scelte più tradizionali.
Kraft Heinz: nessuna ripresa in vista
Anche Kraft Heinz, tra i principali produttori di alimenti confezionati, ha ammesso di non prevedere un miglioramento nel breve termine. L’azienda ha dichiarato di voler mantenere i prezzi bassi e ha annunciato il lancio di nuove confezioni “valore”, pensate per garantire convenienza anche a fronte di volumi minori.
Il quadro che emerge è quello di un’America in cui i dazi e l’inflazione spingono sempre più famiglie verso uno stile di consumo improntato al risparmio, costringendo le aziende a rivedere prodotti, formati e strategie di pricing.

