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Sab. Gen 17th, 2026

Dazi Usa sul vino italiano. Allarme UIV: “Rischio danni per 317 milioni di euro”

Lamberto Frescobaldi
Lamberto Frescobaldi

Con l’introduzione delle tariffe al 15% sulle esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti, il settore vitivinicolo nazionale si prepara ad affrontare un impatto economico stimato in circa 317 milioni di euro nei prossimi dodici mesi. Lo ha dichiarato Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini (Uiv), commentando l’accordo raggiunto tra la Commissione europea e l’amministrazione Trump, che entrerà in vigore il 1° agosto.

“Il danno potrebbe salire fino a 460 milioni di euro se il dollaro dovesse mantenere l’attuale livello di svalutazione”, ha aggiunto Frescobaldi, sottolineando che i partner commerciali statunitensi potrebbero perdere fino a 1,7 miliardi di dollari. Il presidente di Uiv ha rivolto un appello al governo italiano e all’Unione Europea per l’adozione di misure a tutela del comparto, cresciuto grazie al contributo del buyer statunitense.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, il prezzo di una bottiglia italiana da 5 euro, che fino a pochi mesi fa arrivava sugli scaffali americani a 11,5 dollari, salirà ora a quasi 15 dollari. Un incremento che porta il ricarico dal 123% al 186%. Ancora più critica la situazione nel canale della ristorazione, dove lo stesso vino potrebbe raggiungere un prezzo al tavolo di circa 60 dollari.

Castelletti (Uiv): “Imprese penalizzate nonostante lo scampato pericolo del 30%”

Paolo Castelletti, segretario generale dell’Unione italiana vini, ha espresso preoccupazione per l’impatto delle nuove tariffe. “Non possiamo dirci soddisfatti: è vero che il dazio è inferiore al temuto 30%, ma resta molto più alto rispetto alla situazione pre-dazio, quando era quasi nullo”, ha spiegato.

L’Italia, rispetto ai competitor europei, rischia di subire le maggiori conseguenze. Il 24% del valore dell’export vinicolo italiano è destinato al mercato statunitense, contro il 20% della Francia e l’11% della Spagna. Inoltre, l’80% del vino italiano esportato appartiene alla fascia “popular”, con un prezzo franco cantina di circa 4,2 euro al litro, mentre solo il 2% delle bottiglie si colloca nella fascia superpremium.

Le etichette più colpite: Moscato, Pinot grigio, Prosecco e rossi Dop

Secondo le stime dell’Osservatorio Uiv, il 76% delle bottiglie italiane esportate lo scorso anno negli Stati Uniti (pari a 366 milioni di pezzi su un totale di 482 milioni) ricade in quella che viene definita “zona rossa”, ovvero con un’esposizione superiore al 20% sul totale spedito.

Le denominazioni più vulnerabili comprendono il Moscato d’Asti (60%), il Pinot grigio (48%), il Chianti Classico (46%), i rossi toscani Dop (35%), i rossi piemontesi (31%), il Brunello di Montalcino (31%), il Prosecco (27%) e il Lambrusco. Complessivamente si parla di 364 milioni di bottiglie, per un valore di oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 70% dell’export italiano verso gli Stati Uniti.

L’Unione italiana vini ha fatto sapere di essere in attesa del testo definitivo dell’accordo per un’analisi completa delle misure.

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