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Dom. Gen 18th, 2026

Parlare e mangiare sono i due strumenti attraverso cui si è formata la cultura umana

Nel libro curato da Pietro Paganini per Competere.eu, la carne viene raccontata come chiave evolutiva dell’uomo tra scienza, etica e sostenibilità

La carne come motore dell’evoluzione umana

Secondo il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo”, curato dal professor Pietro Paganini in collaborazione con la dottoressa Carola Macagno di Competere – Policies for Sustainable Development, le proteine animali hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo fisico e sociale dell’uomo. Edito da Guerini e Associati, il libro è stato presentato a Roma come un contributo scientifico contro le derive ideologiche che spesso dominano il dibattito sull’alimentazione.

Nel testo, l’evoluzione dell’alimentazione viene narrata attraverso la metafora di Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta oltre 3 milioni di anni fa, simbolo della connessione profonda tra nutrizione e linguaggio.

Un dibattito tra scienza e ideologia

“La carne non è il nemico della salute, dell’ambiente o dell’etica. È parte della nostra evoluzione”, ha affermato Paganini, sottolineando come il cervello umano abbia potuto sviluppare linguaggio, creatività e progresso proprio grazie alla completezza nutrizionale delle proteine animali. L’intento del volume è contrastare il cosiddetto “non-dibattito”, offrendo al consumatore strumenti critici basati su dati scientifici e non su slogan emotivi.

Parlare e mangiare: strumenti evolutivi

Il professor Giuseppe Pulina, ordinario all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili, ha ampliato la riflessione spiegando che parlare e mangiare sono i due strumenti fondamentali attraverso cui si è formata la cultura umana. Entrambi rispondono alla motivazione alla condivisione, che culmina nella Dieta Mediterranea, simbolo di equilibrio e varietà.

Anche la dottoressa Bernardi, biologa nutrizionista, ha ribadito l’importanza delle proteine animali per la salute: “Sono fondamentali perché il nostro corpo non le immagazzina. Una carenza può attivare il catabolismo muscolare, riducendo massa e metabolismo”. La loro biodisponibilità le rende essenziali per una nutrizione completa.

L’impatto ambientale e il ruolo della zootecnia

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della sostenibilità ambientale. In Italia, l’intero settore agricolo è responsabile dell’8,4% delle emissioni climalteranti, di cui due terzi derivano dalla zootecnia, ma dal 1990 le emissioni sono diminuite del 15,6%.

Come ha spiegato Pulina, il comparto ha mostrato responsabilità e capacità di adattamento, grazie a tecnologie digitali, economia circolare e nuove metriche di valutazione ambientale, che stanno riposizionando la zootecnia all’interno di un quadro più equilibrato e sostenibile.

Un confronto con la politica sul futuro dell’alimentazione

All’evento hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali, tra cui il senatore Giorgio Salvitti, consigliere politico del Ministro Lollobrigida, l’on. Paola De Micheli, l’on. Isabella De Monte, il senatore Giorgio Maria Bergesio e il senatore Luca De Carlo, che hanno evidenziato la necessità di un dibattito serio e informato sulle proteine animali.

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