Mer. Ott 14th, 2026

Salame e birra, formula vincente per un nuovo aperitivo

Il salame Cacciatore Italiano guarda alle nuove abitudini di consumo e punta su un abbinamento sempre più legato ai momenti di convivialità: quello con la birra. È questo uno dei temi emersi durante “La Corte del Gusto”, l’evento formativo organizzato dal Consorzio Cacciatore Italiano con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che si è svolto il 1° ottobre presso La Bettolina di Gaggiano, in provincia di Milano.

La giornata ha messo insieme ricerca, analisi dei consumi e cultura gastronomica con l’obiettivo di conoscere meglio il rapporto degli italiani con il Salame Cacciatore Italiano e individuare nuove occasioni per valorizzarlo, soprattutto nel mondo del fuori casa.

Cosa cercano i consumatori nel Salame Cacciatore Italiano

A partire dalle 11 sono stati presentati i risultati di due ricerche commissionate dal Consorzio.

La prima, “Gli orientamenti di consumo e psicologici dei consumatori italiani verso i Salamini Italiani alla Cacciatora DOP”, è stata realizzata da Engage Minds Hub dell’Università Cattolica di Milano e illustrata da Michele Paleologo.

L’indagine ha analizzato percezioni, atteggiamenti e comportamenti dei consumatori italiani nei confronti dei Salamini Italiani alla Cacciatora DOP, offrendo una fotografia degli orientamenti del pubblico e degli elementi che influenzano le scelte di acquisto e consumo.

A seguire è stata presentata la ricerca “Entry Strategy nel mercato dei consumi fuori casa”, realizzata da TradeLab e illustrata da Valentina Giallella. L’analisi si è concentrata sul canale del fuori casa e sulle possibilità di intercettare diversi momenti e contesti di consumo per il Salame Cacciatore Italiano.

Dal Cacciatore alla birra: tre abbinamenti alla scoperta del gusto

Alle 12.30 il momento dedicato alla ricerca ha lasciato spazio alla cucina con lo show-cooking dello chef Daniele Reponi. La dimostrazione si è svolta all’aperto, nella corte esterna della cascina, dove diverse postazioni dedicate al Salame Cacciatore Italiano hanno ricreato l’atmosfera delle fiere campestri di una volta.

Daniele Reponi ha proposto tre preparazioni pensate per raccontare la versatilità del Salame Cacciatore Italiano attraverso accostamenti e consistenze differenti.

A completare il percorso sono stati gli abbinamenti curati da Simonmattia Riva, campione mondiale Biersommelier, che ha scelto per ogni preparazione una birra artigianale italiana, pensata per valorizzarne profumi, struttura e caratteristiche gustative.

Tre ricette, tre birre italiane

  1. Crostino di pane abbrustolito con rosellina di Cacciatore, porro al burro bianco e tartufo nero.

In abbinamento: Saison del Villaggio del Birrificio del Forte di Pietrasanta (LU).

  1. Mini sandwich con julienne di Salame Cacciatore, cipolla bianca stufata, foie gras, mela verde e aceto balsamico tradizionale.

In abbinamento: Märzen del Birrificio Elvo di Graglia (BI).

  1. Millefoglie di Salame Cacciatore, con alla base un sablé salato all’origano e Parmigiano, Salame Cacciatore, Comté e gelée ai frutti rossi.

In abbinamento: Silvio’s – Oatmeal Stout del birrificio 50/50 di Varese.

Dalla ricerca alla tavola, nuove occasioni per un prodotto tradizionale

Il percorso proposto da “La Corte del Gusto” è partito dall’analisi dei consumatori per arrivare alla tavola, mostrando come la conoscenza del mercato possa aiutare a immaginare nuovi modi di vivere e raccontare un prodotto della tradizione.

“Questo evento formativo per le aziende, organizzato dal Consorzio con il contributo del MASAF, è stato per noi estremamente importante, perché ci ha consentito di analizzare i fattori determinanti per delineare nuove strategie del Consorzio ma, al tempo stesso, individuare quei punti forza su cui continuare ad agire per comunicare e promuovere il consumo del Salame Cacciatore Italiano in casa e fuori casa”, dichiara Paolo Beretta, Presidente del Consorzio.

“Il gusto unico, dolce e delicato che lo caratterizza è risultato essere il principale motivo di scelta sia per i consumatori che per i Ristoratori, prosegue Beretta, mentre il valore della DOP fa la differenza in termini di superiore percezione qualitativa del nostro prodotto rispetto al generico, grazie a una qualità certificata e garantita.”

Secondo il Presidente del Consorzio, ci sono quindi nuovi indirizzi per contribuire nel prossimo futuro a differenziare ulteriormente la percezione dei Salamini Italiani alla Cacciatora DOP come una categoria a parte rispetto al salame generico, sia presso i consumatori sia tra gli operatori del canale HoReCa.

“Il fatto che il 67% dei Ristoratori che utilizzano la DOP la inseriscano già nel loro menu e la maggiore propensione al riacquisto della DOP rispetto al generico da parte del consumatore finale sono dei precisi segnali per proseguire e rafforzare le azioni di comunicazione multicanale del Consorzio, portate avanti con successo negli ultimi anni”, conclude Beretta.

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