Lun. Ago 17th, 2026

Made in Italy, quasi un clic su due arriva dall’estero e ogni Paese cerca prodotti diversi

L’export agroalimentare italiano passa sempre più dal digitale. Prima ancora di acquistare un prodotto, infatti, i consumatori di tutto il mondo cercano online informazioni, ricette e nuovi marchi, trasformando la ricerca sul web nel primo punto di contatto con il Made in Italy. Per le aziende del settore diventa quindi strategico non solo essere presenti sui mercati internazionali, ma anche farsi trovare dai potenziali clienti nel momento in cui nasce l’interesse.

È quanto emerge dall’Osservatorio “The Global Search for Italian Food 2026” realizzato da Tuduu, che analizza dodici mesi di dati raccolti attraverso il marketplace internazionale dedicato al food italiano, lanciato nel giugno 2025 e oggi rilanciato come Emporion.it, piattaforma dedicata alla scoperta dei prodotti agroalimentari italiani.

Quasi 50 milioni di visualizzazioni e oltre un milione di clic

Nel periodo analizzato, i contenuti pubblicati su Emporion.it hanno generato 1.056.980 clic provenienti dalla ricerca Google e quasi 50 milioni di visualizzazioni.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la qualità del traffico: oltre il 95% degli accessi è arrivato dalla ricerca organica, senza il supporto di campagne pubblicitarie. Un dato che evidenzia come la domanda venga intercettata attraverso contenuti capaci di rispondere agli interessi e alle esigenze degli utenti.

Le ricette trainano la scoperta dei prodotti italiani

Le ricette rappresentano circa il 70% delle ricerche complessive, confermandosi il principale strumento con cui i consumatori entrano in contatto con prodotti e brand dell’agroalimentare italiano.

I contenuti gastronomici diventano così una porta d’accesso al Made in Italy, accompagnando gli utenti nella scoperta delle eccellenze italiane ben prima della fase di acquisto.

Il Made in Italy interessa oltre 100 Paesi

L’Osservatorio evidenzia una forte vocazione internazionale della piattaforma.

Quasi un clic su due proviene infatti dall’estero, con utenti distribuiti in oltre 100 Paesi. Tra i mercati più interessati ai contenuti dedicati al food italiano figurano Germania, Svezia, Francia, Giappone e Spagna, a conferma della crescente attrattività dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali.

Ogni Paese cerca prodotti diversi

L’analisi dimostra che non esiste una domanda globale uniforme per il Made in Italy: ogni mercato manifesta interessi specifici, rendendo indispensabile una strategia digitale capace di adattarsi alle diverse lingue e alle differenti abitudini di ricerca.

In Giappone, ad esempio, gli utenti cercano prodotti della tradizione italiana come cotechino, paccheri e taralli, utilizzando direttamente la lingua giapponese. In Francia e Portogallo cresce invece l’interesse per la cucina “senza”, con numerose ricerche dedicate a ricette prive di uova o burro. In Svezia emergono trend internazionali come i Crumbl Cookies, mentre in Spagna attirano l’attenzione preparazioni più ricercate, come quelle a base di selvaggina.

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