Mar. Ott 6th, 2026

La cucina italiana nel mondo vale 253 miliardi di euro, crescono delivery, consumo fuori casa e catene

La cucina italiana nel mondo raggiunge un valore di 253 miliardi di euro nel 2025 e si conferma la categoria più ricercata a livello internazionale. Il foodservice italiano, ovvero il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa, vale invece 84 miliardi di euro e si posiziona al sesto posto nel ranking mondiale.

Sono i principali dati che emergono dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, il report di Deloitte che analizza il valore del settore foodservice e le sue principali tendenze a livello globale.

La cucina italiana rappresenta oggi il 19% del mercato mondiale dei full service restaurant, confermando il forte interesse internazionale verso i format legati alla tradizione gastronomica italiana.

Il mercato globale del foodservice raggiunge invece i 2.981 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 2,2% e un ritorno ai livelli di espansione pre-pandemici, quando tra il 2016 e il 2019 la crescita media era stata del 2,1%.

La ristorazione italiana punta sui format organizzati

Il foodservice italiano sta attraversando una fase di trasformazione, con una crescita sempre più concentrata sui modelli scalabili e sulle catene organizzate.

“Quest’anno il report di Deloitte fotografa un settore in via di stabilizzazione, dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate”, dichiara Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte.

“La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano – quasi doppia rispetto alla media mondiale – e l’accelerazione delle operazioni di M&A segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato”.

In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: tra il 2019 e il 2025 le catene sono cresciute del 7,2%, mentre gli operatori indipendenti hanno registrato un incremento dello 0,6%.

Le catene crescono grazie ai quick service restaurant

A trainare il cambiamento sono soprattutto i quick service restaurant, che in Italia hanno registrato una crescita del 10,5%, quasi il doppio rispetto alla media globale del 6,1%, arrivando a conquistare il 6,2% della quota di mercato.

“È questo il segnale più chiaro di un fenomeno che il settore definisce chainization – ovvero il processo attraverso il quale i format organizzati e scalabili sostituiscono progressivamente la ristorazione indipendente, contribuendo a consolidare un settore storicamente frammentato e dominato da operatori indipendenti. Un fenomeno che in Italia sta avanzando a un ritmo superiore rispetto alle principali aree geografiche mondiali”, commenta Nastasi.

Nonostante la crescita, la presenza delle catene nel mercato italiano resta inferiore rispetto agli standard internazionali: la penetrazione è dell’11% contro il 35% della media mondiale, lasciando ancora ampi margini di sviluppo.

Il mercato italiano continua comunque a essere caratterizzato dalla forte presenza dei full service restaurant, che rappresentano il 50% del valore complessivo della ristorazione. La crescita futura sarà però sostenuta soprattutto dai quick service restaurant, per i quali Deloitte prevede un aumento dell’1,2% tra il 2025 e il 2030, in un mercato complessivo atteso sostanzialmente stabile con una variazione del -0,3%.

La cucina italiana guida gli investimenti nella ristorazione

La cucina italiana nel mondo raggiunge 253 miliardi di euro nel 2025 e rappresenta il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi il segmento più attrattivo per gli investitori.

Anche il mercato delle fusioni e acquisizioni nel foodservice italiano mostra una forte accelerazione. Tra il 2022 e il 2025 sono state realizzate 34 operazioni di M&A, contro le 20 registrate nel periodo 2016-2019, con un incremento medio di 3,5 operazioni all’anno.

La cucina italiana rappresenta il 39% di tutte le operazioni concluse in Italia, con il 21% dei deal legati alle pizzerie. Fast food e healthy food rappresentano invece ciascuno il 18% delle operazioni successive alla pandemia, evidenziando l’interesse crescente verso format facilmente replicabili e scalabili.

L’Europa guida la crescita del foodservice mondiale

A livello globale, il mercato del foodservice mostra segnali di stabilizzazione dopo la fase di ripresa post-pandemia.

L’Europa registra la crescita più elevata tra le diverse aree geografiche, con un incremento del 6%. Il Nord America consolida la propria posizione aumentando di 4 punti percentuali la quota rispetto al 2019, mentre l’area Asia-Pacifico è destinata a tornare protagonista nella crescita tra il 2025 e il 2030, nonostante abbia perso 5 punti percentuali di quota rispetto al 2019.

Tra i format, i quick service restaurant guidano l’espansione mondiale con una crescita del 4,6% tra il 2019 e il 2025, raggiungendo nel 2025 il 33% della quota di mercato, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2019.

Delivery e consumi fuori casa cambiano il settore

La trasformazione più significativa del foodservice riguarda i canali di consumo.

Dal 2019 il delivery ha guadagnato 15 punti percentuali di quota e oggi i ricavi generati attraverso consegna a domicilio, asporto e altri canali off-premise rappresentano il 45% del valore complessivo del mercato globale della ristorazione.

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