Time Out ha svelato la classifica delle migliori città al mondo per il cibo e al primo posto si è piazzata Lima, capitale del Perù.
Una classifica che conferma come il turismo gastronomico internazionale guardi sempre più all’autenticità, allo street food e alla contaminazione tra culture diverse. La presenza di una sola città italiana potrebbe sorprendere, ma Napoli dimostra ancora una volta come la tradizione, i sapori autentici e l’identità della cucina italiana continuino ad avere un forte riconoscimento nel panorama globale.
Classifica Time Out delle 20 migliori città per il cibo nel 2026:
- Lima (Perù)
- Bangkok (Thailandia)
- Città del Messico (Messico)
- Londra (Regno Unito)
- Barcellona (Spagna)
- Ho Chi Minh City (Vietnam)
- Melbourne (Australia)
- Pechino (Cina)
- Atene (Grecia)
- Lisbona (Portogallo)
- Città del Capo (Sudafrica)
- Osaka (Giappone)
- Bengaluru (India)
- Napoli (Italia)
- New York (Stati Uniti)
- Hong Kong
- Buenos Aires (Argentina)
- Marsiglia (Francia)
- Copenaghen (Danimarca)
- Medellín (Colombia)
Lima conquista il primo posto nella classifica 2026
La graduatoria è stata realizzata attraverso un sondaggio che ha coinvolto oltre 24.000 residenti in 150 città nel mondo, chiamati a valutare qualità e accessibilità economica di ristoranti, caffetterie, pub e bar, oltre agli elementi più distintivi della scena gastronomica locale.
Alla valutazione dei residenti si è aggiunto il contributo di oltre 100 redattori di Time Out ed esperti locali. Il punteggio finale è stato determinato per il 70% dal giudizio degli abitanti e per il 30% dalle valutazioni degli esperti.
Londra al quarto posto tra varietà e nuove tendenze
Al quarto posto si trova Londra, premiata soprattutto per la straordinaria varietà della sua proposta gastronomica. Nella capitale britannica convivono cucine e tradizioni differenti, dai bagel alle pie and mash fino ai piatti etiopi vegani e agli smørrebrød danesi.
Il 96% degli intervistati ha definito mangiare fuori a Londra “buono” o “fantastico”, anche se solo il 42% considera l’offerta realmente accessibile.
Secondo gli esperti di Time Out, la città sta vivendo un momento particolarmente positivo per le nuove aperture italiane, con proposte come il risotto in bianco dell’Osteria Vibrato, gli spiedini abruzzesi di Auguste e le polpette di Martino.
Tra le tendenze più interessanti emerge anche quella della pizza da pub, con collaborazioni tra locali e insegne come Dough Hands, Short Road, Hot Saint e Little Earthquakes.
Barcellona quinta per il ritorno della cucina catalana
Al quinto posto della classifica si trova Barcellona, che supera Madrid come città spagnola più apprezzata nella graduatoria 2026.
La città catalana viene descritta dagli esperti di Time Out come una delle mete più interessanti al mondo per mangiare fuori, con l’82% dei residenti che considera positiva la scena gastronomica locale.
Barcellona è da tempo riconosciuta come capitale dell’alta cucina, con una forte presenza di ristoranti stellati Michelin, ma a conquistare gli esperti è soprattutto il ritorno alla tradizione catalana.
Tra i piatti segnalati ci sono il capipota, preparazione a base di testa e piedini di vitello, i sofregit cotti lentamente e gli stufati brasati per ore, oltre alle bombas, le celebri polpette di patate fritte simbolo della città.
Atene nona tra cucina tradizionale e alta ristorazione
La capitale greca si posiziona al nono posto, con valutazioni molto simili tra residenti ed esperti: il 78% degli abitanti e l’80% dei professionisti coinvolti considera Atene una città particolarmente interessante per la cucina.
I residenti indicano tra le esperienze più apprezzate le caffetterie e i locali familiari, mentre gli esperti valorizzano soprattutto la crescita della ristorazione di alta qualità.
Tra gli indirizzi segnalati spiccano Delta, unico ristorante greco con due stelle Michelin, e nuove realtà come Kuchisabishii, Thirio e Zigoala.
Lisbona chiude la top 10 con le neo tascas
Al decimo posto troviamo Lisbona, città dove gli abitanti dimostrano un forte legame con la cultura del mangiare fuori casa. L’86% degli intervistati valuta positivamente la scena gastronomica locale e il 63% la considera anche accessibile dal punto di vista economico.
A crescere sono soprattutto le neo tascas, descritte da Time Out come “ristoranti di quartiere autentici e accoglienti, con grande tecnica e menu creativi radicati nella tradizione portoghese”.
Tra le realtà più interessanti vengono citate O Velho Eurico, Polémico, Vida de Tasca e Gancho by Louise Bourrat. Gli esperti segnalano inoltre i moderni locali dedicati ai sandwich, come Tosta e Bibs, come nuove tappe da scoprire nella capitale portoghese.
Napoli difende l’onore italiano al 14° posto
Per trovare l’Italia nella classifica bisogna arrivare alla posizione numero 14, occupata da Napoli. Essendo l’unica città italiana presente per la regola “una città per nazione”, il capoluogo campano ha il compito di rappresentare la cucina tricolore nel mondo, superando anche destinazioni gastronomiche storicamente apprezzate come Roma, Firenze e Bologna.
A conquistare residenti ed esperti non è stata soltanto la pizza napoletana con il suo iconico cornicione, ma un’offerta gastronomica completa che racconta l’identità della città. Tra i simboli più apprezzati ci sono i fritti del cuoppo, il casatiello, l’impepata di cozze e i dolci della tradizione come il babà al rhum e la pastiera.
Un riconoscimento particolare è stato dedicato anche alla qualità delle pasticcerie, delle caffetterie e dei locali storici napoletani, luoghi in cui il cibo rappresenta un rito quotidiano accessibile e profondamente legato alla cultura del territorio.
Subito dopo Napoli, al 15° posto, si trova New York, apprezzata per specialità simbolo come i bagel e i panini con il pastrami, ma anche per la pizza, una tradizione diventata parte della città grazie all’eredità degli immigrati italiani arrivati nel corso del Novecento.

