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Dom. Lug 12th, 2026

Valoritalia 2026: Promozione, marketing e strumenti digitali al centro della competitività

In un contesto segnato da profondi cambiamenti nei consumi e da crescenti incertezze sui mercati, sostenibilità, disponibilità di dati e tempestività nelle decisioni si confermano strumenti fondamentali per interpretare l’evoluzione del settore vitivinicolo e orientarne le scelte future. È il messaggio emerso dalla presentazione dell’Annual Report 2026 di Valoritalia, l’unico ente di certificazione che ogni anno mette a disposizione di imprese, Consorzi di Tutela, istituzioni e media una fotografia completa e affidabile del vino di qualità italiano. Un momento di confronto che, negli spazi dell’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma, ha riunito rappresentanti del settore per approfondire evoluzione normativa, competitività delle denominazioni e ruolo della sostenibilità come leva di crescita.

I dati come leva strategica per comunicazione e decisioni

Le analisi di Valoritalia mettono in luce una fase delicata per il vino italiano, con un calo della domanda sui principali mercati internazionali. Dopo la crescita post pandemica, gli imbottigliamenti del 2025 hanno registrato una contrazione del 2,1% sul 2024, seguita da un ulteriore calo del 5,4% nei primi cinque mesi del 2026. I dati mostrano però andamenti differenziati: nel 2025 DOC e DOCG hanno registrato una crescita media dell’1%, mentre gli IGT hanno segnato una flessione dell’11%. In crescita spumanti, rosati e vini bianchi fermi, mentre i rossi hanno registrato una contrazione superiore al 13%.

Le denominazioni medio-grandi mostrano una maggiore capacità di resistere alle fasi di mercato più complesse, mentre le micro-denominazioni risultano più esposte alle oscillazioni della domanda. Una dinamica che si riflette anche sulla dimensione dei Consorzi di Tutela, con performance migliori all’aumentare dei volumi commercializzati e della rappresentatività della filiera.

TESSA e la trasformazione digitale della comunicazione consortile

Con 219 denominazioni certificate e una rete di 37 sedi operative, Valoritalia certifica oltre il 60% del vino di qualità prodotto in Italia. Questo patrimonio di dati entra in una nuova fase grazie a TESSA, la piattaforma sviluppata con Microsoft ed EOS che integra strumenti di Business Intelligence in grado di elaborare in tempo reale milioni di informazioni provenienti dai processi di certificazione. Uno strumento che rafforza la capacità dei Consorzi di adottare misure tempestive e di comunicare in modo più efficace con imprese, istituzioni e mercati.

Le voci del settore tra governance, sostenibilità e promozione

Ad aprire i lavori è stato Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, seguito da Giuseppe Liberatore, direttore generale, che ha illustrato le principali tendenze dell’Annual Report. Denis Pantini, responsabile Agroalimentare di Nomisma, ha presentato la ricerca Scenario di mercato e ruolo della sostenibilità per la crescita del vino italiano, dedicata all’analisi delle prospettive del comparto dal punto di vista dei consumatori e dei Consorzi di Tutela.

La tavola rotonda ha coinvolto Giuseppe Blasi, Paolo De Castro, Letizia Cesani, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi e Riccardo Ricci Curbastro, con un confronto su sostenibilità, governance delle denominazioni, ruolo dei Consorzi e necessità di politiche mirate per sostenere la competitività del settore.

Nel suo intervento, Francesco Liantonio ha richiamato l’attenzione sulla forte concentrazione della filiera: le prime 15 denominazioni rappresentano l’81% dei volumi certificati, mentre i primi 14 Consorzi ne coprono l’83%. Ha sottolineato anche la frammentazione produttiva, con oltre il 75% delle aziende che imbottiglia meno di 500 ettolitri all’anno. “In un momento di grandi sfide e di forte instabilità dobbiamo fermarci, analizzare i cambiamenti e imparare dagli errori”, ha sottolineato Liantonio. “La sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale, diventando un fattore determinante sia per la competitività delle imprese sia per l’accesso ai mercati internazionali”.

Giuseppe Liberatore ha evidenziato come il settore stia attraversando una fase di transizione. “Se nel 2025 gli imbottigliamenti hanno registrato una contrazione del 2,1%, i dati provvisori relativi ai primi cinque mesi del 2026 indicano un’ulteriore flessione del 5,4%, evidenziando una fragilità strutturale soprattutto nelle realtà più piccole”, ha spiegato Liberatore.

Lo studio Nomisma e il ruolo della sostenibilità nella comunicazione

Lo studio Nomisma Wine Monitor ha evidenziato come la sostenibilità sia sempre più rilevante nelle scelte dei consumatori e nelle strategie dei Consorzi di Tutela, anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo. “In uno scenario dominato dall’incertezza, l’attenzione del consumatore verso la sostenibilità resta alta”, ha commentato Pantini.

La promozione come leva strategica per il vino italiano

Il tema della promozione emerge con forza nell’intervento di Letizia Cesani, che ha evidenziato la necessità di investimenti adeguati per valorizzare certificazioni e marchi. “Le certificazioni potrebbero essere un efficace strumento per accrescere il giro d’affari per le imprese agricole, ma ciò che manca veramente è una adeguata promozione delle certificazioni stesse e dei loro marchi nei confronti del consumatore”, ha sottolineato Cesani.

Comunicazione, governance e strategie per il futuro

La tavola rotonda conclusiva ha approfondito il ruolo strategico della sostenibilità per la competitività del vino italiano, il valore delle certificazioni come strumento di qualificazione e la crescente centralità dei Consorzi di Tutela. È emersa la necessità di rafforzare il supporto istituzionale attraverso politiche mirate, investimenti nella promozione internazionale e strumenti capaci di accompagnare le imprese in una fase di cambiamento.

La disponibilità di dati tempestivi è stata indicata come fattore strategico per supportare le decisioni della filiera. In questo contesto si inserisce TESSA, piattaforma che consente un monitoraggio continuo delle dinamiche produttive e di mercato, utile a supportare le decisioni strategiche del comparto.

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