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Mer. Mag 20th, 2026

Giornata della Terra: Barilla triplica il fotovoltaico e accelera sull’agricoltura rigenerativa per Mulino Bianco

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Barilla presenta i risultati del proprio impegno per il clima, concentrato su due fronti strategici: l’espansione dell’autoproduzione di energia solare negli stabilimenti italiani e l’evoluzione dell’intera filiera di Mulino Bianco verso l’agricoltura rigenerativa.

Negli ultimi due anni il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici nei siti produttivi italiani, con l’obiettivo di raggiungere 24 MWp entro il 2030. Già oggi il 48% del consumo elettrico globale di Barilla proviene da fonti rinnovabili, mentre in Italia Mulino Bianco, Pan di Stelle, GranCereale e Sughi Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta.

2022–2030: il piano che triplica il solare

Per accelerare la transizione energetica, Barilla ha avviato un Energy & Water Plan da 168 milioni di euro di investimenti cumulati. Nel solo 2024 il Gruppo ha destinato oltre 10 milioni di euro all’efficientamento energetico, al rinnovamento degli impianti di trigenerazione e alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, triplicando l’autoproduzione di energia rinnovabile nei plant italiani.

Tra i progetti più significativi, l’impianto da 1,5 MWp nello stabilimento sughi di Rubbiano, capace nei mesi estivi di coprire il fabbisogno energetico di un’intera giornata di produzione dei Pesti al basilico ogni settimana.

Entro il 2026 sono previsti nuovi impianti nelle fornerie di Melfi, Ascoli e Cremona e nel pastificio di Foggia, per arrivare a circa 9 MWp installati. L’obiettivo al 2030 è fissato a 24 MWp, sostenuto anche dalla presenza, già oggi, di impianti di trigenerazione ad alto rendimento in tutti i pastifici italiani.

La Carta del Mulino: un modello di filiera rigenerativa

L’impegno di Barilla si estende oltre gli stabilimenti, coinvolgendo l’intera filiera di Mulino Bianco attraverso la Carta del Mulino, il disciplinare nato nel 2019 in collaborazione con WWF Italia, Università di Bologna, Università della Tuscia, CNR‑IBE e OpenFields.

Il modello si basa su 10 regole di agricoltura rigenerativa, tra cui: – rotazioni colturali; – copertura vegetale nei periodi di riposo; – aree fiorite per gli insetti impollinatori; – riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti; – uso di tecnologie digitali per monitorare gli impatti.

Il risultato più emblematico è Buongrano, primo biscotto realizzato con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa, tornato nel 2025 in occasione del Cinquantesimo di Mulino Bianco. L’obiettivo è chiaro: entro il 2030 tutta la gamma Mulino Bianco utilizzerà farina di grano tenero coltivata secondo questo approccio.

Una strategia misurabile per affrontare la sfida climatica

Per Barilla, il cambiamento climatico è una delle sfide più urgenti. Il piano energetico e il modello di filiera rigenerativa fanno parte di una strategia integrata che coinvolge fornitori, partner e stakeholder, rendicontata ogni anno nel Rapporto di Sostenibilità del Gruppo.

Un percorso che dimostra come, per Barilla, qualità alimentare e responsabilità ambientale siano inseparabili: ogni biscotto, ogni piatto di pasta, ogni sugo può diventare un gesto concreto di cura verso il pianeta.

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