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Mer. Mag 20th, 2026

Nasce Il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole

Sono 1,9 mln gli alunni che mangiano a scuola, l’83% degli italiani chiede di vietare per legge la presenza di cibi ultra-formulati nei menù

Il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole

Con 1,9 milioni di alunni che mangiano nelle mense scolastiche (di cui circa 900.000 negli asili), nasce il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole, promosso da Coldiretti, insieme a Filiera Italia e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro.

L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro a Roma, alla presenza di Vincenzo Gesmundo, segretario generale Coldiretti, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Ruggiero Francavilla, Professore Ordinario Università di Bari, Luigi Cimmino Caserta, delegato Filiera Italia e Responsabile affari istituzionali NewPrinces-Plasmon, Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, Luigi Nigri, vicepresidente Fimp, Antonio D’Avino, presidente Fimp, più il direttivo nazionale Fimp.

I cinque punti del Manifesto

Le abitudini alimentari che si formano tra 0 e 3 anni possono influenzare in modo determinante la prevenzione di molte patologie e il Manifesto è un Impegno concreto in 5 punti per restituire alle nuove generazioni il diritto al cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito.

  1. Strategia nazionale contro l’obesità infantile con un piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole, supportato da Coldiretti e Fimp, focalizzato su filiere sane fin dai primi 1000 giorni di vita.
  2. Patto educativo tra scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per promuovere modelli alimentari sostenibili e consapevoli.
  3. Introduzione di cibo a km zero nelle mense scolastiche e negli asili nido, valorizzando le filiere italiane oltre la logica del massimo risparmio.
  4. Contrasto allo junk food nei distributori di scuole ed edifici pubblici, da sostituire con prodotti freschi locali attraverso una nuova normativa.
  5. Inserimento di programmi di educazione alimentare nei curricula fin dalla prima infanzia, con mense scolastiche come spazi di apprendimento anche per le famiglie.

Le richieste delle famiglie

Un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati, sull’esempio di quanto fatto in California. La qualità del cibo nei menu scolastici viene peraltro promossa a pieni voti solo da un genitore su 3 (34%) tra coloro che esprimono un’opinione, mentre per il 46% raggiunge la sufficienza. Ma il restante 20% la boccia.

“Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti, tanto che più di venticinque anni abbiamo sottoscritto un vero e proprio Patto col consumatore fondato sulla volontà di promuovere uno stile di impresa in armonia con la natura e con le leggi che la governano e difendere l’Italia dalle minacce alla sicurezza ambientale e alimentare – ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo – E’ da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.

“Vogliamo costruire un futuro più sano per i nostri figli, partendo dall’educazione al cibo – dichiara Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo, con il protocollo di intesa siglato oggi con Filiera Italia e FIMP, puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità negli asili nido e nelle scuole, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita. È un impegno concreto per combattere l’obesità infantile e garantire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”.

“Il bambino non è un piccolo adulto: nei primi anni di vita l’organismo è molto più vulnerabile ai contaminanti presenti negli alimenti, perché reni e fegato non sono ancora pienamente maturi e, in rapporto al peso corporeo, i bambini assumono quantità di cibo maggiori rispetto agli adulti”, spiega Ruggiero Francavilla, Professore Ordinario di Pediatria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro. “La letteratura scientifica evidenzia come l’esposizione precoce a sostanze chimiche possa incidere, ad esempio, sul neurosviluppo: uno studio condotto negli Stati Uniti ha stimato che i pesticidi, nella popolazione infantile, possano portare a una perdita di circa 17 milioni di punti di quoziente intellettivo. Per questo è fondamentale prestare la massima attenzione all’alimentazione negli asili nido, dove i bambini nella fascia 0-3 anni, la più vulnerabile, consumano molti dei loro pasti quotidiani”.

“Il nostro obiettivo è valorizzare la filiera agroalimentare italiana dedicata agli alimenti per l’infanzia, un settore che conta circa 1.500 operatori”, dichiara Luigi Cimmino Caserta, Responsabile affari istituzionali NewPrinces-Plasmon. “Abbiamo, infatti, siglato un protocollo d’intesa con Filiera Italia, Coldiretti e MASAF, che ci vede impegnati nell’approvvigionarci con materia prima made in Italy. Vogliamo proseguire su questa strada, sostenendo la corretta alimentazione e la dieta Mediterranea fin dalla prima infanzia. Il manifesto che viene sottoscritto oggi è un ulteriore prezioso passo avanti verso questo risultato. Chi acquista un alimento per l’infanzia Made in Italy, non sceglie solo un marchio, ma il frutto di una filiera italiana sostenibile”.

“Vogliamo restituire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”, afferma Luigi Nigri, Vicepresidente Nazionale FIMP. “I dati sull’obesità infantile in Italia sono allarmanti ma la preoccupazione principale è quella sui danni futuri legati a contaminanti e tossine presenti in alimenti che provengono da Paesi con inadeguati controlli sulla qualità. L’uso di cibo locale, stagionale e garantito da filiera corta nelle mense, soprattutto in quelle degli asili nido frequentati da bambini nella fascia età 0-3 anni, è fondamentale: le mense devono diventare strumenti educativi, valorizzando la qualità rispetto al mero risparmio economico.”

“Quando parliamo di corretta alimentazione dei bambini, la ristorazione scolastica rappresenta uno strumento fondamentale all’interno dei servizi educativi per l’infanzia”, evidenzia Antonio D’Avino, Presidente Nazionale FIMP. “Promuovere una cultura alimentare ispirata alla Dieta Mediterranea e valorizzare i prodotti del nostro territorio significa aiutare i più piccoli a sviluppare fin da subito abitudini sane. Per questo è importante privilegiare alimenti freschi, di qualità e possibilmente locali, limitando il consumo di merendine e snack eccessivamente ricchi di zuccheri. Con questo manifesto, la FIMP è al fianco di Coldiretti per rafforzare questi principi fin dai primi anni di vita, affinché la salute e la corretta alimentazione diventino parte integrante del percorso di crescita dei più piccoli”.

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