Dom. Lug 19th, 2026

Pera dell’Emilia Romagna IGP: il nuovo bollino spinge riconoscibilità e vendite

Pera dell'Emilia Romagna IGP
Pera dell'Emilia Romagna IGP

In un anno complesso per il settore pericolo a livello nazionale e regionale, la Pera dell’Emilia Romagna IGP segna una crescita significativa, distinguendosi per capacità di valorizzazione e riconoscibilità. Nel 2025 le superfici certificate hanno raggiunto i 3.150 ettari, pari a quasi il 30% del totale regionale, un dato in forte aumento rispetto ai circa 700 ettari di dieci anni fa.

Il bollino IGP come leva strategica

La campagna commerciale 2025/26 ha registrato un incremento delle quantità vendute pari al 50%, con un raddoppio dell’incidenza sul totale lavorato. Un risultato legato alla strategia del Consorzio, che dal 2022 ha introdotto un nuovo bollino pensato per rendere immediatamente riconoscibile la Pera dell’Emilia Romagna IGP a consumatori, operatori e ristoratori.

Il bollino, vero sigillo di qualità e territorialità, è diventato un elemento chiave per distinguere il prodotto a scaffale e rafforzarne il valore percepito.

Promozione “gourmet” e comunicazione al consumatore

Accanto al nuovo bollino, il Consorzio ha avviato campagne mirate come il progetto Perfetto Frutto Gourmet, sostenuto anche dai contributi MASAF, e altre iniziative realizzate con il supporto della Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo è raccontare la Pera IGP come prodotto di eccellenza, valorizzandone qualità, origine e caratteristiche organolettiche.

«Questi risultati confermano la centralità del marchio IGP e il suo ruolo trainante per l’intero comparto», afferma Giuliano Donati, Presidente del Consorzio. «La certificazione garantisce qualità, tracciabilità e valore aggiunto: in un mercato sfidante, l’IGP si dimostra una scelta vincente per produttori e consumatori».

Un mercato in calo, ma l’IGP cresce

A livello nazionale la raccolta 2025 si è fermata a 293.000 tonnellate, con un calo del 27% rispetto al 2024. In Emilia-Romagna la produzione è scesa del 30%, attestandosi a 174.000 tonnellate. Nonostante ciò, la qualità è rimasta elevata e la Pera dell’Emilia Romagna IGP ha mantenuto una presenza solida e riconoscibile sul mercato.

I consumi tra luglio e dicembre 2025 hanno registrato una flessione del 7%, dovuta principalmente alla minore disponibilità di prodotto. In termini di valore, però, la riduzione si è fermata al 2%, segnale di una buona capacità di valorizzazione del prodotto di qualità, con l’IGP protagonista.

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