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Bauli festeggia 100 anni facendo risplendere la Biblioteca capitolare di Verona

Bauli ha festeggiato i suoi cento anni con una grande cerimonia che si è tenuta alla Biblioteca capitolare di Verona, cioè la biblioteca in attività più antica del mondo, un tesoro da centomila volumi che risale al 300 Dopo Cristo ed è giunto fino a noi. Il luogo in cui la cerimonia si è svolta non è stato scelto a caso. Infatti, Bauli, con responsabilità sociale d’impresa e un impegno economico da quattrocentomila euro, è stata, tra l’altro, la più importante azienda ad aver costituito la Fondazione Biblioteca Capitolare. E’ quanto riporta il sito Nordesteconomia.

Per sedici secoli la Biblioteca ha goduto della cura del Capitolo dei Canonici di Verona, ma le mutate esigenze di protezione e di valorizzazione dei beni hanno imposto un’evoluzione dell’organizzazione. La Fondazione è nata quindi grazie alla volontà dei soci fondatori, lo stesso Capitolo dei Canonici e un gruppo di imprenditori guidati dalla famiglia Bauli, che hanno fatto proprio l’obiettivo secolare del Capitolo interpretandolo in modo moderno e dinamico. “Attraverso la costituzione della Fondazione Biblioteca Capitolare – dicono – il Gruppo Bauli contribuisce a custodire e valorizzare sempre più il tesoro in essa nascosto e a dare la possibilità di far conoscere a un pubblico sempre più ampio un patrimonio unico del sapere umano.”

È stato quindi nominato un consiglio di amministrazione di cui è presidente Monsignor Bruno Fasani, che della “Capitolare” è l’anima e il primo “promoter”, anche lui presente e protagonista alla cerimonia del centenario Bauli. Al suo fianco, in rappresentanza della famiglia, Enrico Bauli, e gli altri consiglieri Paola Boscaini, Roberto Gainelli, Maurizio Prete, Franco Trevisani e Monsignor Martino Signoretto.

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E, per guardare al futuro con fiducia, le premesse ci sono. Ma servono ulteriori fondi. “Circa un milione e mezzo – spiega Fasani – e per trovarli sto cercando in Italia e all’estero. Il primo ente che ho contattato è Fondazione Cassa di Risparmio di Verona e ci muoviamo anche attraverso il crowdfunding. Non godiamo di finanziamenti pubblici e dobbiamo darci da fare”. Ma i tesori della capitolare hanno richiamato l’attenzione anche delle grandi università statunitensi ed europee (da Oxford a La Sorbonne), che guardano a Verona per costituire qui un grande polo della ricerca storica, in particolare sui codici antichi.

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La Fondazione ha anche messo a punto un piano strategico 2022-2026, che ha tre principali obiettivi: garantire l’attività consultativa, che resterà il cuore della Biblioteca Capitolare, ma che richiede un’urgente opera di digitalizzazione e una complessiva messa in sicurezza a difesa di tutto il patrimonio; sviluppare l’attività di ricerca, che è essenziale per garantire nel lungo periodo l’esistenza della stessa Biblioteca Capitolare e che si svilupperà con il partner naturale Università di Verona, ma – come detto – anche con altri centri della cultura nazionali ed internazionali. Verrà inoltre rifondato il laboratorio di restauro e conservazione e dato maggiore impulso all’attività Museale che riguarderà le visite, le mostre dedicate, le mostre condivise anche fuorisede, il laboratorio didattico, gli eventi e le conferenze; tutte attività che servono a far conoscere le ricchezze della Biblioteca Capitolare e di contribuire al supporto economico.

A questi obiettivi si affianca quello di ridefinire attività, organizzazione e spazi, con interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dei beni immobili, e di conservazione delle opere librarie. La Biblioteca capitolare è infatti sopravvissuta al terremoto, alla peste, alle ruberie di Napoleone, all’alluvione del 1882 e alla Seconda guerra mondiale. Oggi la “regina delle collezioni ecclesiastiche”, come la definì il paleografo Elias Avery Lowe, deve preservare e custodire un tesoro di oltre 1.200 manoscritti, 270 incunaboli, 2.500 cinquecentine e altri 90 mila volumi a stampa, oltre a 11.000 pergamene medievali, opere pittoriche, strumenti musicali antichi ed altro ancora. Qui studiarono Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Ezra Pound e tanti altri.

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TM

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