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Con BeerLife, tutta la vita della birra che si sta gustando a portata di click


In un mondo brassicolo in cui la passione diventa sempre più assetata non solo di buona birra, ma anche di informazioni su ciò che si sta degustando, si affaccia il prototipo di un progetto che segnerà il passo nel contesto della birra artigianale e della birra agricola Made in Italy. Si tratta, nello specifico, di BeerLife, lo strumento di “etichetta narrante” sviluppato da un progetto congiunto tra il Birrificio contadino Cascina Motta (Sale – AL), Tecno.food – l’ Associazione degli Studenti e dei Laureati nelle Scienze e nelle Tecnologie alimentari dell’Università di Torino (Cuneo – CN) – e l’Accademia italiana della birra (Alba – CN) nell’ottica dell’innovazione di Industria 4.0.

Una applicazione informatica innovativa, specificatamente studiata per le peculiarità della birra contadina, che completa tutta la sua filiera produttiva all’interno della medesima azienda agricola, ma che getta le basi per potenziali applicazioni anche a filiere più articolate grazie alla tecnologia della blockchain privata.

Partiamo, però, dal risultato, ovvero dal valore aggiunto che BeerLife può creare per la birra artigianale 100% italiana. Il sistema è fruibile dal consumatore tramite il web, grazie al QRcode apposto sulle singole bottiglie, oppure direttamente dal sito web www.beerlife.it. Semplicemente inserendo il codice del lotto di produzione si accede ad una serie molto ampia di informazioni sulla birra che si sta bevendo, del tutto innovative nel contesto della birra, e che spaziano dalle varietà di orzo e luppolo impiegate nella produzione, alla data di raccolta in campo, fino alla data di maltazione, brassatura ed imbottigliamento. Inoltre, queste informazioni sono corredate da consigli di servizio ed abbinamento, per valorizzare ulteriormente la bevuta.

Massimo Prandi, titolare del Birrificio contadino Cascina Motta, spiega a proposito: “BeerLife è un progetto nato prendendo spunto da ciò che già esiste in ambito vitivinicolo, dove grazie ai dati riportati sulla fascetta dei vini DOC e DOCG è possibile risalire a ritroso ai dati della produzione, fino al vigneto. Nel contesto del Birrificio contadino Cascina Motta, in cui oltre a coltivare tutte le materie prime direttamente, eseguiamo anche tutti i processi di trasformazione internamente, sviluppare un sistema informativo più dettagliato per il consumatore è un punto di forza importante di valorizzazione delle nostre produzioni. Siamo assolutamente consapevoli di rendere agli appassionati l’unica birra 100% italiana e made in farm, senza il ricorso a malti industriali e luppoli stranieri, ma poter comunicare i dettagli delle vita della nostre bottiglie ha un valore straordinario, che rende ancora più diretto il legame tra il nostro lavoro e chi sceglie di consumare la nostra birra contadina. Infatti, oltre al Raccolto di singola annata che caratterizza tutte le nostre produzioni, riusciamo a trasferire molte informazioni in più sulle peculiarità delle singole cotte”.

Le nozioni che si possono acquisire consultando il web sulla birra sono davvero molte e spaziano dalla fase di coltivazione, a quella di prima trasformazione, fino all’imbottigliamento. Una serie di dati che pare gravoso da gestire e su cui il dr. Prandi specifica: “la forza di BeerLife è di dare valore ad un sistema documentale già esistente e che finora ha solo avuto impieghi interni all’azienda ed alla filiera di distribuzione. Grazie alla blockchain privata ed al sistema di elaborazione dei dati, infatti, è possibile estrapolare le informazioni rilevanti per il consumatore: ad esempio, dal lotto di imbottigliamento, si risale tramite il sistema documentale HACCP ed ai registri doganali ai dati di brassatura, quindi all’origine della feccia del lievito reimpiegata per la fermentazione ed ai lotti di luppolo e di malto. Inoltre, dai lotti dei malti impiegati si determinano la data di inizio e fine maltazione, la varietà di orzo impiegata e la relativa annata. Tramite in quaderno di campagna ed i registri colturali asseveranti il regime di gestione in agricoltura biologica della nostra azienda agricola si risale alla data di raccolta, alla data di semina, all’appezzamento specifico in cui sono cresciuti i cereali, ad ogni intervento agronomico o tecnico eseguito ed alle peculiarità pedoclimatiche che hanno caratterizzato l’annata agraria. Semplicemente collegando e selezionando i dati dai vari registri ed estrapolando quelli più rilevanti al consumatore, si riesce a creare uno strumento di consapevolezza davvero unico ed importante al momento della bevuta”.

Per Tecno.food, partner operativo e di ricerca del progetto, il prof. Lilliu aggiunge: “Il prototipo di BeerLife oggi è applicato ad un contesto di una singola azienda brassicola, che ha la peculiarità di racchiudere in sé tutte le fasi di produzione della birra, dalla coltivazione alla brassatura, risultando completamente indipendente per le materie prime. Il sistema permette oggi di mettere in connessione molti dati, ma verrà implementato nel corso del 2021 con ulteriori informazioni, come le singole parcelle di coltivazione, le documentazioni crono-fotografiche, nonché ulteriori aspetti che saranno integrati in un report più agevole e semplice da visualizzare, anche da mobile. L’aspetto di ulteriore interesse è che il concetto di base è che, con una adeguata puntualità ed organizzazione nella raccolta dei dati, il modello sarà applicabile più in generale alla filiera brassicola, sia per quanto riguarda le birre agricole, sia le normali birre artigianali e, perché no, anche all’industria. Oggi nel sistema alimentare, molte delle informazioni raccolte perdono valore perché aggregate, archiviate, non sfruttate e, quindi, non assumono rilevanza nella strategia di marketing delle aziende. BeerLife, è, invece una delle piccole innovazioni che la tecnologia può mettere a disposizione delle aziende per far fruttare di più e razionalizzare le informazioni sui processi. Il Birrificio contadino Cascina Motta, per esempio, in funzione del particolare sistema produttivo e delle certificazioni cogenti e volontarie a cui è assoggettate è risultato un caso in cui i dati raccolti sono molti, spesso ridondanti, ma ordinatamente e puntualmente registrati. Facendo un lavoro di interconnessione dei registri, informatizzazione di alcuni processi, miglioramento degli archivi, è stato possibile costruire la prototipazione di base su cui costruire nuovi progetti volti all’integrazione dei dati tra più soggetti della filiera brassicola. Un elemento importante, e che per ora stiamo testando con un semplice questionario anonimo rivolto al consumatore, sarebbe integrare nel concetto di filiera anche il bevitore. Sapere come, quando, dove consuma la birra, quali sensazioni prova e quali sono le sue necessità è un elemento importante per le strategie aziendali. Ma non solo: si arrivasse al tracciamento dell’acquirente finale sarebbe possibile anche mettere in piedi dei sistemi a tutela della sanità pubblica, con richiamo diretto e puntuale, del prodotto in caso di non conformità sanitaria, creando, quindi un sistema solido a tutela della saluta del consumatore in caso di emergenza”.

Un contributo importante in fase di sviluppo della piattaforma informatica, è stato fornito da Accademia italiana della Birra, che di fatto ha svolto un ruolo di congiunzione tra gli aspetti produttivi, informatici e di presentazione al consumatore dei dati relativi alle produzioni birrarie.

BeerLife, quindi, rappresentante un ulteriore potenziale grandissimo strumento a servizio della birra italiana e della filiera. Per maggiori informazioni sul progetto è possibile contattare i partner ai seguenti indirizzi mail: info@cascinamotta.it, info@accademiadellabirra.it, info@tecnofood.org

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