Connect with us

Ciao, cosa stai cercando?

Foodaffairs: news su food, comunicazione, adv, mktg, sostenibilità

Food Affairs

Ecco come funziona il mercato degli influencer del cibo. I post su Instagram possono costare da una cena gratis a migliaia di euro. Ma occhio ai Bot

(Lettera 43) Che ci piaccia o no, i social hanno cambiato le nostre esistenze. Con lo sguardo perennemente chino sullo schermo di un cellulare, facciamo fatica a staccarlo e diventiamo sempre più indifferenti a quello che succede fuori, nella vita reale. Quella lontana da like e follower di cui spesso, offuscati dal mondo ovattato da neologismi virtuali, ci dimentichiamo.

E se lo stesso concetto di amore ai tempi dei social è quantomeno ripensabile, il lavoro ha subito una vera e propria metamorfosi. I social hanno aperto una prateria per mestieri inventati ex novo, professioni del futuro, pare, fino a qualche tempo fa nemmeno immaginabili. A partire dall’influencer, la parola chiave del successo. Questa figura è molto ricercata dalle aziende che si servono della sua visibilità sui social per veicolare i messaggi pubblicitari. Cosa faccia esattamente un influencer non è molto chiaro, certo è che in alcuni casi è strapagato: un post può arrivare a costare anche 5 mila euro. Al momento il social più popolare è Instagram che, in quanto focalizzato sull’immagine, si presta più degli altri a questo tipo di influencer marketing.

Ma non stiamo parlando solo di fashion. L’enogastronomia è un settore che da alcuni anni è sulla cresta dell’onda: ciò che le gravita attorno, dai piatti ai ristoranti, dalle bevande ai prodotti fa gola agli influencer perché il cibo è tutto molto instagrammabile. Per capire come i protagonisti della cucina vivano l’ossessione, da parte degli influencer, per le foto di cibo abbiamo fatto una piccola indagine tra chef e ristoratori. È emerso che molti di loro vengono quotidianamente “avvicinati” per ricevere servizi di influencer marketing.

SI COMINCIA CON UNA CENA GRATIS, POI SI VEDE​
Funziona così: i ristoratori o gli chef sono contattati sul profilo Instagram del ristorante. In direct, attraverso un messaggio, viene chiesto loro se sono interessati a una collaborazione che consiste quasi sempre nella pubblicazione, da parte dell’influencer, di story e uno/due post. Lo scopo è dare visibilità al locale e promuoverne l’attività. Il prezzo da pagare? Si comincia con la richiesta di “provare” la cucina, gratis et amore dei. Se il “cliente” è soddisfatto, si passa a richieste economiche.

SI MONETIZZA DAI 10 MILA FOLLOWER IN SU
L’influencer per proporsi deve essere “forte”: se vuole avere un profilo Instagram in grado di monetizzare c’è tutto un lavoro da seguire. Innanzitutto, più dell’autorevolezza e della competenza sul tema possono i follower, cioè i seguaci. A contare è il posizionamento su Instagram: perché un personaggio possa considerarsi un influencer deve avere un profilo “gonfio” di follower, si parte dai 10 mila in su. Se i follower non vanno a Maometto, se cioè un aspirante influencer non ha carisma e contenuti per essere seguito, cosa succede? Succede che bisogna andare a “procacciarseli” questi follower. Come? Lo abbiamo chiesto a chi conosce i magheggi dello Instagram.

PENSAVO FOSSE VERO, INVECE ERA UN BOT
Conoscete la parola Bot? O avete mai sentito la frase follow unfollow? Attraverso un sistema forzato e automatico, chiamato Bot, il cui costo si aggira da poche decine a centinaia di euro, puoi seguire quotidianamente un certo numero di account e poi, dopo qualche giorno, abbandonarli. In questo modo il tuo profilo avrà seguito e tu passerai come una sorta di guru, con tanti seguaci e pochi seguiti. L’utente medio, fiducioso del prossimo e poco sgamato, di fronte a un nuovo seguace, è portato a ricambiare la cortesia, quasi come atto di gratitudine. Il Bot è uno script che simula il comportamento di un umano e, al suo posto, può compiere azioni come il follow, l’unfollow, il like, commentare i post dei follower e addirittura rispondere ai messaggi, in direct. Sarà capitato anche a voi di avere persone sconosciute che, dal nulla e senza essere minimamente in linea con il vostro profilo, iniziano a seguirvi mettendo 20/30 like consecutivi alle vostre immagini e postando commenti omologati e banalissimi tipo «Amazing!», «Awsome»? Davvero avete pensato che siano rimasti folgorati dalle vostre capacità fotografiche? Ingenui. Provate a cercarli dopo qualche giorno tra i follower. Vi accorgerete che, puff, questi profili sono magicamente spariti.

I BLUFF DEGLI SCROCCONI
Il troppo però stroppia. Attraverso un utilizzo irrazionale dei Bot si rischia di essere bannati da Instagram: ecco perché per farla sembrare il più naturale possibile, gli influencer pianificano la loro crescita in maniera graduale. Tutto deve sembrare come se fosse mosso da un utente in carne e ossa e nessun influencer ammetterà mai di ricorrere ai Bot. Per cui se siete un ristoratore o un’azienda, occhio a non farvi infinocchiare da uno scroccone qualsiasi che si spaccia per grande influencer. Diffidate di chi vi propone post, video e story in cambio di una cena gratis, cercate piuttosto professionisti seri e ricordate che anche i servizi di comunicazione hanno un costo. (fonte Lettera43)

-
-

Altri articoli

COMUNICAZIONE FOOD

Ultima referenza della sua limited edition 2021 che chiude le celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante L’amor che move il sole...

COMUNICAZIONE FOOD

A 700 anni dalla morte di Dante, Magnum lancia tre limited edition ispirate ai tre cantici della Divina Commedia, Inferno, Purgatorio e Paradiso. Con...

FOOD BUSINESS

Fico Eataly World, il parco tematico del cibo italiano, ha riaperto in una versione rinnovata e, secondo una ricerca turistica di questi giorni, si...

COMUNICAZIONE FOOD

Digital Angels, società specializzata nei servizi di digital marketing, SEO e data analytics è stata riconosciuta come caso di successo da Facebook for Business,...

-