Diffondere la nostra cucina comunicandone i valori significa creare presidi per il vero food Made in Italy ” ha detto Luigi Scordamaglia oggi presente al lancio della Settimana della cucina italiana nel mondo, in qualitàdi Consigliere di amministrazione dell’Ice e di Coordinatore di Filiera Italia. Secondo le stime oggi ci sono più di 90mila  ristoranti italiani nel mondo che fatturano circa 200 miliardi di euro “Numeri da capogiro – ha proseguito Scordamaglia – che fanno della cucina italiana la seconda cucina più diffusa al mondo, dopo quella cinese”. Un trend che prende sempre più piede “Il mondo vuole il cibo italiano associato al nostro stile di vita unico” ha aggiunto Scordamaglia e ha sottolineato che “ in alcuni paesi, come Usa, Brasile e India, quella italiana è già la prima scelta di chi vuole mangiare fuori”.


Ma non è tutto oro quello che luccica “ Ancora oggi 2 prodotti su 3 sono tarocchi e l’Italian sounding ruba importanti quote di mercato, di distintività e lavoro al nostro settore” ha detto il coordinatore di Filiera Italia. In questo senso, l’associazione insieme a Coldiretti e al Mipaaf ha da tempo lanciato e favorito la diffusione di strumenti anti-contraffazione e per la certificazione dei ristoranti italiani. “Non dimentichiamo il ruolo educational dei nostri ristoranti nel mondo – ha continuato Scordamaglia – perché attraverso il cibo diffondiamo la nostra cultura e condividiamo il nostro modello alimentare che ha fatto dell’Italia uno dei paesi più longevi e sostenibili al mondo”. E cha concluso “Un grazie davvero dalla Filiera agroalimentare italiana quindi a tutti i protagonisti di questa fondamentale iniziativa, dalla Farnesina al Mise al Ministero delle Politiche agricole e all’Ice Agenzia, grazie a cui nei quattro anni di vita della manifestazione sono state realizzate oltre 4.500 iniziative in oltre 50 Paesi al mondo”.