Sab. Ott 17th, 2026

Dom Pérignon svela la Limited Edition 2026 firmata Damien Hirst

Dom Pérignon presenta la Limited Edition 2026 per le Feste, realizzata in collaborazione con Damien Hirst, tra gli artisti più importanti e influenti della scena contemporanea. Arte, creatività ed enologia si incontrano in un progetto che mette insieme maestria artigianale e immaginazione, tradizione e reinvenzione.

La nuova edizione nasce dal dialogo tra la Maison di Champagne e l’artista britannico e si basa su una convinzione condivisa: la creatività può nascere dall’equilibrio tra struttura e libertà, maestria e sperimentazione, conoscenza e ricerca, tradizione e reinvenzione.

L’arte dell’assemblaggio

Per Dom Pérignon, ogni Vintage nasce dalla cura con cui vengono messe in dialogo le uve di un’unica annata. È attraverso questo processo che prende forma la complessità dello Champagne.

Un principio che trova un parallelo nell’arte di Damien Hirst, dove l’assemblaggio di materiali preesistenti è un elemento centrale. È il caso della serie “Kaleidoscope”, nella quale elementi frammentati vengono trasformati in un insieme unitario.

Alla base della visione condivisa tra la Maison e l’artista c’è quindi una continua ricerca dell’armonia attraverso la sperimentazione di metodi e processi.

Per Dom Pérignon, l’armonia permette di valorizzare la bellezza contenuta nella complessità, dando ordine a note dissonanti ed elementi apparentemente paradossali e restituendo un senso di unità all’opera finale, che si tratti di un grande Champagne, di un’opera d’arte o di un’invenzione visiva.

La Maison identifica nella ricerca dell’armonia una delle proprie ambizioni creative. Una ricerca che passa attraverso valori estetici e sensoriali come precisione, intensità, sensazione tattile, mineralità, complessità, completezza e un modo distintivo di sostenere la nota.

Ogni processo creativo ha i propri vincoli e, per Dom Pérignon, il vincolo è rappresentato dall’annata. La Maison mantiene infatti l’impegno a essere testimone della vendemmia di un solo e unico anno, qualunque sia la sfida, arrivando, quando necessario, a non dichiarare il Millesimo.

Dom Pérignon nasce sempre da un assemblaggio, elemento alla base del suo stile, guidato da principi che hanno preceduto le tecniche di vinificazione e la loro evoluzione.

Anche il tempo ha un ruolo fondamentale. È quello necessario alla maturazione attiva sui lieviti, nell’oscurità delle cantine, che permette a ciascun Vintage di rivelare progressivamente le proprie caratteristiche.

Dom Pérignon e il mondo della creatività

Da quasi tre decenni Dom Pérignon collabora con alcuni degli artisti più all’avanguardia della cultura contemporanea. Un percorso che ha coinvolto personalità provenienti da diversi ambiti, seguendo una filosofia di reinvenzione continua.

Nel 2005 la Maison ha inaugurato una serie di scambi più stretti con il mondo delle arti decorative e con l’universo ibrido della cultura pop. Il dialogo è iniziato con Karl Lagerfeld ed è proseguito con due icone della scena pop-rock come Lenny Kravitz e Lady Gaga.

Nel 2026 la collaborazione con Damien Hirst prosegue questo percorso, creando un nuovo collegamento tra Dom Pérignon e alcune delle figure più significative della cultura contemporanea.

Damien Hirst, un’icona dell’arte contemporanea

Nato nel 1965 a Bristol, nel Regno Unito, Damien Hirst vive e lavora tra Londra e il Gloucestershire. Nel corso della sua carriera ha esplorato i rapporti tra bellezza, religione, scienza, vita e morte, contribuendo a ridefinire la figura dell’artista contemporaneo tra creazione monumentale, cultura pop e provocazione estetica.

Hirst si è fatto conoscere nel 1988, quando, durante il secondo anno al Goldsmiths College di Londra, ha ideato e curato la mostra collettiva “Freeze”. L’esposizione ha dato impulso a una nuova corrente di artisti visivi, successivamente identificata con il nome di “Young British Artists”, che avrebbe contribuito a reinventare l’arte contemporanea.

Dal 1987 sono state organizzate in tutto il mondo oltre 90 esposizioni personali dedicate alla sua opera, tra cui quelle alla Tate Modern di Londra nel 2012, al Rijksmuseum di Amsterdam nel 2008, alla Fondation Cartier di Parigi nel 2021 e alla Collezione Pinault di Venezia nel 2017.

Hirst ha sviluppato un linguaggio riconoscibile e accessibile, ma allo stesso tempo ricco di implicazioni artistiche e sociali. È noto, tra le altre opere, per le imponenti sculture in formaldeide e per gli “Spot Paintings”, gli “Spin Paintings” e i “Kaleidoscope Paintings”, caratterizzati da composizioni rigorose e complesse.

Attraverso ripetizione e trasformazione, queste opere affrontano il rapporto tra vita, bellezza e declino, temi presenti in diversi aspetti della sua ricerca.

Il lavoro dell’artista si spinge inoltre verso installazioni e materiali non convenzionali, utilizzati per affrontare temi complessi e spesso considerati ancora tabù. Il risultato è una ricerca che punta a trasformare i soggetti in riflessioni sull’esistenza e sulla natura stessa dell’arte, attraverso tecniche e materiali capaci di stimolare il dialogo e mettere in discussione le convenzioni.

Il caleidoscopio e l’arte dell’assemblaggio

Il caleidoscopio è uno dei motivi ricorrenti nell’opera di Damien Hirst. Lo strumento rappresenta un’idea di creazione fondata sulla trasformazione e sulla ripetizione, elementi che contribuiscono a rivelare l’armonia.

È proprio sull’idea dell’assemblaggio che si sviluppa il dialogo con Dom Pérignon. Come Hirst combina frammenti di materia organica attraverso il caleidoscopio per superare l’opposizione tra immobilità e dinamismo, la Maison utilizza l’assemblaggio per esprimere l’armonia tra le uve di ogni annata e i loro caratteri imprevedibili.

Assemblaggio e caleidoscopio diventano così due linguaggi distinti, ma accomunati da una stessa visione: la bellezza non è in contrasto con la complessità, ma può rappresentarne il compimento.

Il design della Limited Edition 2026

La Limited Edition 2026 prende ispirazione dalla serie “Kaleidoscope” di Damien Hirst e reinterpreta lo storico scudo di Dom Pérignon trasformandolo in un elemento dall’estetica contemporanea.

Il motivo del caleidoscopio si sviluppa attraverso ripetizioni successive e genera configurazioni in continuo cambiamento. Il risultato è un’immagine che invita a una contemplazione dinamica e cattura lo sguardo attraverso la percezione di un movimento continuo.

Nella complessità del motivo caleidoscopico, lo scudo non scompare, ma si moltiplica. Il ritmo della composizione e la sua vibrazione visiva trasformano così lo scudo in una metafora della tensione dinamica che in Dom Pérignon unisce tradizione e trasformazione.

Nel confronto creativo con la Maison, Damien Hirst interpreta il savoir-faire di Dom Pérignon come un materiale vivo e in continua evoluzione, in sintonia con una ricerca artistica sviluppata attraverso sperimentazione e reinvenzione.

La stessa visione della Maison richiama alcuni dei temi presenti nella ricerca dell’artista britannico: armonia e complessità, bellezza e ripetizione, rigore e vitalità.

La collezione si distingue attraverso due tonalità cromatiche che richiamano il carattere dei Millesimati Dom Pérignon. Il blu intenso, simbolo di infinito, interpreta il Vintage 2018, mentre una tonalità calda di rosa richiama l’espressione del Pinot Noir nel Rosé Vintage 2010.

Le due palette cromatiche si completano creando un equilibrio tra emozione e precisione simmetrica.

I due Vintage della Limited Edition

La Limited Edition 2026 celebra due annate molto diverse tra loro, ma complementari e capaci di rappresentare il dialogo tra differenti espressioni che è alla base della visione di Dom Pérignon.

Il Dom Pérignon Vintage 2018 è nato dopo un andamento climatico favorevole, caratterizzato da una generosa esposizione delle uve al sole e da una disponibilità idrica sufficiente a sostenere le diverse fasi del ciclo vegetativo della vite.

La maturazione precoce avvenuta in agosto ha permesso allo Chef de Cave Vincent Chaperon di seguire la propria ambizione creativa, orientata verso una materia più completa, una maggiore mineralità e dolcezza, più frutto e sapidità e, nel complesso, un arricchimento della sensazione tattile al palato.

Il Dom Pérignon Rosé Vintage 2010 si muove invece su un registro differente, più profondo e intimo. Il Pinot Noir esprime in questa annata una densità e una presenza fuori dal comune, con un’intensità elegante che caratterizza i Rosé della Maison.

Le due annate rappresentano quindi due personalità differenti: una più solare e tesa, l’altra più riservata e ombrosa. Insieme danno vita a un equilibrio che trova espressione nella Limited Edition 2026, dove il mondo dell’arte e quello del vino si incontrano.

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