Dal 12 agosto 2026 scattano in tutti i Paesi dell’Unione europea i primi obblighi previsti dal regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (Ppwr). La nuova normativa introduce una stretta progressiva sugli imballaggi, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti, favorire il riciclo e limitare l’utilizzo di materiali e prodotti monouso.
Dal 12 agosto entrano in vigore i primi obblighi
Il regolamento, in vigore da febbraio 2025 dopo un lungo iter legislativo che ha alimentato un acceso confronto anche in Italia, sostituirà l’attuale direttiva europea sugli imballaggi, in vigore dal 1994.
Pfas e nuove informazioni sui produttori
Tra i primi obblighi scattano i limiti armonizzati alla presenza di Pfas, le sostanze per- e polifluoroalchiliche conosciute come “inquinanti eterni”, negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
Entrano inoltre in vigore nuove definizioni comuni di fabbricanti e produttori e requisiti informativi pensati per rendere più semplice risalire ai responsabili degli imballaggi.
Dal 2028 sarà introdotto anche un sistema comune di etichettatura degli imballaggi, con l’obiettivo di facilitare la raccolta differenziata.
Dal 2030 stop a bustine di ketchup e altri monouso
La stretta più significativa arriverà nel 2030, quando sarà vietata l’immissione sul mercato di alcune tipologie di imballaggi monouso in plastica.
Tra i prodotti interessati ci saranno le bustine di ketchup e maionese, quelle per conserve, salse, creme per il caffè e zucchero comunemente utilizzate in bar e ristoranti. Il divieto riguarderà anche le boccette monouso di shampoo e creme negli hotel, le buste di plastica per frutta e verdura fresca preconfezionata di peso inferiore a 1,5 kg e alcuni contenitori per alimenti e bevande riempiti e consumati nei bar e nei ristoranti.
Per le microimprese è prevista un’esenzione qualora non siano disponibili alternative sul mercato. La stessa possibilità è prevista anche per i nuovi obiettivi di riutilizzo che entreranno in vigore dal 2030.
Obiettivi per ridurre i rifiuti da imballaggio
Dal 2030 entreranno in vigore anche i nuovi target europei per la riduzione dei rifiuti da imballaggio: il 5% entro il 2030, il 10% entro il 2035 e il 15% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018.
Nello stesso anno diventerà inoltre obbligatorio che gli imballaggi siano riciclabili e saranno introdotte tre classi di prestazione di riciclabilità, dalla A alla C, con cui verranno valutati.
Dal 2038, per poter essere immessi sul mercato, gli imballaggi dovranno raggiungere almeno il livello B.
Più riciclo e sistemi di deposito
Gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo dovranno arrivare entro il 2030 a un tasso di riciclaggio del 70% per tutti i rifiuti di imballaggio.
Dal 2029 sarà inoltre necessario promuovere sistemi di deposito e restituzione per i contenitori monouso in plastica o metallo destinati alle bevande.
Le sanzioni saranno definite dagli Stati
Per gli obblighi che entrano in vigore dal 12 agosto non sono previste sanzioni immediate in caso di non conformità da parte degli operatori.
Entro febbraio 2027, tuttavia, gli Stati membri dovranno stabilire le proprie norme nazionali per l’applicazione delle sanzioni in caso di violazione delle regole comunitarie.
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