La dieta mediterranea, simbolo dell’alimentazione italiana nel mondo, sarebbe ormai seguita solo da una minoranza della popolazione. È quanto sostiene un’inchiesta della Bbc, secondo cui il numero di bambini e adolescenti in sovrappeso in Italia continua ad aumentare, mettendo in discussione l’immagine del Paese come patria della sana alimentazione.
L’analisi, riporta Ansa, basata su diverse interviste, evidenzia un apparente paradosso: mentre nel Regno Unito l’obesità infantile rappresenta un’emergenza sanitaria che interessa circa il 22% dei bambini all’inizio della scuola primaria e oltre il 35% al termine del ciclo scolastico, secondo i ricercatori dell’Università di Oxford e dello University College London, anche l’Italia registra un progressivo allontanamento dal modello alimentare tradizionale.
Secondo Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell’Università della California del Sud, “la dieta mediterranea tradizionale è andata perduta e solo il 10% degli italiani la segue realmente”.
La Bbc sintetizza l’alimentazione odierna degli italiani nelle cosiddette “cinque P”: pizza, pasta, patate, proteine e pane. Il fenomeno risulta particolarmente accentuato nel Mezzogiorno. In alcune aree della Campania, oltre il 40% dei bambini di 8 e 9 anni è in sovrappeso.
Tra gli esempi citati c’è Ponticelli, quartiere alla periferia di Napoli, indicato come una delle capitali mondiali dell’obesità infantile. “Si tratta di un dato allarmante in un Paese a lungo considerato la patria spirituale della dieta mediterranea. Eppure oggi i bambini italiani sono tra i più sovrappeso d’Europa”, si legge nell’inchiesta, che racconta anche la storia di Salvatore, 17 anni, 170 chili di peso e gravi difficoltà a camminare.
L’articolo ricorda come la fama internazionale della dieta mediterranea sia nata negli anni Cinquanta grazie agli studi del fisiologo statunitense Ancel Keys e della biochimica Margaret Keys, che analizzarono le abitudini alimentari delle comunità del Sud Italia, collegandole a una bassissima incidenza di malattie cardiovascolari. Da quelle ricerche nacque un modello alimentare diventato un punto di riferimento mondiale per la salute.
Secondo la Bbc, però, l’Italia che ispirò quegli studi oggi non esiste più.
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