Mar. Lug 21st, 2026

Bar e ristoranti, addio alle ferie estive: quasi un locale su due resta aperto ad agosto

agriturismo vista mare estate
immagine creata con ChatGPT

Le tradizionali chiusure estive di due o tre settimane stanno progressivamente lasciando spazio a una gestione più flessibile delle ferie. È quanto emerge da un’indagine realizzata dall’Osservatorio Incrementoo su un campione di 300 pubblici esercizi tra Milano, Torino, Roma e Firenze, che evidenzia come agosto stia assumendo un ruolo sempre più strategico per il settore Horeca.

Secondo la ricerca, gli imprenditori del comparto stanno adattando la programmazione delle ferie alle esigenze del mercato, scegliendo aperture più lunghe e pause ridotte per rispondere ai flussi turistici e alla domanda dei clienti.

Il 42% dei locali resterà aperto per tutto il mese

L’indagine rileva che il 58% delle attività prevede di chiudere almeno per alcuni giorni nel corso di agosto, mentre il 42% manterrà aperto senza alcuna interruzione durante tutto il mese.

Tra gli esercizi che abbasseranno la serranda, il 61% limiterà la chiusura a una settimana o meno, mentre soltanto il 18% prevede una pausa superiore alle due settimane. Più della metà degli imprenditori, pari al 54%, dichiara inoltre di aver ridotto la durata delle ferie rispetto a cinque anni fa, mentre il 37% preferisce contenere gli orari di apertura anziché sospendere completamente l’attività.

Tra i fattori che influenzano maggiormente queste scelte, il 68% degli intervistati indica le difficoltà nell’organizzazione del personale come principale elemento decisionale. Il 52% ritiene invece che la presenza dei turisti renda economicamente conveniente mantenere aperta l’attività anche durante il mese di agosto.

Turismo, costi e nuove abitudini cambiano il volto dell’estate

La ricerca evidenzia come il settore Horeca stia modificando il proprio approccio alle ferie estive per rispondere a un mercato in continua evoluzione. Oltre al turismo e alla gestione del personale, tra le motivazioni che spingono a ridurre le chiusure figura la necessità di distribuire meglio i costi fissi dell’attività, indicata dal 46% degli imprenditori.

Anche le nuove abitudini dei consumatori incidono sulle scelte degli esercenti: il 39% segnala infatti che clienti e turisti frequentano bar e ristoranti con maggiore continuità anche durante il mese di agosto, rendendo sempre meno conveniente interrompere l’attività per lunghi periodi.

Milano

Milano è la città che mostra il cambiamento più marcato.

Secondo l’Osservatorio:

* il 48% dei locali rimarrebbe aperto per tutto agosto;

* il 52% programmerebbe una chiusura;

* soltanto il 14% manterrebbe ferie superiori alle due settimane;

* il 57% dichiara di aver ridotto la durata delle ferie rispetto agli anni precedenti.

La presenza crescente di turisti, eventi estivi e residenti che scelgono di restare in città renderebbe sempre meno conveniente interrompere l’attività per lunghi periodi.

Torino

Torino conferma una maggiore fedeltà alla tradizione, pur mostrando segnali di cambiamento.

Nel campione:

* il 67% chiuderebbe almeno alcuni giorni;

* il 33% resterebbe aperto tutto il mese;

* il 59% limiterebbe la pausa a una settimana;

* il 22% manterrebbe ancora una chiusura superiore ai quindici giorni.

Per molti operatori torinesi la settimana di Ferragosto continua a rappresentare il momento privilegiato per concentrare le ferie.

Roma

Roma è la città con il maggior numero di attività aperte.

La ricerca evidenzia:

* 61% di locali aperti per tutto agosto;

* 39% con almeno una settimana di chiusura;

* 71% delle chiusure limitate a meno di sette giorni;

* 64% degli esercenti che attribuisce al turismo internazionale la scelta di rimanere operativi.

Nei quartieri centrali e nelle aree ad alta vocazione turistica la chiusura estiva sembra ormai diventare un’eccezione.

Firenze

Anche Firenze conferma una forte tendenza all’apertura.

Secondo lo scenario:

* il 58% resterebbe operativo per tutto agosto;

* il 42% programmerebbe una pausa;

* soltanto il 16% chiuderebbe oltre due settimane;

* il 69% ritiene che il turismo renda economicamente vantaggioso continuare a lavorare.

Le attività del centro storico sono quelle maggiormente orientate a garantire continuità di servizio.

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