Una gestione più consapevole dei prodotti sotto zero può generare un risparmio economico fino a 624 euro all’anno per nucleo familiare nel Vecchio Continente, riducendo l’incidenza del food waste domestico. Lo rileva la seconda edizione di “Frozen in Focus”, l’indagine annuale promossa da Findus – marchio di riferimento del Gruppo Nomad Foods – condotta su un campione di 10.750 consumatori adulti distribuiti tra Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e Croazia. Lo studio analizza il ruolo della tecnologia del freddo nel contenimento della spesa alimentare a fronte delle spinte inflazionistiche e delle instabilità che colpiscono le filiere distributive globali.
Il report completo “Frozen in Focus” è disponibile qui ttps://www.nomadfoods.com/frozeninfocus/
L’Italia supera la media europea sulla gestione degli scarti
I dati territoriali evidenziano un comportamento più virtuoso dei consumatori italiani rispetto alla media continentale nella gestione delle scorte alimentari. Se a livello europeo il 46% degli intervistati ammette di gettare mensilmente quote di verdure fresche non consumate, sul territorio nazionale la percentuale scende al 39%. Il divario si amplia nel segmento dei prodotti surgelati: il 53% degli italiani dichiara di non buttare mai le verdure frozen, a fronte di una media europea del 42%. Complessivamente, il 48% dei cittadini italiani riconosce l’efficacia dei cibi surgelati come strumento di mitigazione dello spreco in cucina, e il 36% dei consumatori europei adotta regolarmente questa categoria merceologica con l’obiettivo specifico di ottimizzare il budget familiare.
I benefici economici e di sostenibilità derivano dalle caratteristiche intrinseche della surgelazione industriale, quali la lunga conservabilità, la flessibilità di porzionatura e l’eliminazione delle parti non edibili in fase di lavorazione alla produzione. Tali fattori contrastano le inefficienze strutturali che, secondo i dati diffusi dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), causano la perdita di circa 526 milioni di tonnellate di cibo all’anno a livello globale a causa di reti di refrigerazione e catene del freddo carenti o insufficienti, un volume che rappresenta il 12% dello spreco alimentare mondiale complessivo.
Il divario percettivo sui valori nutrizionali
Nonostante il riscontro pratico sul fronte del risparmio, l’indagine di Findus evidenzia la persistenza di un divario percettivo radicato tra i consumatori per quanto riguarda l’apporto nutrizionale dei cibi conservati tramite il freddo. Il 65% del campione europeo valuta le patate fresche qualitativamente superiori dal punto di vista nutritivo rispetto alle varianti surgelate, e il 63% applica lo stesso criterio di giudizio a referenze ittiche e avicole.
La tendenza trova conferma anche in Italia, dove il 62% della popolazione attribuisce un valore nutrizionale maggiore alle patate fresche, quota che sale al 63% per il pesce e raggiunge il 66% nel comparto del pollame. L’evoluzione del comparto agroalimentare verso modelli di consumo sostenibili richiede pertanto un superamento di tali asimmetrie informative, promuovendo l’integrazione sinergica tra canali del fresco e segmento del surgelato per stabilizzare i costi di approvvigionamento delle famiglie e ottimizzare le risorse lungo l’intera filiera agroalimentare nazionale.

