Mancano poche settimane all’esame di Stato e mezzo milione di studenti italiani è alle prese con lo studio. Ma quasi nessuno rinuncia alla merenda, anzi, il 75% modifica le proprie abitudini alimentari mangiando qualcosa di più e prendendosi più tempo per farla.
Lo rivela un’indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food che ha messo in luce come per quasi 8 studenti su 10 (78%) la merenda dolce abbia un effetto positivo su concentrazione e rendimento.
Libri aperti fino a notte fonda, post-it sparsi qua e là, chat di classe che non smette di notificare messaggi: per oltre 500 mila studenti è iniziato il rush finale verso la maturità 2026. Con la prima prova fissata per il 18 giugno, le giornate dei maturandi sono scandite da simulazioni, ripassi intensivi, sveglie anticipate e vere e proprie maratone sui libri. In questo contesto, la merenda diventa un momento centrale: sono soliti fare uno spuntino al pomeriggio 8 studenti su 10 (81,5%), mentre sono oltre 7 su 10 (73%) quelli che lo fanno al mattino.
È quanto emerge da un’indagine condotta da AstraRicerche per Unione Italiana Food, associazione di categoria aderente a Confindustria, che ha fotografato i rituali dei maturandi che si apprestano a fare gli esami di Stato, con particolare riferimento alle abitudini a merenda.
Lo spuntino cambia durante la preparazione
L’avvicinarsi delle prove per la maturità cambia le abitudini a merenda del 75% dei ragazzi impegnati in questa fase. In particolare, il 32% di loro mangia qualcosa di più rispetto alla solita merenda per recuperare le energie e 1 su 4 (25%) si prende dei break più lunghi per gustarsi con calma qualcosa di buono e rigenerante.
Resta invece al 15% la percentuale di ragazzi che consuma una merenda più veloce del solito per non staccarsi dai libri, così come quella di chi mangia di meno perché lo studio assorbe tutte le energie.
Dolce e salato
Quando si tratta di scegliere cosa mangiare a merenda, il 58% degli studenti alterna dolce e salato a seconda del momento. Tuttavia, chi sceglie quasi sempre il dolce (28%) è più del doppio rispetto a chi preferisce il salato (14%).
Non è solo una questione di gusto: per quasi 8 studenti su 10 (78%) la merenda dolce ha effetti positivi sullo studio e sulla concentrazione. In particolare, ripaga dalle fatiche (34%), aiuta a studiare con più produttività (32%) e tiene alta la soglia dell’attenzione (17%).
Il parere dell’esperta
“Fermarsi per consumare la merenda durante lo studio per la preparazione agli esami di maturità è una scelta corretta da parte dei ragazzi”, afferma la Prof.ssa Silvia Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione. “Una pausa permette infatti di ripristinare un ritmo più rilassato e di recuperare concentrazione ed energie, in un periodo spesso fonte di ansia e stress. Prendersi una coccola per sé può rappresentare un comportamento utile sia da un punto di vista nutrizionale che psicologico per mantenere alto il livello di attenzione e il rendimento”.
Le merendine più scelte
Per la metà dei maturandi (50%), le merendine rappresentano la scelta preferita per lo spuntino, seguite da frutta fresca (38%), yogurt (37%) e biscotti (33,5%). Subito dopo si trovano il panino con formaggi e salumi (24,5%), le barrette energetiche o proteiche (22%) e il dolce fatto in casa (22%). In coda la pizza bianca o focaccia, nella versione semplice (16,5%) o farcita (15%).
A spiegare questo primato è un mix di praticità e gusto: si consumano ovunque (35%), sono buone (33%), non richiedono preparazione (30%), danno energia immediata (25%) e sono porzionate (15%).
Tra le tipologie presenti sul mercato riscuotono maggiore interesse quelle semplici come treccine, plumcake, ciambelle e cornetti non farciti che raccolgono il 34% dei consensi, seguite dalle farcite con confettura, marmellata, crema o cioccolato (21%) e dalle versioni da conservare in frigorifero (18%).
“Le merendine di oggi hanno caratteristiche nutrizionali significativamente migliorate rispetto al passato: meno zuccheri semplici, grassi e calorie, minore contenuto di sale e presenza di fibre. Si tratta di un prodotto versatile che può essere scelto non solo in base al gusto, ma anche rispetto alle proprie necessità energetiche, con un apporto che varia in media dalle 100 alle 200 calorie”, prosegue la Prof.ssa Silvia Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione.
Tempo di studio e ritmi quotidiani
Ma quanto tempo dedicano allo studio i ragazzi che si preparano agli esami? Con l’avvicinarsi della prima prova scritta, i ritmi si intensificano. Il 66% degli studenti dedica più di due ore al giorno ai libri oltre l’orario scolastico e 1 su 6 supera la soglia delle quattro ore.
Sono soprattutto le ragazze a spingere sull’acceleratore: il 22% raggiunge o supera quel limite contro il 10% dei ragazzi. Gli studenti del Nord-Est risultano i più diligenti, con il 21% che supera le quattro ore quotidiane contro il 12% del Nord-Ovest. Un impegno che ha un costo reale: il cervello, organo principale del pensiero, lavora intensamente e, di conseguenza, reclama la sua dose di energia.

