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Dom. Lug 12th, 2026

Panapesca lancia la campagna “Cosa c’è nel piatto?” sul valore del pesce surgelato

Panapesca avvia “Cosa c’è nel piatto? Tutto sul pesce surgelato”, un progetto di divulgazione dedicato a sfatare falsi miti e promuovere un consumo più consapevole dei prodotti ittici surgelati. La campagna, realizzata con la nutrizionista Monica Artoni, prende il via sui canali social, su YouTube e sul sito panapesca.eu, dove è disponibile anche la guida gratuita “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”.

L’iniziativa nasce per rispondere ai dubbi più diffusi sul pesce surgelato – dalla qualità nutrizionale alla presenza di conservanti, fino alla creatività in cucina – e per facilitare un consumo più frequente e informato, in linea con le linee guida che raccomandano 2–3 porzioni di pesce a settimana. Il progetto prevede video-pillole, post social e approfondimenti editoriali dedicati a temi come differenze tra fresco e surgelato, gestione domestica del freezer, riduzione degli sprechi, sostenibilità e sicurezza alimentare.

Monica Artoni, autrice della guida e volto della campagna, porta la sua esperienza ventennale nella divulgazione nutrizionale per rendere più semplice e accessibile l’utilizzo del pesce surgelato nella quotidianità. La collaborazione con Panapesca nasce dalla volontà condivisa di offrire strumenti chiari e affidabili per orientare le scelte alimentari.

Il progetto riflette l’approccio dell’azienda toscana, che da oltre 50 anni fonda il proprio lavoro su qualità, trasparenza e sicurezza lungo tutta la filiera. La guida gratuita, pensata per essere uno strumento pratico da consultare ogni giorno, affronta temi come conservazione, tecniche di surgelazione, lettura dell’etichetta e sostenibilità, aiutando i consumatori a riconoscere e gestire il pesce surgelato di qualità.

5 FALSI MITI DA SFATARE SUL PESCE SURGELATO

1. “Il surgelato è meno nutriente del fresco”

È uno dei preconcetti più diffusi, ma le evidenze scientifiche raccontano altro. La surgelazione industriale è un processo rapido che porta il prodotto a temperature pari o inferiori a -18°C in tempi brevi, limitando la formazione di macrocristalli di ghiaccio e preservando gran parte del profilo nutrizionale. Proteine ad alto valore biologico, omega-3, vitamine e minerali rimangono sostanzialmente invariati, soprattutto se confrontati con un prodotto fresco che può aver trascorso diversi giorni tra trasporto e distribuzione.

2. “Il pesce surgelato contiene conservanti”

Il freddo è un conservante naturale. La surgelazione impedisce la proliferazione microbica senza necessità di additivi chimici. Un prodotto ittico surgelato di qualità contiene semplicemente pesce, mantenuto in sicurezza grazie al controllo delle temperature e alla continuità della catena del freddo.

3. “La consistenza è sempre peggiore rispetto al fresco”

La qualità finale dipende soprattutto dalla corretta gestione del prodotto. Se scongelato lentamente in frigorifero, il pesce mantiene compattezza, succosità e qualità organolettiche ottimali. I problemi di consistenza derivano nella maggior parte dei casi da scongelamenti troppo rapidi o effettuati in modo scorretto, ad esempio a temperatura ambiente.

4. “Con il pesce surgelato non si può essere creativi in cucina”

Oggi il surgelato offre ampissime possibilità in cucina, dalle preparazioni più semplici alle ricette elaborate. Filetti, crostacei, molluschi, cefalopodi e ready to cook consentono di sperimentare ricette diverse riducendo tempi di preparazione e sprechi. L’offerta Panapesca comprende referenze pensate proprio per coniugare qualità, praticità e versatilità, permettendo di portare in tavola piatti equilibrati e gustosi in modo semplice e veloce.

5. “Meglio sempre il fresco”

Il concetto di “fresco” non coincide necessariamente con una qualità superiore. Un pesce davvero appena pescato rappresenta certamente un’ottima scelta, ma un surgelato di qualità offre vantaggi concreti in termini di sicurezza, programmabilità dei pasti, riduzione degli sprechi e praticità quotidiana. Per questo motivo il pesce surgelato può rappresentare una soluzione moderna e intelligente, perfettamente coerente con un’alimentazione sana ed equilibrata.

5 consigli per gestire il pesce surgelato di qualità

1. Leggere attentamente l’etichetta è il primo passo per acquistare in modo consapevole

La qualità di un prodotto ittico surgelato si riconosce anche dalla trasparenza delle informazioni riportate in confezione. È importante verificare sempre la denominazione della specie, la zona di pesca o allevamento, il metodo di produzione e la percentuale di glassatura, ovvero lo strato protettivo di ghiaccio che preserva il prodotto. Informazioni precise e facilmente leggibili rappresentano una garanzia di filiera controllata e sicurezza alimentare. In questo contesto, Panapesca investe da anni in sistemi di tracciabilità e controllo lungo tutta la filiera produttiva.

2. Conoscere la differenza tra surgelato e decongelato aiuta a fare scelte più corrette

Non tutto il pesce presente al banco “fresco” è realmente fresco: spesso si tratta di prodotto precedentemente congelato e successivamente scongelato come riportato in etichetta. Il pesce surgelato di qualità viene lavorato rapidamente dopo la pesca e abbattuto a temperature molto basse nel giro di poche ore, preservando struttura, gusto e proprietà nutrizionali. Un aspetto fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza: un prodotto acquistato decongelato, infatti, non può essere ricongelato a livello domestico.

3. Integrità della confezione e corretta conservazione fanno la differenza

Una confezione integra è uno dei primi indicatori di qualità. Packaging danneggiati, gonfi o con eccessivi accumuli di ghiaccio possono essere segnali di una cattiva conservazione o di interruzioni della catena del freddo. È importante verificare anche che il prodotto non presenti parti schiacciate o deformate e che la data di scadenza sia chiaramente leggibile. Standard rigorosi di sicurezza e mantenimento della catena del freddo rappresentano da sempre uno dei pilastri dell’approccio Panapesca.

4. Scegliere il formato più adatto alla propria routine

Filetti già puliti, tranci porzionati, molluschi sgusciati o preparazioni ready to cook consentono di ridurre i tempi di preparazione e limitare gli sprechi alimentari. Quando un alimento è pratico da gestire, diventa infatti più semplice inserirlo con continuità nella routine settimanale. Con il proprio catalogo, Panapesca propone un assortimento ampio e trasversale che spazia dai filetti al naturale ai crostacei, fino ai piatti pronti e alle preparazioni pronte da cuocere.

5. Prestare attenzione alle certificazioni significa scegliere una filiera più sostenibile e controllata
Sempre più consumatori cercano prodotti che garantiscano non solo qualità, ma anche sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Certificazioni come MSC per la pesca sostenibile, ASC, Friends of the Sea e Global GAP rappresentano importanti indicatori di filiere controllate e pratiche di pesca o acquacoltura responsabili. L’impegno di Panapesca si traduce in un sistema certificato che garantisce elevati standard qualitativi e attenzione alla tutela delle risorse marine.

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