Notizie
Ven. Mag 8th, 2026

Costaripa diventa riferimento mondiale per il colore “rosa cipria”

Costaripa – cantina di Moniga del Garda, nel cuore della Valtenesi – è stata recentemente inserita nella mappa internazionale dei colori del vino come riferimento assoluto per la tonalità “rosa cipria”, riconoscimento che conferma il ruolo dell’azienda come interprete d’eccellenza del rosé italiano.

RosaMara nel linguaggio cromatico del rosé

Il rosé sta vivendo una nuova stagione di consapevolezza, in cui il colore non è più solo un elemento estetico, ma diventa linguaggio, identità e chiave interpretativa del vino.

Il lavoro di Florence de La Rivière

In questo contesto si inserisce il lavoro di Florence de La Rivière, designer e ricercatrice, che con il volume The Look of Wine – Reading Wine Color propone per la prima volta una classificazione scientifica delle sfumature cromatiche dei vini.

Un progetto durato sette anni, sviluppato tra centri di ricerca e territori simbolo della viticoltura europea, che introduce sei famiglie cromatiche — dal Rosa Cipria alla Buccia di Cipolla — definite attraverso analisi spettrofotometriche e una rigorosa lettura visiva.

All’interno di questa mappa internazionale, il RosaMara di Costaripa si afferma come riferimento unico per il colore “rosa cipria”, accanto a due importanti realtà francesi. Un riconoscimento che non è semplice citazione, ma attestazione di uno stile preciso, capace di tradurre il territorio in un codice cromatico distintivo.

Colore che nasce da precisione e studio

Nel libro, il RosaMara è descritto come un rosé dalla tonalità luminosa e raffinata, caratterizzata da riflessi sottili e complessi, percepibili solo con un’osservazione attenta. Un colore che nasce da una costruzione meticolosa: ventotto vigne, selezioni costanti e uno studio approfondito della materia.

“Il colore non è un dettaglio, ma il primo racconto del vino, quello che precede profumo e gusto,” afferma Mattia Vezzola. “Essere identificati nel sistema scientifico del ‘Rosa Cipria’ significa vedere riconosciuto un lavoro iniziato nel 1928, fatto di studio, precisione e rispetto del territorio. È una responsabilità proteggere l’identità storica del rosé della Valtènesi, una delle due aree più importanti al mondo per vocazione rosé.”

Un nuovo linguaggio per leggere il vino

L’approccio introdotto da Florence de La Rivière, arricchito dalle immagini di Jérôme Beryon e da un impianto analitico rigoroso, ridefinisce i parametri di lettura del vino, affiancando all’analisi organolettica una dimensione visiva e culturale finalmente esplorata.

Related Post