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Ven. Mag 8th, 2026

Ecommerce sempre più competitivo e polarizzato. Food & Beverage tra i settori più rappresentati

In Italia l’e-commerce si conferma un comparto vitale ma sempre più selettivo: nel 2026 sono entrate nel panorama digitale 21.717 nuove aziende, di cui quasi 12.000 società di capitale, mentre nello stesso periodo 23.211 realtà attive nel 2025 non sono più presenti. L’analisi fotografa un totale di 87.000 aziende italiane attive nell’e-commerce, registrando un calo del 4,4% rispetto al 2025 secondo i dati dell’Osservatorio sui siti e-commerce italiani realizzato da Netcomm in collaborazione con Cribis. Di queste, oltre il 90% sono micro e piccole imprese. I settori più inclini alla digitalizzazione sono la Cosmetica con il 35,3%, l’Industria dei Giocattoli con il 33,5% e l’Editoria con il 24,7%.

I dati presentati al Netcomm Forum 2026

Queste evidenze verranno presentate nel corso della XXI edizione di Netcomm Forum, l’evento di riferimento dell’e-commerce e del digital retail intitolato “Value Commerce – The New Era of Digital & Omnichannel Experience”, realizzato con il supporto tecnico di TIG – The Innovation Group, che si terrà il 6 e 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano.

Un mercato che evolve verso modelli più sostenibili

“I dati dell’Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis evidenziano un passaggio chiave: l’e-commerce italiano entra in una fase di maturità selettiva, in cui non conta più solo la crescita del numero di operatori, ma la sostenibilità dei modelli di business”, commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Il saldo negativo di circa 4.000 società di capitale e la contrazione nei numeri registrata rispetto al 2025 mostrano chiaramente che il mercato sta evolvendo verso modelli di business più complessi e paradigmi differenti. Oggi non basta essere online: è necessario sviluppare competenze, efficienza operativa e capacità di investimento per competere in un contesto sempre più complesso, dove il valore si costruisce nel tempo attraverso relazione, fiducia e integrazione tra canali.”

Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis: “I dati dell’Osservatorio evidenziano la straordinaria vitalità delle micro e piccole imprese italiane che, in uno scenario in costante evoluzione, rappresentano il 90% del totale di aziende che sono oggi dotate di un e-commerce. A livello settoriale, è il manifatturiero a mostrare i trend di crescita più interessanti e, nello specifico, i comparti dell’arredamento, della cosmetica e dei giocattoli. Ma i dati mostrano anche un mercato sempre più competitivo e polarizzato, con un calo nel numero complessivo di quelle che hanno un canale di vendita online rispetto allo scorso anno. Per restare sul mercato, e cogliere le opportunità offerte dagli spazi virtuali, è dunque necessario rafforzare ulteriormente gli investimenti in persone e tecnologie ed ottimizzare l’attività di tutta la rete di vendita. Sia quella digitale che, dove presente, quella fisica.”

Il mercato nel 2026 tra consolidamento e nuovi equilibri

Il forte turnover del mercato, con 21.717 nuovi ingressi a fronte di 23.211 uscite, è un segnale di evoluzione. Le società di capitale con e-commerce sono 47.000, pari al 54% del totale, ma generano il 96,1% del fatturato complessivo. Sul piano dimensionale, il riassestamento è significativo: le micro imprese crescono del 37,7%, mentre le grandi registrano un calo del 14,3%. L’e-commerce italiano si conferma un ecosistema capillare e frammentato, con il 68,4% del tessuto composto da micro imprese e il 23% da piccole.

Le dinamiche settoriali e il confronto europeo

Crescono i comparti dell’Arredamento con il 6,5%, della Cosmetica con il 5,9% e dei Giocattoli con il 4,5%, mentre registrano cali marcati il Turismo con il -29,7%, il Ticketing con il -21,2% e l’Editoria con il -11,9%. Fashion e Food & Beverage restano i settori più rappresentati in valore assoluto, rispettivamente con 5.728 e 4.712 società di capitale attive nell’e-commerce. In un confronto europeo, l’Italia presenta un numero di aziende con e-commerce simile alla Germania, che ne conta 89.000, ma inferiore ai paesi best player come la Svizzera, che registra il 2,1%.

Un mercato più competitivo e polarizzato

La riduzione del numero di imprese indica uno spostamento verso paradigmi più sostenibili. Nel 2024, il 77,7% delle società di capitale con e-commerce ha registrato un utile di esercizio, contro il 74,2% della media nazionale. La rischiosità commerciale è inferiore: solo il 17,2% presenta un rischio elevato, contro il 30,1% delle società che non vendono online.

La crescita della digital attitude

Nel 2026, il 24,5% delle aziende registra un livello medio-alto di maturità digitale, in aumento rispetto al 22,7% del 2025. Il 63,9% delle società di capitale con e-commerce raggiunge un livello elevato di digital attitude, contro appena il 7,0% di quelle che non operano online. Il settore dell’Elettronica mostra la maggiore propensione tecnologica con il 47,8% delle imprese.

Internazionalizzazione ancora limitata

Il 55% del campione presenta un livello di proiezione estera basso o medio-basso. L’Elettronica è il comparto più dinamico, con un tasso di internazionalizzazione alto nel 55,3% dei casi.

Identikit delle società di capitale

In Italia, il 2,6% delle società di capitale ha implementato un canale e-commerce. La distribuzione geografica vede in testa il Sud con il 31,5%, seguito dal Nord-Ovest con il 25,8% e dal Centro con il 23,2%. I principali hub sono Milano con il 9,4%, Roma con il 9,3% e Napoli con il 6,7%. Il tessuto è composto prevalentemente da micro imprese con il 68,4% e piccole con il 23%. L’anzianità aziendale si attesta tra i 6 e i 25 anni.

Social media e strategie di comunicazione

L’83,4% delle aziende con e-commerce è presente su almeno una piattaforma social. Instagram cresce dal 69,6% al 73,8%, mentre Facebook perde circa due punti percentuali. YouTube è il canale privilegiato per l’Elettronica, Pinterest domina nell’Arredamento e X nell’Editoria.

Metodi di pagamento e multicanalità

Il 76,6% delle aziende offre un sito in un’unica lingua, mentre solo il 16% prevede due lingue. La maggioranza delle imprese, il 79,1%, offre più di un metodo di pagamento. PayPal è lo strumento più diffuso, seguito da carta di credito e bonifico bancario. Le soluzioni Buy Now Pay Later crescono, con Klarna particolarmente diffusa tra le micro imprese.

Le imprese individuali e le società di persone

Su un totale di 87.000 realtà con e-commerce, circa 40.000 sono imprese individuali e società di persone. A prevalere è il Sud e le Isole con il 31,2%, seguito dal Nord-Ovest con il 26,3% e dal Nord-Est con il 21,8%. Le province più rappresentate sono Milano con il 5,3%, Roma con il 5,1% e Napoli con il 4,8%. La fascia d’età più rappresentata è quella tra gli 11 e i 25 anni. I comparti trainanti sono Fashion e Food & Beverage.

Netcomm Forum 2026 e il confronto internazionale

Netcomm Forum si conferma l’osservatorio privilegiato per interpretare l’innovazione, grazie ai nuovi dati della ricerca NetRetail 2026 e al confronto con i leader globali del settore. Di rilievo la tavola rotonda internazionale del 6 maggio, moderata da Roberto Liscia, che riunirà i vertici di Ecommerce Europe e delle principali associazioni europee. La sessione offrirà una visione d’insieme sul futuro del commercio transfrontaliero e sulle evoluzioni normative europee. Tra le iniziative, la seconda edizione del Talent Village e il Netcomm Award – Consumers’ Choice.

I partner della XXI edizione

La XXI edizione di Netcomm Forum è realizzata con il supporto di Google come Main Partner; Paypal, Nexi, Salesforce, Shopify, TikTok come Diamond Sponsor; Scalapay e Satispay come Platinum Sponsor e Mastercard come Research Partner.

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