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Mer. Mag 20th, 2026

A Brescia nasce la “pizza terapia” per gli adolescenti fragili

A Brescia nasce la “pizza terapia” per gli adolescenti fragili
A Brescia nasce la “pizza terapia” per gli adolescenti fragili

In Lombardia prende forma “Mani Im‑Pasto”, un laboratorio di dieci incontri che unisce l’arte della pizza napoletana al percorso clinico‑educativo della cooperativa sociale Fraternità Giovani. Otto adolescenti con fragilità psichiche imparano a lavorare l’impasto, ma soprattutto a costruire fiducia nelle proprie capacità, guidati dallo chef Ciro Di Maio, titolare della pizzeria San Ciro.

La pizza aiuta i ragazzi a sentirsi competenti e a costruire fiducia nelle proprie possibilità”, spiega la presidente della cooperativa, Laura Rocco.

La pizza come strumento terapeutico

Per molti adolescenti seguiti dai servizi di salute mentale, il futuro appare incerto. “Mani Im‑Pasto” nasce proprio per offrire un contesto reale, fuori dai centri diurni, dove sperimentarsi in un ambiente professionale ma protetto.

Il progetto, ideato da Ciro Di Maio insieme all’educatore Matteo Pasetti, non è un semplice corso di cucina: è parte di un percorso terapeutico‑riabilitativo multidisciplinare.

“La pizza è un medium terapeutico ideale: è semplice, familiare, permette di vedere subito il risultato del proprio impegno”, spiega Pasetti. “In una cucina professionale, dove tempi e regole sono rigorosi, i ragazzi imparano che possono costruire qualcosa di buono con le proprie mani”.

Dieci incontri per imparare un mestiere e molto di più

Ogni lezione dura due ore. Ciro Di Maio accompagna gli adolescenti nella scoperta delle materie prime, dalla scelta delle farine alla lavorazione dell’impasto, fino alla cottura.

“Ogni gesto tecnico diventa un’occasione educativa per allenare ascolto, precisione e responsabilità”, racconta lo chef. “Gestire i tempi e la pressione, anche in un ambiente tutelante, aiuta a far emergere risorse personali spesso soffocate dal disagio”.

La storia di Ciro e la missione sociale

Classe 1990, originario di Frattamaggiore, Ciro Di Maio conosce bene il valore del riscatto. Ha iniziato a lavorare a 14 anni, ha lasciato gli studi a 18 e nel 2015 si è trasferito in Lombardia, dove è diventato titolare della sua pizzeria. Da anni porta la sua esperienza anche nel sociale, con corsi in carcere e percorsi per disoccupati.

Da qui l’idea di collaborare con Fraternità Giovani, cooperativa bresciana nata nel 2000 e oggi punto di riferimento regionale nella salute mentale in età evolutiva, con quasi cento operatori e circa duecento minori seguiti tra centri diurni, comunità e ambulatori specialistici.

Una “palestra di realtà” per costruire fiducia

“Il progetto di pizza therapy si inserisce perfettamente nella nostra visione”, afferma la presidente Laura Rocco. “Offriamo ai ragazzi una palestra di realtà dove la fragilità non è un limite, ma il punto di partenza per una nuova consapevolezza. Indossare il grembiule e affondare le mani nella farina significa iniziare a immaginare il proprio futuro con fiducia”.

Per questi adolescenti, un impasto alla volta, la pizza diventa un modo per ritrovare sé stessi e scoprire che il futuro può avere un sapore nuovo.

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