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Mer. Lug 15th, 2026

La pasta italiana guida l’export mondiale

pasta spaghetti

La pasta continua a rafforzare la sua presenza sulle tavole di tutto il mondo, confermandosi protagonista dei consumi internazionali.

L’Italia, con 4,2 milioni di tonnellate prodotte su una produzione globale di 17 milioni e un consumo pro-capite annuo di 23,3 kg, resta il Paese che più di tutti fa conoscere la pasta al resto del mondo. Nel 2025 oltre il 60% della produzione nazionale è stato destinato all’estero, raggiungendo più di 200 Paesi.

I numeri dell’export nel 2025

Secondo un’elaborazione Unione Italiana Food su dati Istat, nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate (+2,1% rispetto al 2024) per un valore complessivo di 3.969 milioni di euro. Un risultato che, nonostante il contesto geopolitico ed economico complesso, conferma la solidità del comparto sui mercati internazionali.

I mercati europei e quelli in crescita

Della pasta esportata nel 2025, circa 1,3 milioni di tonnellate sono state destinate ai Paesi dell’Unione europea, pari al 51,9% del totale (+4% rispetto al 2024). Il restante 49,1% ha raggiunto mercati extra UE: America (17,6%), Asia (10,6%), Oceania (2,0%) e Africa (1,1%).

Tra i mercati più recettivi si confermano Germania con 466.422 tonnellate (+3,7%), Stati Uniti con 315.018 tonnellate (+4,3%), Francia con 292.341 tonnellate (+4,7%) e Regno Unito con 279.342 tonnellate in lieve calo (-1,4%). Crescono in modo significativo Australia (+17,4%), Canada (+9,9%) e Polonia (+5,2%). Nell’Unione europea aumentano anche Spagna (+4%) e Paesi Bassi (+6,4%). A livello globale l’Oceania registra un +12,9% e l’America un +4,5%, mentre Asia (-6,7%) e Africa (-7,6%) mostrano una contrazione dei volumi.

“Essere protagonisti nei mercati esteri, con oltre il 60% della produzione esportata, significa ribadire la leadership della pasta italiana quale ambasciatrice del Made in Italy nel mondo”, commenta Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food. “Alle incertezze geopolitiche in atto, i pastai italiani hanno risposto ancora una volta dimostrando impegno, passione e capacità di rafforzare le relazioni commerciali con tutti i partner internazionali”.

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