Notizie
Ven. Mag 8th, 2026

Il Vino è una potente leva di marketing turistico, più attrattivo della Ferrari e della moda

Tiziana Frescobaldi - Allegra Antinori - Diego Cusumano
Tiziana Frescobaldi - Allegra Antinori - Diego Cusumano

“Il vino? Io ritengo che oggi come oggi sia il più efficace acceleratore di marketing per il turismo in Italia che porta più turisti della moda, della Ferrari e, senza dubbio alcuno, più di qualsiasi influencer-avatar ‘botticelliano’ o altra campagna pubblicitaria ministeriale” afferma Davide Ciliberti, esperto del gruppo di comunicazione Purple & Noise, dal Vinitaly in corso a Verona.

Il vino come acceleratore di turismo

“Perché il vino entra nelle case, sulle tavole di tutto il mondo ed è protagonista di occasioni speciali o momenti felici. È, a differenza di altri prodotti iconici del made in Italy, per prezzo, accessibile a tutti e facilmente stimola la curiosità circa il luogo di origine”. “E, in termini di geomarketing, è capillarmente distribuito, perché se è vero che in ogni angolo del mondo v’è un ristorante italiano è ancor più certo che su quelle tavole e in quelle delle case di chi li frequenta vi sarà un vino italiano”, aggiunge Vicky Gitto, pubblicitario italiano conosciuto a livello mondiale.

I numeri dell’enoturismo

Il recente Rapporto Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (2025) conferma che il 70% degli intervistati ha svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino, olio e tipicità agroalimentari italiane, con un incremento medio annuo del +13%. Globalmente l’enoturismo vale quasi 40 miliardi di euro all’anno, oltre la metà dei quali in Europa, con Francia, Italia e Spagna come mete preferite e un trend di crescita del +13% anche in periodi complessi per il mercato del vino.

Frescobaldi: vino e arte binomio attrattivo

“Anche da noi in Toscana l’enoturismo è in forte crescita” conferma Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi e ideatrice del progetto ‘Artisti per Frescobaldi’. “Lo vediamo nelle nostre tenute: da Perano nel Chianti Classico, a Nipozzano, a Pomino, a Montalcino. A Castel Giocondo abbiamo una piccola struttura dove si può soggiornare e vivere un’esperienza immersiva tra i filari e la cantina”. “Crediamo nel binomio tra vino e arte: insieme alla cucina e alla bellezza del nostro paesaggio sono un’alchimia perfetta, unica nel mondo. Arte, vino e cucina rappresentano gli aspetti di maggiore richiamo e interesse anche in Paesi lontani dalla nostra cultura”.

Antinori: il vino come racconto

“Il vino rappresenta certamente uno straordinario veicolo di conoscenza dei territori” commenta Allegra Antinori, Vice Presidente di Marchesi Antinori. “Le nostre cantine nascono con l’intento di valorizzare il territorio, integrate nel paesaggio in cui il vino prende forma. È lì che si custodisce la nostra storia e la parte più contemporanea del nostro lavoro”. “Ogni nostra realtà ha una propria dimensione di ospitalità pensata per accompagnare gli ospiti nella conoscenza del luogo. Quando questo legame si crea, il vino diventa memoria e riporta naturalmente al territorio da cui nasce”.

Cusumano: l’Etna meta mondiale

Dello stesso avviso il produttore siciliano Diego Cusumano. “Il nostro vino è distribuito nei cinque continenti e presentato come prodotto della nostra terra, la Sicilia. E il nostro cliente, nell’apprezzarlo, si appassiona anche al luogo di origine. Si pensi all’Etna vent’anni fa e all’Etna oggi: meta super-turistica proprio grazie al vino e ai suoi produttori”. “E lo stesso vale per tutti i luoghi d’Italia, dal Chiantishire ai piccoli borghi: ognuno racconta la sua storia, la sua tradizione, il ‘soul’ di quel luogo”.

Il vino come immaginario di qualità

“Il vino può certamente essere una leva di marketing per il Made in Italy e per il turismo, ma la definizione è limitante: il vino è soprattutto un’infrastruttura culturale ed economica capace di generare reputazione e desiderabilità territoriale nel lungo periodo” afferma Cristina Mercuri, prima donna italiana Master of Wine. “Il caso dei paesaggi vitivinicoli di Langhe–Roero–Monferrato dimostra come il vino possa attivare un ecosistema più ampio che coinvolge ospitalità, gastronomia e investimenti internazionali. Ma richiede visione strategica per preservare autenticità e coerenza”.

La proposta

“Il grande impegno dei produttori che raccontano in giro per il mondo la migliore Italia – rilancia Davide Ciliberti – andrebbe sostenuto dal governo e dalle amministrazioni locali. Invece di disperdere denari pubblici in campagne inefficaci, si dovrebbero destinare fondi o almeno sconti fiscali ai vignaioli che contribuiscono a un piano di comunicazione nazionale”.

Related Post