Secondo un nuovo studio di Unobravo, il 23,9% dei Gen Zeta dice di ricorrere al comfort eating per noia, a differenza dei Millennial che individuano la ragione principale della fame nervosa nello stress (30%). Un dato particolarmente significativo se letto insieme ad un altro comportamento diffuso tra i più giovani: il 63,6% dei Gen Z dichiara di ricorrere ai social per gestire momenti di stress o sopraffazione, rendendo evidente una doppia dinamica di “coping passivo” basata su cibo e contenuti digitali.

Il comfort eating è ormai una componente strutturale del comportamento alimentare degli italiani. L’indagine condotta da Unobravo su 1.734 persone mostra che il 71,9% mangia per conforto emotivo almeno una volta alla settimana, mentre il 14,5% lo fa ogni giorno. Solo il 3,5% dichiara di non ricorrere mai al cibo come regolatore emotivo.
Un rapporto complesso tra cibo ed emozioni
Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio che lega nutrizione, benessere psicologico, immagine corporea e gestione dello stress.




Stress, noia e tristezza: le emozioni che guidano il comfort eating
Lo stress è il principale motore emotivo (27,7%), seguito da noia (19%) e tristezza (14,6%). Altri fattori rilevanti sono ansia (9,1%), solitudine (7,3%) e perfino felicità e celebrazioni (8,4%), a conferma che il cibo agisce come modulatore emotivo in contesti sia negativi sia positivi.
Lo stress lavorativo è il trigger situazionale più forte
Il contesto lavorativo è il principale fattore scatenante: il 31,4% degli italiani mangia per consolarsi a causa dello stress professionale. Seguono problemi relazionali (20,6%), isolamento sociale (9,5%) e difficoltà familiari (8,9%).
Donne più coinvolte, picco tra i 45 e i 60 anni
Le donne praticano il comfort eating più degli uomini (52% contro 41%). L’abitudine quotidiana cresce con l’età e raggiunge il massimo nella fascia 45–60 anni (21%), quasi il doppio rispetto agli under 30.
Il comfort eating avviene soprattutto in casa
L’80% degli episodi avviene nella riservatezza della propria abitazione, confermando la natura privata — spesso nascosta — di questo comportamento.
Colpa più che conforto
Il sollievo è raro:
- 41,6% prova senso di colpa
- 19,7% si sente davvero confortato
- 9% si sente rilassato
- 5,2% prova vergogna
La “trappola del senso di colpa” aumenta con la frequenza: tra chi mangia per conforto ogni giorno, il 53,6% riferisce emozioni negative.
Corpo e mente: oltre metà degli italiani è insoddisfatta
Il 52,4% degli italiani non è soddisfatto del proprio corpo; il 12,7% è “estremamente insoddisfatto”. Tra chi vive un forte disagio corporeo, il 35% mangia per conforto ogni giorno, contro il 6,6% di chi ha un’immagine corporea positiva.
Come reagiscono gli italiani allo stress
I comportamenti più diffusi sono:
- mangiare per consolarsi (58,2%)
- scorrere i social media (54,4%)
- guardare serie TV o film (41,5%)
Molto meno frequenti attività come esercizio fisico (21,2%) o meditazione (10,3%).
Tra gli under 30, i social media diventano la risposta quasi universale allo stress (63,6%), mentre negli over 60 scendono al 14,8%.

