Notizie
Mer. Mag 20th, 2026

Il 77% degli utenti legge recensioni prima di acquistare un bene o un servizio. Codacons e Assoutenti: regole e severità

Bene per il Codacons la multa da 4 milioni di euro elevata dall’Antitrust alle società Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. per non aver effettuato controlli adeguati a garantire la genuinità delle recensioni pubblicate sulla propria piattaforma.

Le recensioni sono in grado di influire in modo diretto sull’economia modificando in modo radicale le scelte dei consumatori – spiega il Codacons – Oggi il 77% dei cittadini legge i commenti di altri utenti prima di procedere all’acquisto di un bene o di un servizio, o di prenotare presso una struttura ricettiva o un ristorante. Una abitudine consolidata al punto che le recensioni, a livello globale, spostano una fetta di consumi stimata in 152 miliardi di dollari all’anno.

Proprio per l’importanza assunta negli anni da tale strumento, è fondamentale garantire che le recensioni siano autentiche e verificate: in tal senso sta per arrivare una stretta prevista dal Ddl sulle Pmi approvato in via definitiva al Senato a inizio marzo, riguardante il settore alberghiero e quello della ristorazione – ricorda il Codacons – Le nuove disposizioni prevedono che la recensione, per essere valida, debba essere pubblicata entro 30 giorni da chi ha personalmente ed effettivamente sperimentato il servizio o il prodotto, descrivere in modo “pertinente” l’esperienza vissuta, e deve essere verificabile e documentata con una ricevuta fiscale.

La posizione di Trustpilot

Siamo in totale disaccordo con la decisione dell’AGCM, che ignora la realtà di come funziona Trustpilot. Trustpilot è una piattaforma aperta di feedback in cui il TrustScore di un’azienda riflette la qualità intrinseca del suo servizio e il coinvolgimento con la piattaforma garantisce che il sentiment dei clienti sia pienamente rappresentato. La fiducia si guadagna, non si compra, come dimostra il TrustScore medio di 4,4 sia per le aziende paganti che per quelle attive con piano gratuito in Italia. Applichiamo rigorosamente le regole contro gli inviti selettivi a lasciare recensioni e interveniamo laddove riscontriamo violazioni.

Trustpilot è stata fondata sui principi di trasparenza e integrità. Rimaniamo saldi nella nostra missione di fornire una piattaforma affidabile dove consentiamo alle persone di condividere le loro esperienze autentiche con le aziende. Presenteremo un ricorso deciso contro questa conclusione errata”.

Assoutenti: su recensioni servono regole certe a garanzia di trasparenza per consumatori

In tema di recensioni è fondamentale garantire massima trasparenza ai consumatori che scelgono prodotti e servizi, e sanzionare qualsiasi violazione che rappresenti un danno per i cittadini e per il mercato. Lo afferma Assoutenti, commentando la multa inflitta dall’Antitrust a Trustpilot.

Il provvedimento dell’Autorità conferma quanto Assoutenti denuncia già da tempo: il sistema delle recensioni online rappresenta oggi un fattore determinante nelle scelte economiche dei consumatori e, proprio per questo, deve essere improntato alla massima trasparenza e correttezza.

Già nel gennaio 2025, in occasione del dibattito sul Ddl Pmi, avevamo evidenziato come l’assenza di regole chiare e controlli efficaci rischiasse di alterare profondamente il rapporto di fiducia tra utenti e mercato, incidendo direttamente sulla accountability delle imprese. Il caso Trustpilot dimostra che questo rischio è tutt’altro che teorico.

“Quando le recensioni vengono gestite in modo non trasparente o, peggio, risultano idonee a indurre in errore i consumatori, si altera il corretto funzionamento del mercato e si mina la libertà di scelta degli utenti. Per questo riteniamo indispensabile rafforzare ulteriormente il quadro normativo e i poteri di intervento delle Autorità, prevedendo anche strumenti più incisivi di moral suasion e sanzioni sempre più penetranti, in grado di prevenire e contrastare efficacemente pratiche scorrette. Allo stesso tempo, è necessario estendere l’attenzione anche al mondo dei social network e degli influencer, dove contenuti apparentemente spontanei possono nascondere accordi commerciali non dichiarati, con effetti analoghi sul comportamento dei consumatori” – conclude il presidente Gabriele Melluso.

Related Post