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Gio. Lug 16th, 2026

Whisky rari e vini leggendari all’asta a Milano, da Henri Jayer al Domaine de la Romanée‑Conti

In catalogo 385 whisky dalla collezione di un appassionato “astemio” e circa 280 grandi vini, dalle etichette di Henri Jayer al Domaine de la Romanée‑Conti

Due giorni dedicati ai capolavori da collezione

Il 17 e 18 marzo Finarte porta a Milano due aste interamente dedicate ai grandi vini e ai whisky rari. La prima giornata è riservata ai vini più iconici dell’enologia internazionale: dai Barolo più ricercati ai miti della Borgogna, con nomi leggendari come Henri Jayer e Domaine de la Romanée‑Conti. Il giorno successivo sarà invece dedicato ai distillati, con 385 lotti provenienti da una collezione costruita nell’arco di decenni da un collezionista astemio, che ha riunito bottiglie da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Canada e Giappone.

Asta Vini – 17 marzo

La prima giornata propone circa 280 lotti suddivisi in due sessioni. La mattina è dedicata all’Italia, con una selezione di Supertuscan come Sassicaia e Ornellaia e una serie di Barolo di grande pregio, tra cui una Jeroboam di Monfortino Riserva 2015 (Lotto 20, base d’asta € 3.000). Tra le rarità spiccano Inama “Oratorio di San Lorenzo” (Lotto 69, € 840) e alcune bottiglie dei Miani (Lotti 75‑77, € 400‑600). La Campania è rappresentata da Montevetrano, Quintodecimo e Mastroberardino, testimonianza della crescita qualitativa del territorio.

Il pomeriggio è dedicato alla Francia, con una selezione di Borgogna e Bordeaux. In evidenza le bottiglie di Henri Jayer (Lotti 246‑254, € 1.500‑5.000) e del Domaine de la Romanée‑Conti (Lotti 211‑212, € 4.000‑10.000), accanto a produttori storici come René Engel, Coche‑Dury, Dugat‑Py, Ramonet, Roulot, Mugneret‑Gibourg e Anne Gros. Una decina di lotti proviene inoltre da un produttore borgognone scomparso, oggi sempre più ricercato dai collezionisti.

Tra gli Champagne spiccano Salon Cuvée S Le Mesnil (Lotto 276, € 1.100) e Dom Pérignon P2 Rosé (Lotto 277, € 1.600). La selezione internazionale comprende icone come Opus One (Lotto 282, € 480), Penfolds Grange Bin 95 (Lotto 285, € 300) e un raro Barbeito Malvasia di Madeira (Lotto 284, € 600).

«Filo conduttore dal 2025 al 2026 sono le meravigliose bottiglie di Jayer, protagoniste delle ultime aste e vertice dell’offerta di Borgogna in questa prima asta del 2026», commenta Guido Groppi, Capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte. «Siamo molto orgogliosi della selezione italiana, che accanto ai nomi più noti propone bottiglie meno frequenti ma di grande interesse».

Asta Distillati – 18 marzo

La seconda giornata è dedicata ai distillati, con 385 lotti provenienti dalla stessa collezione privata. Un repertorio unico che attraversa decenni di produzione e include bottiglie rare e formati speciali.

Tra le etichette più ambite figurano:

  • The Macallan 80° Proof (Lotti 354‑356, € 2.500‑5.000)
  • The Glenlivet Vintage 1939, 1940, 1948, 1949 e 1956 (Lotti 357‑361, € 2.000‑6.000)
  • Glen Grant 1948 e 1919 (Lotti 362‑363, € 1.500‑3.000)
  • Signatory Springbank (Lotti 371‑372, € 900‑1.500)

La selezione include anche grandi formati (Lotti 615‑626, € 80‑500), alcuni oltre i 4 litri, e i celebri Wild Turkey Decanters (Lotti 659‑663, € 100‑350), molto ricercati dai collezionisti. Alcune bottiglie commemorano eventi storici, come l’edizione dedicata alla Regina Elisabetta o al matrimonio tra Diana e Carlo.

«È molto raro trovare una collezione di tale ampiezza e varietà, oltre 950 bottiglie tutte diverse», spiega Groppi. «Una vera enciclopedia del whisky. Siamo altrettanto orgogliosi della selezione di vini italiani e francesi, che unisce grandi nomi e chicche da collezione».

Un’occasione unica per collezionisti e appassionati

Con oltre 650 lotti tra vini e distillati, l’asta Finarte rappresenta un appuntamento imperdibile per chi cerca bottiglie iconiche, grandi formati e rarità da collezione: dal Barolo Monfortino ai decanter più originali, dai whisky storici agli Champagne d’eccellenza.

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