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Sab. Apr 11th, 2026

Giornata dei consumatori. Il 91% degli italiani chiede l’origine in etichetta su tutti i cibi

Il 91% dei consumatori italiani vuole conoscere l’origine degli alimenti che porta in tavola ogni giorno. È quanto emerge dai dati Censis diffusi da Coldiretti in occasione della Giornata mondiale dei diritti del consumatore del 15 marzo, dedicata a sicurezza, informazione e libertà di scelta. Una richiesta che riflette la crescente attenzione verso qualità, salute ed economia dei territori, e che punta a contrastare pratiche commerciali poco trasparenti.

Trasparenza e provenienza al centro delle scelte alimentari

La maggioranza degli italiani rifiuta il “cibo anonimo” e preferisce prodotti con un’identità chiara, legata al territorio e alla filiera di produzione. Sapere da dove proviene un alimento è considerato un elemento essenziale per compiere scelte consapevoli.

La battaglia per l’etichetta d’origine obbligatoria

Quella dell’origine in etichetta è una battaglia storica di Coldiretti, portata anche a Bruxelles con una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatoria la tracciabilità su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione europea.

In Italia oggi l’indicazione di provenienza copre circa l’80% della spesa, ma restano ancora esclusi diversi prodotti: legumi in scatola, frutta utilizzata in marmellate e succhi, grano per pane, biscotti e grissini, oltre a carne e pesce serviti nella ristorazione. Un obbligo europeo colmerebbe queste lacune e supererebbe la regola dell’“ultima trasformazione”, prevista dal codice doganale, che spesso rende opaca la reale origine degli ingredienti.

Vent’anni di impegno per la trasparenza: dal Patto con il consumatore a Campagna Amica

Il percorso verso una maggiore trasparenza è iniziato nel 2000 con il Patto con il consumatore lanciato da Coldiretti, che ha unito gli interessi di agricoltori e cittadini, ponendo le basi per iniziative a tutela di salute, ambiente e territorio.

Tra queste, Campagna Amica rappresenta oggi il più grande sistema europeo di cibo locale: una rete che comprende oltre 1.200 mercati urbani, 15.000 aziende agricole e 15 milioni di consumatori l’anno. Un modello che promuove la Dieta Mediterranea, la sicurezza alimentare e il rapporto diretto tra produttori e cittadini, rafforzando la fiducia nella filiera italiana.

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