Il Monferrato apre una nuova fase di collaborazione strategica: i tre principali Consorzi del territorio – Consorzio Tutela Vini d’Acqui, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Consorzio per la Tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti DOCG – hanno siglato un’alleanza per costruire una visione comune di sviluppo economico, turistico e territoriale. Il patto è stato presentato al Teatro Ariston di Acqui Terme durante il convegno “Il futuro del Monferrato nasce dal vino”, dove è stato illustrato anche il nuovo piano triennale di rilancio 2026–2028.
Una strategia condivisa per un territorio UNESCO
L’obiettivo è superare la logica delle singole denominazioni e valorizzare il vino come motore economico, sociale e culturale delle colline riconosciute patrimonio UNESCO. Il progetto punta a rafforzare competitività, attrattività e sostenibilità della filiera, affrontando insieme temi cruciali come mercato globale, ricambio generazionale e marginalità delle imprese agricole.
Le voci dei Consorzi: unità, identità e visione
I presidenti Stefano Ricagno, Vitaliano E. Maccario e Paolo Ricagno hanno sottolineato la necessità di fare squadra per valorizzare la filiera, difendere la biodiversità dei vitigni autoctoni e costruire un brand territoriale forte. L’unione dei Consorzi rappresenta un passo strategico per competere su scala internazionale e rafforzare l’orgoglio identitario del Monferrato.
Demografia, turismo e modelli di sviluppo
Il convegno ha ospitato contributi scientifici che hanno ampliato la visione strategica:
- Francesco Billari (Università Bocconi) ha evidenziato come il calo demografico imponga nuove politiche per tutelare il capitale umano.
- Magda Antonioli (Bocconi) ha sottolineato il ruolo del turismo esperienziale e dell’enogastronomia nel posizionamento internazionale del territorio.
- Matteo Casagrande Paladino ha presentato il modello dell’Oltrepò Pavese come esempio di collaborazione tra finanza, istituzioni e operatori locali.
Il piano triennale: ricostruzione, espansione, consolidamento
Il progetto, illustrato da Andrea Pirola, definisce una roadmap 2026–2028 basata su tre fasi operative. Tra i macro-obiettivi:
- rafforzare il prezzo medio per proteggere la marginalità della filiera;
- intercettare nuovi trend di consumo (mixology, moderazione, convivialità informale);
- costruire un brand territoriale riconoscibile;
- preparare la futura fase di export con un mix di canali tradizionali e digitali.
Un nuovo inizio per il Monferrato
Dal Teatro Ariston è emerso un messaggio chiaro: il vino non è solo un prodotto, ma un’infrastruttura economica e sociale capace di generare valore, occupazione e attrattività. Il patto tra i tre Consorzi segna l’avvio di una stagione di cooperazione che punta a restituire al Monferrato un ruolo centrale nel panorama vitivinicolo italiano.

