L’obesità è oggi riconosciuta per legge come patologia cronica anche in Italia, ma la percezione personale non segue la stessa consapevolezza. Una nuova indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food, condotta su oltre 1.000 italiani tra i 18 e i 70 anni, mostra un divario evidente: mentre 3 italiani su 4 considerano obesità e sovrappeso gravi rischi per la salute, solo il 2,7% si definisce obeso, a fronte di un 8,9% clinicamente obeso secondo il BMI.
Consapevolezza alta, percezione di sé molto più bassa
Gli italiani riconoscono l’obesità come una condizione multifattoriale e potenzialmente pericolosa. Tuttavia, la percezione individuale è distorta:
- il 17,7% sottostima il proprio peso, con picchi tra gli uomini della Gen X e dei Baby Boomers (26%);
- tra chi risulta obeso secondo il BMI, il 73% non si riconosce tale;
- al contrario, la sovrastima del proprio peso riguarda soprattutto le donne (17%) e chi è sottopeso (72%).
Le cause più citate dell’obesità riflettono una buona conoscenza del fenomeno: sedentarietà (66,6%), alimentazione ipercalorica (56,4%), eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Seguono fattori ormonali, stress e predisposizione genetica.
Un’emergenza sanitaria in crescita
Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025, l’obesità è una pandemia silenziosa che coinvolge oltre 1 miliardo di persone nel mondo. In Italia:
- riguarda il 12% degli adulti, pari a oltre 6 milioni di individui;
- il 47% della popolazione adulta è in eccesso di peso;
- dal 2003 i casi di obesità sono aumentati del 38%, con una crescita più marcata tra i giovani adulti.
Stile di vita e prevenzione: cosa pensano gli italiani
Per contrastare obesità e sovrappeso, gli italiani indicano tre strategie principali:
- mangiare sano (63%);
- muoversi di più (62,8%);
- svolgere attività fisica regolare (62,2%).
Accanto a queste abitudini, emerge il ruolo funzionale degli edulcoranti:
- il 70% sa che possono sostituire lo zucchero in casa;
- il 59,2% li considera utili per ridurre l’apporto calorico;
- il 51,8% li vede come supporto alle linee guida sulla riduzione degli zuccheri;
- il 51,2% li associa al controllo della glicemia.
Gli edulcoranti sono utilizzati dal 36,6% degli italiani, soprattutto Gen Z e Millennials, e spesso diventano un sostituto abituale dello zucchero.
Perché si usano, cosa si sceglie, come si consumano
- Motivazioni principali: ridurre calorie (45,6%), gestire il peso (41,4%), supportare il diabete (32,6%). Il gusto è un driver secondario (21,3%).
- Prodotti preferiti: stevia (44,9%), aspartame (23%), saccarina (17,9%), eritritolo in crescita tra i giovani (17,1%).
- Formati più diffusi: liquido in gocce (34,5%), polvere (32,3%), bustine (28,3%), compresse (20,9%).
- Modalità d’uso: soprattutto nel caffè (76,5%) e nelle bevande calde (44,1%). I giovani li sperimentano anche in dolci, yogurt, cereali e frullati.
Una patologia complessa che richiede un approccio multidimensionale
Come ricorda il Dott. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, l’obesità è una patologia cronica che richiede un intervento su più livelli: fattori metabolici, genetici, psicologici, stile di vita e scelte alimentari. In questo quadro, gli edulcoranti possono essere un supporto utile per ridurre zuccheri e calorie senza rinunciare al gusto.
IL VADEMECUM DELL’ESPERTO CON CONSIGLI PRATICI PER PREVENIRE O COMBATTERE SOVRAPPESO E OBESITÀ
Il Dott. Luca Piretta ha sviluppato con il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food un set di consigli pratici su come combattere l’obesità (anche con l’aiuto dei dolcificanti) attraverso una dieta sana e bilanciata e stili di vita salutari:
- Adozione di un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre per sviluppare un microbiota intestinale più in linea con un soggetto magro.
- Attività fisica regolare tra cui camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare(almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana).
- Rispettare i tempi dei pasti (crononutrizione) e quindi i ritmi del nostro orologio biologico per supportare la prevenzione dell’obesità. Per esempio, saltare la prima colazione è un fattore di rischio.
- Mantenere il consumo di zuccheri semplici sotto il 15% delle calorie totali giornaliere. Nell’ambito di una strategia nutrizionale più ampia possono svolgere un ruolo utile in tal senso gli edulcoranti, perché consentono di dolcificare un alimento o una bevanda senza apportare calorie e senza rinunciare alla piacevolezza del gusto.
- Non sottovalutare il sonno sia per chi è in sovrappeso che per chi non lo è. Dormire tra le 7 e le 9 ore a notte è fondamentale, in quanto la mancanza di sonno può influire negativamente su regolazione dell’appetito e scelte alimentari.
- Monitoraggio del comportamento alimentare, del peso e dello stato emotivo, coadiuvato dalla consulenza professionale (es.nutrizionista, psicologo).

