C’è una sera in cui l’Italia si riconosce: messaggi che si incrociano, amici che arrivano “tra cinque minuti”, il divano che si riempie, le luci che si abbassano e il forno che si accende. Un rito semplice e collettivo, confermato da un dato significativo: il 67% degli italiani consuma pizza durante la settimana, spesso proprio nelle serate trascorse a casa. È in questo contesto che la pizza surgelata diventa protagonista silenziosa di momenti familiari e conviviali.
Il progetto musicale con i Jalisse
Da questa consapevolezza nasce la scelta di Buitoni di interpretare uno dei gesti più autentici dell’italianità contemporanea: la pizza surgelata condivisa davanti alla televisione. I Jalisse hanno presentato “Bella Napoli”, brano di cui sono autori e interpreti, durante una serata dedicata al pubblico nel porto di Sanremo. La canzone, pop e immediata, racconta il potere aggregante della pizza surgelata, trasformando un’abitudine quotidiana in un linguaggio musicale riconoscibile e universale.

La costruzione sonora del brano
“Bella Napoli” riproduce l’atmosfera delle serate italiane attraverso suoni familiari: l’apertura del freezer, il crepitio del ghiaccio, il forno che si scalda, il “crack” del cornicione. Rumori domestici che diventano ritmo e melodia, evocando attesa, convivialità e un senso di appartenenza. Nel testo si ritrovano le chiacchiere sovrapposte, il divano che diventa palcoscenico, l’invito a “Ama, mangia, bacia”, fino a quel momento in cui ci si “scongela l’anima”.
Il ruolo dei Jalisse
Alessandra Drusian e Fabio Ricci, coppia artistica da oltre trent’anni, rappresentano un simbolo di armonia e italianità musicale. «Ci affascinava l’idea di trasformare suoni quotidiani in musica», spiegano. «La pizza surgelata non è solo cibo: è atmosfera, attesa, condivisione. Volevamo che tutto questo si sentisse nel brano».
Un racconto culturale oltre il prodotto
Con questo progetto, Buitoni non si limita a raccontare una pizza, ma interpreta un’abitudine collettiva che attraversa generazioni. Il copione è sempre lo stesso – forno acceso, divano pieno, televisione a tutto volume – ed è proprio questa ripetizione a renderlo un rito condiviso e riconoscibile.

