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Mer. Mar 11th, 2026

Legacoop Emilia‑Romagna al centro della Food Valley con 7,9 miliardi di valore

La cooperazione agroalimentare aderente a Legacoop Emilia‑Romagna conferma il proprio ruolo chiave nella Food Valley. Con un fatturato complessivo di 7,9 miliardi di euro, 14.634 addetti e 41.650 associati, le 180 cooperative del comparto rappresentano un pilastro economico e sociale per il territorio, generando il 19% del valore regionale del settore e raggiungendo il 40% nel lattiero‑caseario.

I dati emergono dalla ricerca Nomisma “Sfide e scenari di mercato per la cooperazione agroalimentare regionale”, presentata durante l’evento “Protagonisti della Food Valley”, che ha segnato la conclusione della fusione di Legacoop Agroalimentare Nord Italia nell’associazione regionale.

Bologna, Modena, Ravenna e Reggio Emilia valgono l’88% del fatturato

La ricchezza prodotta dalle cooperative è distribuita in tutte le province, ma quattro territori concentrano la quota principale:

  • Bologna: 28% del fatturato
  • Modena: 25%
  • Ravenna: 18%
  • Reggio Emilia: 17%

Un sistema che contribuisce in modo decisivo alla competitività regionale, in un contesto in cui l’Emilia‑Romagna è la seconda regione italiana per valore dell’industria alimentare e delle bevande e per export, pari al 16,5% del totale nazionale. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni sono cresciute del 10%, il doppio della media italiana.

Montroni: “Investire nelle filiere è la chiave. L’Europa garantisce stabilità e occupazione”

Per Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia‑Romagna, la cooperazione agroalimentare è “una realtà solida, essenziale per la competitività e la coesione sociale”. La priorità è rafforzare le filiere e sostenere le piccole cooperative nell’accesso ai mercati internazionali.

Montroni sottolinea anche il ruolo degli accordi di libero scambio, che “offrono opportunità ma richiedono reciprocità e tutela della sicurezza alimentare”. L’esempio del CETA è emblematico: dopo l’accordo, l’export agroalimentare regionale verso il Canada è passato da una crescita media dell’8% all’11%.

Gamberini: “L’aggregazione non è un’opzione, è una condizione di competitività”

Secondo Simone Gamberini, presidente di Legacoop nazionale, la cooperazione è una leva strategica perché “organizza l’offerta, rafforza le filiere e garantisce stabilità economica e sociale”. L’integrazione tra settori – dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla logistica all’energia – è la strada per generare valore e consolidare la competitività dei territori.

Maretti: “Nuove sinergie per una cooperazione più forte e più europea”

Per Cristian Maretti, presidente nazionale di Legacoop Agroalimentare, il nuovo assetto organizzativo apre opportunità di crescita e qualità, con cooperative sempre più orientate ai mercati europei e internazionali.

Le sfide: clima, demografia e costi produttivi

La ricerca Nomisma evidenzia tre criticità strutturali:

  • Crisi climatica: l’Emilia‑Romagna è la seconda regione italiana più colpita da eventi estremi (19 episodi gravi tra 2015 e 2024).
  • Inverno demografico: entro il 2054 gli over 65 rappresenteranno il 33,2% della popolazione.
  • Volatilità dei costi: l’indice prezzi energia e combustibili nel 2024 è a 154 (base 100 nel 2020).

In questo scenario, la cooperazione si conferma un modello capace di tenere insieme competitività, occupazione e presidio territoriale.

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