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Lun. Mar 16th, 2026

La birra artigianale italiana compie trent’anni, parte il concorso Birra dell’Anno 2026 con la nuova sezione dedicata alle birre low e no alcohol

La birra artigianale italiana festeggia trent’anni di storia e lo fa nel contesto che meglio ne rappresenta l’evoluzione: Birra dell’Anno 2026, il concorso organizzato da Unionbirrai che si terrà domenica 15 febbraio durante la giornata inaugurale di Beer&Food Attraction a Rimini Fiera.

Dal 1996 a oggi: tre decenni di crescita e riconoscimento internazionale

Dal primo fermento del 1996 a un movimento maturo e riconosciuto a livello globale, la birra artigianale italiana celebra un percorso che ha trasformato un fenomeno di nicchia in un settore competitivo e identitario. La XXI edizione di Birra dell’Anno conferma questa crescita con numeri da record: 212 birrifici partecipanti, 1.746 birre iscritte e 46 categorie di concorso, collocando l’evento tra i più partecipati al mondo nel panorama brassicolo indipendente.

L’appuntamento del 15 febbraio: celebrazione, competizione e visione

La cerimonia si terrà alle 15:45 nella Beer&Tech Arena (padiglione D3) di Rimini Fiera. Un momento che unisce memoria e futuro, diventando uno dei passaggi più significativi dell’anno per il settore.

A giudicare le birre sarà una giuria composta da 73 degustatori italiani e internazionali, impegnati in assaggi alla cieca per garantire imparzialità e valorizzare equilibrio stilistico, tecnica e capacità espressiva dei produttori.

I premi: dal Birrificio dell’Anno alle collaborazioni e alla filiera italiana

Il riconoscimento più atteso è quello di Birrificio dell’Anno, assegnato al produttore che ottiene i migliori risultati in almeno tre categorie diverse, considerando la distribuzione delle medaglie nelle principali famiglie stilistiche.

Accanto al premio principale, tornano due riconoscimenti speciali:

  • Best Collaboration Brew, dedicato alle birre nate da collaborazioni brassicole realizzate in Italia.
  • Best 100% Italian Beer, riservato alle birre prodotte con materie prime interamente coltivate nel nostro Paese, a sostegno della filiera agricola nazionale.

Novità 2026: una categoria dedicata alle birre low e no alcohol

L’edizione 2026 introduce una nuova sezione dedicata alle birre low e no alcohol (fino a 1,2%), segmento in forte crescita anche nel mondo craft. “Era necessario riconoscere formalmente una tendenza ormai evidente”, spiega Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai. “Birra dell’Anno cresce insieme al movimento brassicolo italiano, che oggi è sinonimo di competenza, qualità e identità territoriale”.

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