Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, l’agenzia Reuters ha raccolto numerose testimonianze dagli atleti presenti ai Giochi Invernali di Milano‑Cortina 2026, evidenziando un entusiasmo crescente per la cucina italiana.
Lo sciatore statunitense Troy Podmilsak ha raccontato così la sua esperienza gastronomica: «Ho mangiato pizza ogni giorno a ogni pasto, colazione esclusa». Un’abitudine che, secondo Reuters, accomuna molti dei circa 2.900 atleti ospitati nei villaggi olimpici di Milano, Cortina e Predazzo.
Tra gli appassionati del cibo italiano c’è anche l’austriaco Matej Svancer, che non rinuncia alle sperimentazioni: «Ho mangiato una bistecca e una pizza margherita, ci ho messo sopra del prosciutto. Una combinazione perfetta. Sicuramente qualcuno mi ha guardato male».
Le snowboarder statunitensi Lili Dhawornvej e Hahna Norman hanno raccontato di aver consumato “quantità industriali” di pizza durante le serate di carte e Monopoly con altri atleti. La collega Jess Perlmutter ha invece puntato su altre specialità: «Qui ho mangiato la migliore pasta di sempre. E poi ho preso un gelato».
Pasta protagonista nei villaggi olimpici
Come riportato dal Corriere, la responsabile Food & Beverage dei Giochi, Elisabetta Salvadori, conferma che la pasta è uno dei piatti più richiesti: viene preparata espressa e servita in tre varianti – in bianco, al pomodoro o al ragù.
L’organizzazione ha messo in campo una macchina imponente:
- 4.500 pasti al giorno nel villaggio di Milano
- 4.000 pasti nella struttura di Cortina
- 2.300 pasti in quella di Predazzo
Un sistema complesso che, per ora, sembra funzionare senza intoppi.
“Non è un ristorante stellato, ma è adeguato”
Il pattinatore olandese Jenning de Boo ha apprezzato la varietà dell’offerta: «Ho mangiato pasta, insalata e pollo. C’è tutto ciò di cui un atleta ha bisogno».
Anche il lettone Reinis Berzins ha confermato a Reuters la qualità del servizio: «Ci sono carboidrati, proteine, molti snack tutto il giorno. Sembra che il cibo non sarà un problema durante queste Olimpiadi».

