La spesa degli italiani fuori casa raggiunge i 71 miliardi di euro, segnando una crescita del 12% rispetto al 2019, mentre le visite restano sotto i livelli pre‑pandemia con 15 miliardi di ingressi, pari a un calo del 4,2%. Lo scontrino medio sale a 4,74 euro, con un incremento del 17% influenzato dall’inflazione. I dati emergono dal talk “Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia” organizzato da Circana durante SIGEP World, in corso alla fiera di Rimini. Un contesto che conferma l’importanza del fuori casa nel sistema alimentare italiano.
Pressione sui consumi e preoccupazioni economiche
Secondo Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana, il consumatore entra nel 2026 con margini di spesa ridotti a causa di stipendi bassi, incertezze geopolitiche e rincari dei beni essenziali. Il 71% degli italiani indica il costo della vita come principale fonte di preoccupazione, mentre cresce l’ansia legata alle decisioni del governo USA: a ottobre 2025 il 57% si dichiarava preoccupato, contro il 30% di inizio anno. Il 51% teme che i dazi possano far aumentare ulteriormente i prezzi nei ristoranti.
Impatto sulle abitudini di consumo
Le aspettative economiche restano fragili: solo il 28% degli intervistati si dice ottimista sulla propria situazione finanziaria nei sei mesi successivi, mentre i pessimisti sono il 22%. Il 65% ritiene che i prezzi siano aumentati troppo e il 36% dichiara di frequentare meno i ristoranti, contro un 11% che non modifica le proprie abitudini. Nel fuori casa aumentano le scelte orientate al risparmio: il 38% cerca promozioni e il 25% opta per menu combinati. Cala anche la spesa in alcolici, con una riduzione del 23%.
Il peso del fuori casa nella spesa alimentare
Nel complesso, gli italiani hanno speso 154 miliardi in cibo e bevande nell’ultimo anno. Il fuori casa rappresenta il 46% del totale, mentre la spesa domestica – supermercati e negozi – vale 84 miliardi, pari al 54%. Tra le categorie con maggiore crescita nelle visite rispetto al 2024 emergono le gelaterie, seconde solo ai fast food. Prodotti da forno, caffè e pizza confermano invece una forte vitalità, evidenziando il ruolo centrale della colazione come momento di consumo preferito dagli italiani.

