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Lun. Feb 16th, 2026

Boom dei prezzi di caffè e gioielli, calano olio d’oliva e smartphone

caffè e olio
caffè e olio

Il 2025 si chiude con un quadro dei prezzi estremamente polarizzato. Da un lato oro, argento e gioielli registrano rincari record; dall’altro, prodotti tecnologici e alcuni alimenti fondamentali segnano ribassi significativi. A fotografare l’andamento dell’inflazione è un’indagine del Ccr, il Centro di formazione e ricerca sui consumi, che ha analizzato l’intero paniere dei prezzi dell’anno.

Gioielli e caffè guidano i rincari del 2025

Il primato degli aumenti spetta ai gioielli, cresciuti in media del 22% sull’onda delle quotazioni dell’oro, tornato bene rifugio in un contesto geopolitico instabile. Subito dopo arriva il caffè, che registra un +20,7% tra scaffali dei supermercati e consumi al bar. Sul podio anche l’energia elettrica nel mercato tutelato, con un incremento medio del 20,2% rispetto al 2024, mentre nel mercato libero si osserva un calo del 7,1%.

Tra i prodotti più colpiti dai rincari figurano anche il cacao in polvere (+19,5%), i voli nazionali (+16,3%), il burro (+13%), il cioccolato (+10,9%), i servizi ricreativi e sportivi (+9,8%), gli agrumi diversi dalle arance (+9,4%) e i pacchetti vacanza nazionali (+9,4%).

Smartphone e olio d’oliva in forte calo

Non mancano però i ribassi. I cellulari e gli smartphone sono scesi del 14,7% rispetto all’anno precedente, mentre l’olio d’oliva – dopo anni di aumenti – registra un calo medio del 14,5%. In diminuzione anche i prezzi di computer portatili, palmari e tablet (-13,6%), dello zucchero (-9,6%), degli apparecchi per la pulizia della casa (-9,2%) e dei televisori e dispositivi audio-video (-8,1%).

Le cause: materie prime, clima e tensioni geopolitiche

Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Ccr, l’impennata dei prezzi è legata a una combinazione di fattori. Le materie prime hanno subito forti rialzi negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e della riduzione delle produzioni. A questo si sono aggiunte nuove tensioni geopolitiche, che hanno ulteriormente alimentato l’instabilità dei mercati.

Truzzi segnala anche la presenza di fenomeni speculativi, in particolare nei settori dei trasporti e del turismo, dove le tariffe variano in base alla domanda, generando aumenti considerati ingiustificati.

Il 2025 si conferma così un anno di forti contrasti, con alcuni beni essenziali sempre più costosi e altri che, al contrario, diventano più accessibili. Un quadro che continuerà a influenzare le scelte di consumo delle famiglie italiane anche nel 2026.

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