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Lun. Feb 16th, 2026

L’intelligenza artificiale sta cambiando il turismo enogastronomico

agriturismo lavoro - immagine creata con ChatGPT
agriturismo lavoro - immagine creata con ChatGPT

Il Rapporto 2025 sul turismo enogastronomico italiano, curato da Roberta Garibaldi con il supporto di Valdichiana Living e Visit Emilia, evidenzia il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle scelte dei viaggiatori. Diminuisce la percezione del rischio, aumenta l’utilizzo degli strumenti digitali e si apre una nuova fase per le esperienze legate al cibo e al territorio.

IA sempre più usata per ispirarsi, tradurre e pianificare

La diffidenza verso l’IA cala soprattutto tra i giovani: solo il 29% dei 18-24enni la considera più rischiosa che vantaggiosa, mentre tra i 35-44 anni la quota sale al 49%. L’uso quotidiano degli strumenti digitali ha reso l’IA più familiare e meno temuta.

Come i turisti usano l’IA

L’IA viene utilizzata per ispirarsi (60%), tradurre menù e contenuti (69%) e confrontare destinazioni e alloggi (58%). L’uso frequente riguarda soprattutto i giovani adulti, che ricorrono all’IA per trovare idee, orientarsi e semplificare la pianificazione.

Nei mercati internazionali cresce l’uso di ChatGPT e strumenti simili per scegliere mete enogastronomiche: Stati Uniti al 21%, Francia al 18%, Germania al 16%. L’affidabilità percepita resta più bassa dell’utilizzo, segno che l’IA viene usata come supporto da affiancare a fonti tradizionali, in particolare i consigli di parenti e amici.

Cosa si aspettano i viaggiatori

Le priorità sono facilità d’uso (60%), privacy (55%) e informazioni accurate (49%). Tra le applicazioni più richieste emergono traduzioni automatiche, itinerari personalizzati e consigli avanzati su cibi, vini e birre. Cresce anche l’interesse per strumenti che aiutino a individuare esperienze sostenibili e percorsi a basso impatto.

Garibaldi: “L’IA cresce, ma la fiducia va costruita”

Secondo Roberta Garibaldi, l’IA nel turismo enogastronomico è entrata in una fase di adozione consapevole: cresce l’uso, diminuisce la paura e aumenta la richiesta di servizi personalizzati e trasparenti. La fiducia resta il vero fattore chiave, con solo il 6% degli utenti che dichiara piena fiducia negli algoritmi.

La prossima evoluzione passerà dall’integrazione nei sistemi di prenotazione, dagli agenti intelligenti e dalla qualità dei contenuti digitali. Per le imprese del settore enogastronomico diventa urgente investire in informazioni chiare, verificabili e facilmente rintracciabili dall’IA, per non perdere opportunità sui mercati internazionali.

immagine creata con ChatGPT

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