Il 2026 si apre con un clima di incertezza che porta gli italiani a immaginare un anno privo di segnali di reale ripresa economica. La maggioranza della popolazione prevede una situazione familiare stabile, ma questa stabilità assume un significato pessimista: oltre un terzo teme un peggioramento delle proprie condizioni, delineando uno scenario di stagnazione fragile.
E’ quanto rivela l’indagine Radar SWG “Previsione dei consumi per il 2026”
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Pessimismo crescente tra gli over 45
Il pessimismo aumenta con l’età e si concentra soprattutto tra Generazione X e Baby Boomers. I Millennials risultano leggermente più fiduciosi, pur senza aspettative di miglioramento significativo. Questa percezione influenza direttamente le scelte di consumo, con molte famiglie orientate a ridurre le spese non per emergenze immediate, ma per la perdita di potere d’acquisto e il timore di un peggioramento futuro.
Consumi più prudenti e strategie di contenimento
Guardando al 2026, lo studio individua una quota rilevante di italiani prevede di contenere i consumi per rafforzare la propria sicurezza economica. Altri preferiranno concedersi solo piccole spese, rinviando quelle più importanti. Le motivazioni principali che spingono alla riduzione dei consumi sono la diminuzione del potere d’acquisto, il timore di un peggioramento economico e la necessità di tutelare i risparmi.
Il risparmio torna centrale nelle scelte familiari
Il risparmio assume un ruolo decisivo: per molti sarà una priorità assoluta, mentre altri lo considerano importante ma compatibile con alcune spese significative. Una parte della popolazione utilizzerà i risparmi per migliorare la qualità della vita, mentre una quota minore li orienterà verso strumenti di investimento. Le rinunce degli ultimi anni portano molte famiglie a ridefinire cosa è davvero essenziale, più che a vivere la riduzione dei consumi come una frustrazione.
Gli ambiti irrinunciabili per il 2026
Nonostante la cautela, ci sono categorie di spesa considerate imprescindibili. In cima alla lista compaiono salute e benessere, seguite dall’alimentazione di qualità e dalle vacanze, anche se ridotte o meno frequenti. Restano importanti anche casa e comfort abitativo, tempo libero, formazione e tecnologia, mentre solo una minoranza si dice pronta a rinunciare a tutto.
Lavoro e futuro: le principali preoccupazioni
Le preoccupazioni legate al futuro riguardano soprattutto la possibilità di non avere una pensione adeguata, il mantenimento del tenore di vita e la continuità del reddito. Seguono il timore di perdere il lavoro e la difficoltà di tenere il passo con la propria professione. Questi fattori alimentano un atteggiamento prudente e una visione del futuro caratterizzata da incertezza.
Le emozioni degli italiani: speranza e rabbia ai livelli più alti
L’analisi delle emozioni più sentite negli ultimi mesi mostra un mix complesso: speranza, rabbia e gioia si collocano su livelli simili, mentre fiducia e sorpresa risultano più basse. Paura e tristezza restano presenti, riflettendo un contesto sociale ed economico percepito come instabile.
Scenario politico: le intenzioni di voto di gennaio 2026
Le intenzioni di voto registrate a gennaio 2026 mostrano un quadro stabile, con alcune variazioni minori rispetto alle rilevazioni precedenti. Una quota significativa della popolazione continua a non esprimersi, segnale di incertezza e distanza dal dibattito politico.

