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Ven. Gen 16th, 2026

In arrivo quasi 700 euro di rincari annui a famiglia. Federconsumatori: salgono spesa alimentare, rc auto e spedizioni

Dopo un 2025 in cui i rincari hanno, solo in parte e solo in alcuni settori, rallentato la propria corsa, l’anno alle porte non sarà esente da nuovi rialzi. L’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha stimato rincari in arrivo nel 2026 che, complessivamente, raggiungeranno quota +672,60 euro annui a famiglia. “Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia. Cresceranno, in compenso, le spese su altri fronti, da quello alimentare, alle assicurazioni auto (anche per effetto dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla rc auto), alle spedizioni (con l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti dai paesi extra Ue con valore inferiore ai 150 euro)”, spiega la federazione.

Incide in particolar modo l’impatto sulla logistica dovuto all’incremento delle accise sul diesel: “Se è vero che i mezzi pesanti possono usufruire di un rimborso in tal senso, questo non vale pe i mezzi più piccoli, che costituiscono ampia parte del parco veicoli utilizzati per la distribuzione su gomma. Un dettaglio a cui il governo dovrebbe pensare per scongiurare un’impennata dei prezzi di beni e servizi”, raccomanda Federconsumatori.

Una “stangata”, quindi, quella in arrivo con il nuovo anno che “si abbatterà su una situazione già compromessa dai continui aumenti registrati negli ultimi anni: secondo i nostri dati, in 5 anni, a causa dei rincari, il potere di acquisto delle famiglie è stato eroso di oltre 5.538 euro solo per queste voci di spesa”. Questo andamento “ha portato alla crescita di tagli e rinunce da parte delle famiglie, con una allarmante crescita delle disuguaglianze anche in settori vitali come l’energia e l’alimentazione. Per questo ci saremmo aspettati una manovra più incisiva, che sostenesse le famiglie e non le caricasse di ulteriori aumenti. Che prevedesse, ad esempio, una riforma fiscale equa; la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia); la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare; lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio. Misure necessarie e urgenti, ma ancora assenti dall’azione di governo”.

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