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Ven. Gen 23rd, 2026

Boom di investimenti nel foodtech italiano

Il foodtech italiano torna a crescere con forza. Il nuovo report dell’Osservatorio Investimenti Foodtech, pubblicato da TheFoodCons, registra 256 milioni di euro investiti nel 2025, pari a un aumento del 123% rispetto all’anno precedente. Un risultato che segna un’inversione di tendenza significativa rispetto al contesto internazionale, dove gli investimenti continuano a rallentare.

Ricordiamo che il foodtech è l’insieme delle tecnologie, delle innovazioni e dei modelli di business che trasformano tutta la filiera del cibo: produzione, distribuzione, vendita, consumo e gestione degli sprechi.

Un rimbalzo oltre le aspettative

Dopo il crollo del 52% registrato nel 2024, un rimbalzo era atteso, ma i numeri superano le previsioni più ottimistiche. L’Italia si muove in controtendenza rispetto al mercato globale, mostrando un ecosistema in trasformazione. La crescita degli investimenti early stage e growth indica un ricambio generazionale in corso, mentre il late stage scompare temporaneamente. Il vero protagonista dell’anno è però il debito, che diventa la leva principale di finanziamento.

Il debito domina, l’early stage si rafforza

L’analisi per dimensione dei round conferma la centralità del debito, che raggiunge quasi 147 milioni di euro e rappresenta il 57% del totale. Mancano completamente i round B e C, mentre i round A crescono del 138% arrivando a 57,3 milioni. Seed e pre‑seed continuano a espandersi, rispettivamente con 34,8 milioni (+128%) e 8,2 milioni (+50%). In controtendenza il crowdfunding, che scende a 8,7 milioni con un calo del 47%.

Tutti i comparti in crescita, con agritech e petfood in testa

L’agritech si conferma il motore principale del foodtech italiano, con 136,2 milioni di euro investiti e una crescita del 166%. Per il quarto anno consecutivo rappresenta oltre la metà degli investimenti totali. Il pet‑foodtech registra il tasso di crescita più alto, con un aumento del 554% e 8,4 milioni raccolti. Anche il food waste cresce in modo significativo, raggiungendo 13,9 milioni (+148%). Tutti i comparti mostrano segnali positivi, dal digital food al restaurant‑tech, fino ai cibi innovativi e al food retail.

Italia a due velocità e parità di genere ancora indietro

L’analisi geografica evidenzia una forte polarizzazione. Il Nord Italia concentra l’89% degli investimenti, pari a 228,3 milioni di euro. Il Veneto guida la classifica con 109,4 milioni, seguito da Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Centro e Sud raccolgono quote marginali, rispettivamente il 9,29% e l’1,55%. Sul fronte della parità di genere, i progressi sono minimi: solo 20 dei 86 deal totali coinvolgono almeno una founder donna, pari al 23%, in lieve calo rispetto al 2024. Gli importi investiti in startup femminili raggiungono 37,5 milioni, pari al 14,6%.

Un ecosistema in salute, nonostante le criticità

Secondo Antonio Iannone di TheFoodCons, il quadro complessivo è incoraggiante. Pur riconoscendo che il debito ha avuto un ruolo determinante, sottolinea che la crescita non può essere attribuita solo a questo fattore. Il ricambio generazionale avviato negli ultimi anni sta iniziando a produrre risultati concreti, come dimostrano i round chiusi dalle startup più giovani. L’Italia, conclude, si candida a un ruolo di primo piano nel panorama europeo, andando in direzione opposta rispetto al calo globale degli investimenti.

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