Altroconsumo ha pubblicato il test 2025 su pandori e panettoni della grande distribuzione, premiando i prodotti che uniscono qualità, gusto e prezzo accessibile.
- Pandori: Tre Marie si conferma il migliore, mentre Conad e Favorina (Lidl) ottengono il titolo di Miglior Acquisto.
- Panettoni: Coop panettone classico conquista il doppio riconoscimento di Migliore del Test e Miglior Acquisto, seguito da Giovanni Cova & C e Le Grazie (Esselunga).
- Novità: introdotta la label “Scelto dai consumatori”, assegnata ai prodotti che hanno ottenuto valutazioni complessive positive nelle prove d’assaggio.

Nel dettaglio riportiamo qui di seguito un estratto del comunicato di Altroconsumo
Il miglior panettone 2025 costa meno di 7 euro
Nel nostro test sui panettoni trionfano due prodotti a marchio commerciale, entrambi sotto i 7 euro. Una sorpresa confermata da un’analisi approfondita in laboratorio – dove abbiamo verificato ingredienti, sicurezza e qualità – e da una degustazione alla cieca svolta a Bolzano, Bologna e Matera, con oltre 160 consumatori coinvolti.
Il Natale può davvero profumare di buono senza pesare sul portafoglio: nel nostro ultimo test sui panettoni, tre dei quattro prodotti in cima alla classifica costano meno di 7 euro. Una sorpresa che sa di festa e di buone notizie, perché dimostra che per portare in tavola un panettone di qualità non serve scegliere le versioni più care o blasonate. A vincere, infatti, sono i panettoni dei marchi commerciali, che con prezzi attorno ai 6 euro non solo rispettano la tradizione, ma superano anche molti concorrenti più costosi. Il nostro confronto – condotto su 12 panettoni classici con uvetta e canditi – ha valutato composizione, qualità, sicurezza e gusto, per capire quali meritano davvero un posto al centro della tavola natalizia.

Criteri e prove di laboratorio
La selezione dei panettoni in gara è partita dalle abitudini reali dei consumatori: oltre mille iscritti alla community Qualify ci hanno indicato quali marchi acquistano più spesso e quali avevano preferito lo scorso anno. Abbiamo così individuato 12 panettoni classici (alcuni prodotti presentano una glassatura realizzata con mandorle o nocciole), acquistati nei normali punti vendita, e li abbiamo sottoposti a un percorso di analisi rigoroso. In laboratorio sono stati verificati il rispetto dei requisiti di legge per ingredienti “nobili” come tuorlo d’uovo, burro e frutta, la presenza di conservanti, la qualità della conservazione (numero di perossidi), l’eventuale presenza di muffe e lieviti, e la corrispondenza tra peso reale e dichiarato.
Risultato? In testa alla nostra classifica si posiziona un prodotto a marchio commerciale, il panettone classico Coop, che conquista il doppio titolo di Migliore del Test e Miglior Acquisto. Accanto a Coop ottiene il titolo di Miglior Acquisto un altro panettone distribuito da una delle catene di supermercati più note, Le Grazie (Esselunga): entrambi questi panettoni sono distribuiti nei punti vendita delle catene omonime ad un prezzo di circa 6 €. Un ottimo prezzo per prodotti di qualità.
Composizione e ingredienti: cosa rende davvero buono un panettone
Per capire quale panettone merita davvero l’etichetta di “migliore”, siamo partiti dagli ingredienti che fanno la differenza: uova, burro e frutta. È qui che si gioca la vera partita della qualità, perché la legge fissa sì dei minimi (almeno il 4% di tuorlo, il 16% di burro e il 20% di frutta), ma i prodotti migliori vanno oltre – e si sente.
Nel nostro test spiccano Coop e Giovanni Cova & C., che raggiungono un tenore di tuorlo dell’11%, seguiti da Maina che sfiora il 10%. Gli altri restano più indietro, con percentuali tra il 5 e il 7%. Anche sul burro il quadro è simile: solo Coop, Giovanni Cova & C., Le Grazie (Esselunga) e Il Viaggiator Goloso ottengono una valutazione positiva, mentre la maggioranza dei panettoni rimane sulla soglia minima (16–18%).
Capitolo frutta: qui il vero nodo non è solo la quantità, ma l’equilibrio tra uvetta e canditi – e la presenza del cedro, più pregiato. A superare brillantemente la prova sono soltanto Giovanni Cova & C. e Bauli, con circa il 30% di frutta ben distribuita. Negli altri prodotti domina quasi sempre l’uvetta, mentre il panettone Motta resta fermo al minimo di legge.
Conservazione e sicurezza: panettoni promossi a pieni voti
Sul fronte sicurezza possiamo rassicurare i consumatori: i panettoni analizzati mostrano un’ottima conservazione. Le analisi sui perossidi (che misurano l’ossidazione dei grassi) hanno dato risultati molto buoni e in nessun campione è stato rilevato acido sorbico, conservante comunque permesso dalla normativa.
Piccolo appunto sul peso: quattro prodotti (Coop, Bauli, Il Viaggiator Goloso e Fiasconaro) risultano leggermente sotto il dichiarato, pur restando entro la tolleranza del 2%. Un’ulteriore buona notizia arriva dai controlli su muffe e lieviti: nessuna traccia nei 12 panettoni, segno di processi produttivi corretti e di una conservazione ottimale.
Assaggio: la giuria è severa, nessun panettone brilla
Il momento più atteso – la prova di assaggio che si è svolta nelle città di Bolzano, Bologna e Matera – avrebbe dovuto incoronare il panettone “Scelto dai consumatori”, la nuova label riservata ai prodotti che eccellono davvero nel gusto. Ma la giuria, composta da oltre 160 consumatori, quest’anno non si è lasciata entusiasmare: tutti e 12 i panettoni hanno ottenuto una semplice sufficienza, fermandosi a 3 stelle. Nessuno ha deluso, ma nessuno ha brillato.
Etichette panettoni: tanti promossi, ma alcune info mancano
Sul piano delle etichette, i panettoni del test rispettano le informazioni obbligatorie previste dalla normativa e la maggior parte supera bene anche le verifiche sulle indicazioni facoltative. Tuttavia quattro prodotti (Giovanni Cova & C., Il Viaggiator Goloso, Tre Marie e Galup) ottengono solo la sufficienza.
Le lacune più frequenti riguardano l’assenza di dati utili per il consumatore: porzione consigliata, data di produzione, durata dopo l’apertura e perfino i recapiti del produttore. In alcuni casi mancano anche elementi importanti della lista ingredienti, come le quantità di frutta, burro e uova, o le istruzioni di conservazione. Dettagli che pesano sulla valutazione finale e che, in un prodotto tradizionale come il panettone, fanno la differenza in trasparenza e chiarezza.
Come riconoscere un buon panettone (anche senza essere esperti)
Trovare il panettone giusto può sembrare un’impresa, ma bastano pochi dettagli per capire se il dolce che avete tra le mani è davvero di qualità.
- La cupola deve essere alta e ben sviluppata, senza debordare oltre misura dal pirottino, che idealmente dovrebbe essere rigido per sostenere meglio l’impasto.
- La crosta deve risultare uniforme, compatta, mai bruciacchiata.
- La scarpatura, il tipico taglio a croce, non è solo estetica, ma permette all’impasto di crescere in modo armonioso, garantendo un panettone soffice e aromatico.
- Al taglio, la pasta deve essere morbida e gialla, perché più intenso è il colore, maggiore è la quantità di tuorlo utilizzata.
- Gli alveoli devono essere grandi e irregolari – se sono fitti e omogenei, siete più vicini a un pandoro che a un panettone.
- Frutta e canditi devono essere abbondanti e ben distribuiti, con canditi di buona qualità e presenza di cedro.
- Il profumo deve essere quello tipico delle paste lievitate naturalmente. Se avvertite note troppo amare o un retrogusto acido, il dolce potrebbe essere stato cotto troppo o contenere uvetta di scarsa qualità.

PANDORO
Il miglior pandoro del test è anche quello che è piaciuto di più ai consumatori
Natale si avvicina e sugli scaffali esplode la consueta offerta di pandori: scatole scintillanti, promozioni aggressive e ricette “tradizionali” tutte da verificare. Ma quali mantengono davvero le promesse? E soprattutto: qual è il miglior pandoro da comprare quest’anno? Il primo in classifica è anche uno di quelli che ha conquistato i consumatori nella prova d’assaggio.
Ogni Natale la sfida si ripete: confezioni dorate, slogan rassicuranti e promesse di ricette antiche. Per scoprire quale sia il pandoro più buono dell’anno, abbiamo fatto ciò che ogni consumatore vorrebbe poter fare: abbiamo “smontato” i pandori pezzo per pezzo, li abbiamo portati in laboratorio, pesati, analizzati, annusati e infine messi davanti a una giuria di assaggiatori. In laboratorio sono stati verificati ingredienti chiave (uova e burro), peso reale, conservazione, presenza di eventuali conservanti, muffe o lieviti. Quest’anno abbiamo dato un peso speciale alla prova di degustazione: oltre 130 consumatori hanno partecipato all’assaggio a Milano, valutando i prodotti in forma anonima e premiando i più apprezzati con il titolo “Scelto dai consumatori”. Il risultato? Una classifica completa che rivela il re dei dolci natalizi: il Migliore del Test Tre Marie e il Miglior Acquisto Conad sono anche tra i più apprezzati dai consumatori.

Il miglior pandoro 2025: Tre Marie vince il nostro test
Tra alveolature, profumi e ingredienti di qualità, un prodotto ha battuto la concorrenza e si porta a casa il titolo di miglior pandoro 2025. Nel nostro test abbiamo messo alla prova 10 pandori classici acquistati nella grande distribuzione, selezionati grazie alle segnalazioni dei consumatori della piattaforma collaborativa Qualify.
Dalla combinazione di analisi di laboratorio, etichette e prova di assaggio, il Migliore del Test è risultato Tre Marie con una valutazione complessiva buona (69 su 100). Si distingue per un tenore di burro superiore agli altri campioni (quasi il 24%, rispetto al minimo di legge del 20%) e per la buona performance complessiva. Ottime posizioni anche per Conad, che merita il titolo di Miglior Acquisto, e Favorina, il pandoro del discount Lidl, anch’esso premiato come Miglior Acquisto. Entrambi hanno un prezzo medio intorno ai 5 €/kg, dimostrando che un pandoro di qualità non deve per forza costare una fortuna. Chiudono invece la classifica Bistefani Pandoro e Paluani Il Pandoro di Verona, tra i meno apprezzati dai consumatori.
La degustazione pesa (e cambia): nasce la label “Scelto dai consumatori”
La grande novità di quest’anno è l’introduzione della label “Scelto dai consumatori”, assegnata ai prodotti che emergono dalla prova d’assaggio e che ricevono una valutazione complessiva almeno buona. La degustazione, effettuata da un panel di oltre 130 consumatori, ha visto i prodotti presentati in forma anonima, senza possibilità di risalire alla marca. Ogni pandoro è stato assaggiato da una giuria di oltre 60 persone.
La degustazione – che vale il 40% del giudizio finale – resta la prova più imprevedibile e rivelatrice. Anche nel 2025 ha ribaltato alcune attese, premiando i prodotti che più hanno convinto per profumo, struttura, colore e gusto. I quattro pandori preferiti dai consumatori sono: Tre Marie, Conad, Maina e Bauli. La degustazione ha invece penalizzato altri prodotti rimasti sotto la sufficienza: gli ultimi sono Bistefani e Paluani.
Cosa rivela il laboratorio: ingredienti chiave e qualità dell’impasto
Dietro un pandoro di qualità ci sono equilibri precisi: uova e burro, gli ingredienti più pregiati della ricetta. In laboratorio abbiamo verificato che tutti i prodotti rispettassero i minimi previsti dalla normativa (almeno il 4% di tuorlo e il 20% di burro), ma anche chi andava oltre, segnale di un impasto più ricco e tradizionale.
Sul fronte uova, i risultati sono ottimi: tutti i pandori analizzati superano ampiamente la soglia di legge, arrivando fino al 10,6% e conquistando valutazioni alte. Diverso invece il quadro per il burro: se è vero che tutti rientrano nei parametri, molti prodotti si fermano appena sopra il minimo, con una valutazione solo sufficiente. L’unico vero scatto in avanti è quello di Tre Marie, che con un contenuto di burro vicino al 24% ottiene l’unica valutazione pienamente positiva in questa categoria.
Pandori sotto controllo: conservazione, peso e sicurezza
La conservazione è un punto sensibile per un dolce ricco come il pandoro. Nel nostro test abbiamo misurato lo stato di ossidazione dei grassi tramite il numero di perossidi: tutti i prodotti hanno superato senza problemi la verifica, segno di ingredienti ben conservati e processi produttivi corretti. Ottima anche la notizia sull’assenza totale di acido sorbico, conservante autorizzato ma non utilizzato da nessuno dei produttori analizzati.
Per quanto riguarda il peso reale, quasi tutti i pandori rispettano quanto dichiarato in etichetta. Solo Bauli, Maina e Balocco risultano leggermente sotto, pur restando entro la tolleranza di legge del 2%. Nessuna criticità invece sul fronte muffe e lieviti: nei nostri campioni non è stata rilevata alcuna presenza anomala.
Etichette pandori: cosa (non) dicono le confezioni
Un buon pandoro deve essere buono dentro ma anche chiaro fuori: per questo abbiamo verificato contenuto e completezza delle etichette. Tutti i prodotti riportano correttamente le informazioni obbligatorie, mentre sulle informazioni facoltative emergono alcune differenze. La maggior parte dei marchi le rispetta senza problemi, ma Conad e Bistefani si fermano alla sufficienza.
Mancano infatti indicazioni importanti per il consumatore: porzione consigliata, data di produzione, durata dopo l’apertura, oltre alla quantità degli ingredienti caratterizzanti (uova e burro). In più, Bistefani non fornisce le indicazioni per il consumo, mentre Conad omette i recapiti utili per contattare il produttore.
Come riconoscere un pandoro davvero buono
Riconoscere un pandoro di qualità non è solo questione di gusto: bastano pochi dettagli, visivi e olfattivi, per capire se abbiamo tra le mani un prodotto ben fatto.
- La forma deve essere quella classica a stella a otto punte, con coste nette e regolari, garanzia di cottura uniforme.
- La superficie esterna deve essere asciutta, senza tracce di unto e priva di crosta. Il colore ideale è un dorato uniforme; attenzione alla base, che non deve risultare scura o bruciacchiata.
- Al taglio, l’alveolatura deve essere morbida e asciutta, con una struttura interna fine e omogenea. La pasta dev’essere gialla e regolare, segno della presenza di uova e burro di qualità.
- Il profumo deve essere naturale e gradevole, senza note acide o aromi artificiali invadenti. All’assaggio devono emergere burro e vaniglia, senza retrogusti amari dovuti a cottura eccessiva.
- Lo zucchero a velo non è un dettaglio: per un risultato ottimale, sarebbe da spolverizzare il giorno prima, così che il dolce possa assorbire l’aroma. Nelle lavorazioni artigianali lo zucchero a velo dovrebbe essere “su misura”, preparato dal pasticcere e arricchito con vera bacca di vaniglia.

