L’inflazione ha condizionato in modo significativo i comportamenti di consumo delle famiglie italiane. Nel 2024 i prezzi risultavano più alti del 17,4% rispetto al 2019, mentre il carrello della spesa, comprendente beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, era più caro del 23,0%. Questo ha determinato una situazione paradossale: si è speso di più, ma si è consumato di meno.
Alimentari e riduzione dei volumi
Nel quinquennio 2019-2024 il costo dei generi alimentari è aumentato del 22,2%, ma il volume effettivamente acquistato si è ridotto del 2,7%. La forbice tra valore e quantità è evidente e riflette un cambiamento nelle abitudini di acquisto, con una maggiore attenzione al prezzo e una riduzione dei consumi reali.
Vestiario e calzature
Il divario tra spesa e consumo si riscontra anche nel settore del vestiario e delle calzature. In questo comparto si registra un incremento del 4,9% in valore, ma una diminuzione del 3,5% in volume.
Servizi assicurativi e finanziari
I servizi assicurativi e finanziari hanno segnato un aumento del 47,3% in termini nominali, ma il loro utilizzo si è ridotto del 2,0%. La situazione è ancora più evidente per i soli servizi finanziari, che rappresentano il 3,2% della spesa delle famiglie, pari a circa 40 miliardi di euro. In questo ambito, nel periodo 2019-2024, i prezzi sono cresciuti del 106,2%, evidenziando un divario netto tra valore e consumo.
L’aumento dei prezzi di beni e servizi acquistati dalle famiglie italiane dal 2019 al 2024


