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Ven. Gen 16th, 2026

Vini e spiriti. L’Italia sfida la crisi globale e conquista nuovi mercati: crescono bollicine e aperitivi alcolici 

Tra i principali indicatori dell’Osservatorio Federvini:

  • negli USA, dopo il picco di ordini del primo trimestre, si registra una fisiologica contrazione (vino -4,8%spiriti -5%);
  • il vino italiano mantiene una tenuta superiore ai competitor (Italia -2%, contro Cile -6,7% e Francia -2,4%);
  • sul fronte interno, crescono bollicine e spumanti in GDO (+6% a volume) e gli aperitivi alcolici (+4,3% a valore);
  • nel canale Horeca, nonostante una lieve riduzione delle visite (-1,4%), il valore cresce (+1,3%) confermando un consumo più selettivo ed esperienziale.

L’Osservatorio Federvini, curato da Nomisma e TradeLab, fotografa un settore che, pur muovendosi in uno scenario internazionale complesso, dimostra solidità e capacità di adattamento. I comparti di vini, spiriti e aceti hanno reagito alle tensioni commerciali e al rallentamento economico globale affinando la propria competitività, intercettando nuove traiettorie di consumo e bilanciando le flessioni su mercati maturi con la crescita in segmenti emergenti.

La trasformazione dei consumi

Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti, ha sottolineato come i dati evidenzino una ridefinizione della geografia dei consumi. La contrazione negli Stati Uniti, con il vino a -4,8% e gli spiriti a -5%, è stata interpretata come un assestamento fisiologico dopo il picco di ordini del primo trimestre, quando l’import di spiriti dall’Italia aveva toccato +126% per anticipare i dazi. Ponti ha spiegato che la vera novità è la trasformazione della domanda: si passa da un consumo di abitudine a un consumo di scelta, dove la qualità dell’esperienza diventa determinante. Le imprese italiane stanno rispondendo investendo su valori e identità, capaci di superare barriere tariffarie e incertezze congiunturali.

Export e mercati internazionali

Le analisi di Nomisma confermano che il Made in Italy mostra una competitività superiore rispetto ad altri grandi esportatori. Il calo complessivo dell’export vinicolo (-2% a valore) è più contenuto rispetto a Cile (-6,7%) e Francia (-2,4%). Emergono segnali positivi da mercati alternativi: la Germania registra +8,8% nell’import di vino italiano, il Brasile +8,7%. Per gli aceti, nonostante una flessione globale del 2,7%, si registrano crescite sostenute in Corea del Sud (+33,9%), Cina (+29,9%) e Canada (+20,1%). Anche gli spiriti, pur in calo complessivo, mostrano performance interessanti in Giappone (+28,9%), Canada (+9,8%) e soprattutto in Cina (+94,1%).

Consumi interni e GDO

Sul fronte domestico, la Grande Distribuzione Organizzata conferma la vitalità del comparto. I vini crescono dello 0,9% a valore, trainati da bollicine e spumanti (+6% a volumi). Gli spiriti chiudono i primi nove mesi con segno positivo sia a valore (+0,3%) che a volume (+0,7%), sostenuti dagli aperitivi alcolici (+4,3%) e dai distillati (+1%). Gli aceti mantengono una crescita costante del 3% a valore, con l’Aceto Balsamico di Modena IGP a +2,4% e l’aceto di mele a +5,5%.

Fuori casa e nuove abitudini

Il canale Horeca evidenzia una rimodulazione delle abitudini. Le visite totali calano dell’1,4%, ma il trend resta positivo a valore (+1,3%) grazie alla componente inflattiva. Gli italiani scelgono con maggiore selettività, concentrando le uscite nei momenti di valore relazionale ed esperienziale. Il dopocena mostra una buona tenuta con +2,1% di visite nel terzo trimestre. Le consumazioni di vini e cocktail registrano un calo rispettivamente del 7% e del 5%, segno di un approccio più misurato e attento alla qualità. Le bollicine si confermano resilienti (-3%), beneficiando di un recupero estivo che testimonia la voglia di gratificazione del consumatore.

Il 2025, pur segnato da tensioni commerciali e da un contesto economico sfidante, conferma la capacità delle imprese italiane di reagire e affinare la propria competitività, puntando su qualità, identità e innovazione per affrontare i nuovi equilibri del mercato globale.


Wine, spirits and vinegar: 2025 highlights global challenges and Italian companies’ strategies

The Federvini Observatory, curated by Nomisma and TradeLab, portrays a sector that, despite a complex international scenario, shows resilience and adaptability. Wine, spirits and vinegar producers have responded to global trade tensions and economic slowdown by strengthening competitiveness, balancing declines in mature markets with growth in emerging segments.

Changing consumption patterns

Federvini president Giacomo Ponti emphasized that consumption patterns are being redefined. The contraction in the United States, with wine down 4.8% and spirits down 5%, is seen as a physiological adjustment after the surge in orders in the first quarter, when imports of Italian spirits rose by 126% to anticipate tariffs. Ponti explained that the real change lies in demand transformation: from habitual consumption to selective choices, where quality of experience is key. Italian companies are investing in values and identity to overcome tariff barriers and uncertainties.

Export and international markets

Nomisma’s analysis confirms Italy’s competitiveness compared to other major exporters. Overall wine exports fell by 2% in value, less than Chile (-6.7%) and France (-2.4%). Positive signals come from alternative markets: Germany increased imports of Italian wine by 8.8%, Brazil by 8.7%. Vinegar, despite a global decline of 2.7%, grew strongly in South Korea (+33.9%), China (+29.9%) and Canada (+20.1%). Spirits also showed strong performances in Japan (+28.9%), Canada (+9.8%) and especially China (+94.1%).

Domestic consumption and retail

Domestically, large-scale retail confirms vitality. Wine grew by 0.9% in value, driven by sparkling wines (+6% in volume). Spirits closed the first nine months with positive results both in value (+0.3%) and volume (+0.7%), supported by alcoholic aperitifs (+4.3%) and distillates (+1%). Vinegar maintained steady growth of 3% in value, led by Balsamic Vinegar of Modena IGP (+2.4%) and apple vinegar (+5.5%).

Horeca and new habits

In the Horeca channel, habits are being reshaped. Total visits fell by 1.4%, but value remained positive (+1.3%) thanks to inflationary effects. Italians are more selective, focusing on moments of relational and experiential value. Evening consumption held up well with a 2.1% increase in visits in the third quarter. Wine and cocktail consumption declined by 7% and 5% respectively, reflecting a more measured approach focused on quality. Sparkling wines proved resilient (-3%), benefiting from a summer recovery that highlights consumers’ desire for gratification.

Despite global trade tensions and economic challenges, 2025 confirms Italian companies’ ability to react and refine competitiveness, focusing on quality, identity and innovation to face new market dynamics.

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