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Sab. Gen 17th, 2026

Consumi alimentari in calo. Risparmio, benessere e sostenibilità i nuovi driver di scelta

Il settore agroalimentare italiano è chiamato a fronteggiare una fase di forte trasformazione, segnata da profondi cambiamenti nei modelli di consumo e da criticità che interessano l’intera filiera. A delineare i principali trend e le prospettive future è stata Nomisma, attraverso la relazione presentata da Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare dell’Istituto, in occasione di Cibus Tec Forum.

Dall’analisi emerge come, in un contesto di consumi al dettaglio in calo, la domanda dei consumatori stia cambiando direzione: nei prossimi mesi a guidare le scelte d’acquisto saranno la propensione al risparmio, la ricerca di benessere e la sostenibilità. Secondo i dati Nomisma, tra i fattori che influenzeranno i trend del food & beverage nei prossimi due-tre anni, il 38% degli intervistati indica il ridotto contenuto di zuccheri, grassi o conservanti, seguito dalla produzione nazionale (37%), dall’origine locale (36%), dal basso impatto ambientale (30%) e dalla sostenibilità degli imballaggi (28%).

A pesare sul futuro dell’agroalimentare sono i cambiamenti climatici, l’instabilità geopolitica, l’aumento dei costi energetici e di trasporto, oltre alla necessità di innovazione tecnologica, con l’intelligenza artificiale che inizia a trasformare i processi aziendali. Tuttavia, solo il 6,7% delle imprese food & beverage italiane utilizza oggi l’AI, soprattutto in ambito marketing, vendite e produzione.

Nomisma evidenzia inoltre una crescente fragilità strutturale del comparto: quasi la metà dei terreni agricoli italiani è in cattivo stato di salute, penalizzata da erosione, perdita di carbonio organico eccesso di rame e azoto. A questo si aggiungono i danni crescenti causati dagli eventi climatici estremi, che negli ultimi anni hanno fatto raddoppiare i prezzi di alcune materie prime agricole.

Sul fronte commerciale, l’export si conferma leva strategica per il settore, soprattutto in un Paese come l’Italia segnato dal calo demografico. Oggi le esportazioni agroalimentari si concentrano principalmente in Unione Europea (58%) e Nord America (13,7%), mentre i mercati di Asia, Sud America e Africa restano marginali. Tuttavia, l’espansione estera è limitata da tensioni geopolitiche, barriere doganali e politiche commerciali restrittive.

Per garantire maggiore sicurezza negli approvvigionamenti e stabilità nei mercati di sbocco, secondo Nomisma sarà fondamentale sviluppare nuovi accordi di libero scambio, capaci di ridurre l’impatto dei dazi, tutelare le produzioni DOP e IGP e introdurre clausole di salvaguardia reciproche.

Nonostante negli ultimi dieci anni gli investimenti in ricerca nel settore alimentare siano cresciuti del 22%, raggiungendo 424 milioni di euro, il dato resta ancora troppo contenuto rispetto al potenziale del comparto. L’innovazione tecnologica e la collaborazione di filiera rappresentano dunque strumenti chiave per migliorare la competitività e la sostenibilità del made in Italy agroalimentare.

“Il settore agroalimentare italiano è strategico per la nostra economia, ma oggi deve affrontare un contesto complesso e in continua evoluzione – ha dichiarato Denis Pantini –. Per restare competitivi servono nuovi modelli organizzativi e strategici, basati su accordi di filiera, diversificazione dei mercati e innovazione digitale, per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e agli obiettivi di sostenibilità che restano una condizione imprescindibile per il futuro del comparto.”

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