In occasione della Giornata mondiale della pasta, che si celebra il 25 ottobre, Coop Alleanza 3.0 racconta, dal proprio osservatorio, i trend di acquisto e consumo di uno dei simboli indiscussi dell’italianità nel mondo. Nel 2024, nei negozi della Cooperativa sono stati venduti 55,5 milioni di pezzi di pasta, per un valore complessivo di 70,7 milioni di euro.
La fotografia arriva dai 350 punti vendita distribuiti da Trieste a Lecce, lungo la via Emilia e la dorsale adriatica, e dal servizio di spesa online EasyCoop, piattaforma digitale che riflette le nuove abitudini di consumo degli italiani.
La pasta, icona globale dell’Italia
In Italia esiste una varietà straordinaria di paste alimentari, sia per formato sia per ingredienti. Come spiega Alberto Grandi, professore associato di Storia del cibo all’Università di Parma, la trasformazione della pasta da alimento regionale a icona globale è il risultato di emigrazione, industria e marketing.
Fino all’Ottocento, la pasta era considerata un cibo povero, diffuso soprattutto a Napoli. Con l’emigrazione di massa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, gli italiani esportano la loro cultura alimentare nel mondo. Il vero salto arriva nel dopoguerra, con il boom economico e la nascita del concetto di Made in Italy, che trasforma la pasta in simbolo di stile di vita e di identità nazionale, grazie anche a cinema, pubblicità e industria.
Le preferenze degli italiani: penne e spaghetti restano in testa
Nel 2024 la pasta secca di semola è la regina delle tavole italiane, con 38,3 milioni di confezioni vendute. Le penne, lisce e rigate, guidano la classifica con oltre 5,6 milioni di pezzi, seguite da fusilli (3,1 milioni) e rigatoni (1,4 milioni). Tra i formati lunghi, gli spaghetti dominano con 4,1 milioni di confezioni, seguiti da linguine (1,1 milioni) e spaghettini (1 milione).
Anche in questo caso, Grandi sfata un mito: “Gli spaghetti non nascono in Italia. I loro precursori arrivano dagli Arabi, che nel IX secolo producevano in Sicilia una pasta secca a base di grano duro chiamata itriyya. La rivoluzione non è stata inventare la pasta, ma essiccarla, rendendola conservabile e trasportabile: un prodotto pratico e democratico, che solo nel Novecento diventa simbolo del Made in Italy”.
Nel segmento secco, la pasta all’uovo conta 6,1 milioni di confezioni vendute, con le tagliatelle (1,2 milioni) al primo posto, seguite da fettuccine (500 mila) e pappardelle (370 mila).
Classifica Pasta secca di semola più venduta da Coop in Italia
🥇 Pasta corta
- Penne (lisce e rigate) – 5,6 milioni di confezioni
- Fusilli – 3,1 milioni
- Rigatoni – 1,4 milioni
🥈 Pasta lunga
- Spaghetti – 4,1 milioni di confezioni
- Linguine – 1,1 milioni
- Spaghettini – 1 milione
La pasta fresca: il trionfo del ripieno di carne
La pasta fresca, spesso associata alla tradizione e alla cucina domestica, registra 11 milioni di pezzi venduti, quasi la metà a marchio Coop. La categoria più amata è quella ripiena con 5,4 milioni di confezioni, dominata dai tortellini (1,8 milioni), seguiti da ravioli (1 milione) e cappelletti (350 mila).
Il ripieno di carne resta il preferito con 1,4 milioni di confezioni, seguito da quello al prosciutto crudo (1,3 milioni). Al secondo posto per volumi ci sono gli gnocchi (2,4 milioni), seguiti dalla pasta fresca all’uovo (1,7 milioni), trainata dalle lasagne (961 mila) e dalle tagliatelle (291 mila).
Pasta secca e industrializzazione: la rivoluzione del Novecento
Secondo Grandi, la pasta secca diventa centrale nella dieta italiana grazie all’industria e alla logistica alimentare. “Il clima del Sud Italia, perfetto per l’essiccazione, e l’abbondanza di grano duro favorirono la produzione di massa. Con la meccanizzazione e le trafile in bronzo, la pasta secca diventa un alimento economico, conservabile e perfetto per la società moderna.”
Nel Novecento, la pasta industriale diventa l’emblema del Made in Italy all’estero, apprezzata per la sua versatilità, praticità e valore nutrizionale.
Le scelte digitali: fusilli, gnocchetti e grattini i preferiti su EasyCoop
Tra i clienti EasyCoop, la pasta di semola rappresenta il 73% degli acquisti, seguita da pasta fresca (20%) e pasta all’uovo (7%). Le preferenze online confermano la tendenza nazionale, con fusilli, gnocchetti e grattini in testa alle vendite digitali.
Con la Giornata mondiale della pasta 2025, Coop Alleanza 3.0 celebra non solo un alimento, ma una storia di cultura, identità e innovazione, simbolo dell’Italia nel mondo e protagonista di una filiera sostenibile e tracciabile.

