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Dom. Gen 18th, 2026

In dieci anni chiusi oltre 21 mila bar in Italia: Servono nuovi modelli

In dieci anni hanno chiuso oltre 21 mila bar in Italia e solo nel primo semestre del 2025 il saldo tra aperture e cessazioni è negativo per 706 unità. Un segnale che conferma la fragilità del comparto, già evidenziata da un tasso di sopravvivenza delle imprese che, a cinque anni dall’apertura, si ferma al 53%. Nonostante le difficoltà, il bar resta un presidio fondamentale della socialità italiana e della qualità della vita urbana. Ma conciliare sostenibilità economica e standard di servizio elevati è sempre più complesso per un settore che conta quasi 128 mila imprese, 400 mila addetti – di cui il 58,9% donne – e genera oltre 20 miliardi di euro di consumi.

Lino Stoppani, Andrea Illy, Francesca Baraghini
Lino Stoppani, Andrea Illy, Francesca Baraghini

Il futuro del bar italiano al centro del confronto Fipe-Confcommercio

Questi dati sono stati presentati nel corso dell’evento “Il futuro del bar italiano”, organizzato da Fipe-Confcommercio nell’ambito di HostMilano, la fiera internazionale dell’accoglienza e della ristorazione in corso nel capoluogo lombardo. Il confronto tra il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani e il presidente di Illycaffè Andrea Illy ha offerto spunti rilevanti sul ruolo dei bar come spazi di relazione e identità collettiva.

I numeri relativi al turnover, pur al netto di aggiustamenti amministrativi, riflettono la difficoltà crescente di mantenere la compatibilità economica tra ricavi e costi, in un contesto in cui il bar continua a rappresentare un presidio di prossimità e un simbolo dell’Italian lifestyle. La questione, sottolinea la Federazione, è sistemica: non riguarda solo la redditività delle imprese, ma la tutela di un patrimonio sociale e culturale che caratterizza il Paese.

Stoppani: “Serve un nuovo equilibrio per garantire sostenibilità e socialità”

“Le evidenze sullo stato di salute dei bar italiani mostrano come sia necessario un ripensamento del modello di business del comparto,” ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio. “Con il cambiamento delle abitudini di consumo, la sfida è trovare un nuovo punto di equilibrio per la sostenibilità economica delle attività: un obiettivo urgente per garantire la funzione del bar come presidio di socialità e come elemento qualificante dell’offerta turistica. La tradizione italiana del bar è un unicum nel mondo, capace di offrire ai visitatori un’esperienza autentica che racchiude la nostra cultura.”

Illy: “I bar sono ambasciatori dell’Italia nel mondo”

“Tra tutte le attività commerciali, i bar hanno il numero più elevato di punti vendita e contatti con il pubblico, paragonabile a quello dei media,” ha commentato Andrea Illy, chairman di Illycaffè. “Sono luoghi di cultura sociale e alimentare e rappresentano un potente strumento di promozione dell’Italia nel mondo. Accolgo con entusiasmo la proposta del presidente Stoppani di lavorare a un progetto di filiera che valorizzi questo patrimonio.”

Un presidio quotidiano tra colazione, pranzo e dopocena

Il valore del bar resta centrale nella vita quotidiana degli italiani grazie alla sua capacità di adattarsi a diverse occasioni di consumo: dalla colazione, punto di forza dell’offerta, al pranzo con i lunch bar, fino al dopocena nei cocktail bar. Luoghi che uniscono convivialità, qualità e tradizione, continuando a rappresentare un simbolo della cultura italiana del vivere bene.


Italian bars under pressure: over 21,000 closed in a decade, Fipe calls for new models to save Italy’s social heartbeat

More than 21,000 bars have shut down in Italy over the past decade, and in the first half of 2025 alone, the balance between openings and closures shows a negative result of 706 units. This trend highlights the sector’s growing fragility, reflected in a five-year business survival rate of just 53%. Despite the crisis, bars remain an essential part of Italian social life and urban culture. Yet balancing profitability with high service standards is becoming increasingly difficult for a sector that includes nearly 128,000 businesses, employs 400,000 people – 58.9% of them women – and generates over €20 billion in consumer spending.

The future of Italian bars: a key topic at Fipe-Confcommercio and HostMilano

These figures were presented during the event “The Future of the Italian Bar”, organized by Fipe-Confcommercio as part of HostMilano, the international hospitality and catering exhibition held in Milan. The discussion between Fipe President Lino Enrico Stoppani and Illycaffè Chairman Andrea Illy offered valuable insights into the role of bars as spaces of connection and cultural identity.

The data reveal the economic challenges faced by the sector, caught between rising costs and static revenues, yet still serving as a cornerstone of Italian lifestyle and community. As Fipe points out, the issue goes beyond business: bars are cultural institutions that embody Italy’s social fabric.

Stoppani: “We need a new business model to ensure economic and social sustainability”

“The health of Italian bars shows that we must rethink the sector’s business model,” said Lino Enrico Stoppani, President of Fipe-Confcommercio. “With changing consumer habits, the challenge today is to find a new balance that ensures economic sustainability while preserving the bar’s role as a social hub and as a pillar of Italy’s hospitality and tourism identity.”

Illy: “Bars are cultural ambassadors of Italy around the world”

“Among all retail activities, bars have the highest number of outlets and customer interactions—comparable to mass media,” said Andrea Illy, Chairman of Illycaffè. “They are places of social and culinary culture and a powerful promotional tool for Italy worldwide. I welcome President Stoppani’s proposal for a major industry-wide collaboration to enhance this heritage.”

A daily ritual that defines Italian lifestyle

From breakfast to aperitivo, bars remain central to Italian daily life. They cater to every moment of the day—morning coffee, business lunches, evening cocktails—offering an authentic blend of taste, conviviality, and culture that continues to define the Italian way of life.

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